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Concetti Chiave

  • La precarietà della Germania weimariana emerse con la crisi del 1929, creando un terreno fertile per l'ascesa di Hitler.
  • Hitler, attraverso il partito nazionalsocialista, mescolò nazionalismo e socialismo antimarxista, attirando consensi in una società lacerata.
  • Le élite economiche e militari sostennero Hitler, che costruì un'organizzazione gerarchica con strutture paramilitari come le SA e le SS.
  • L'antisemitismo divenne strumento politico sotto Hitler, trasformando gli ebrei in capri espiatori e aggravando la crisi di Weimar.
  • Una volta nominato cancelliere, Hitler distrusse rapidamente la democrazia, ottenendo pieni poteri attraverso intimidazioni e violenze.

La precarietà della Germania weimariana

La stabilità della Germania weimariana rivelò la sua precarietà quando le conseguenze del 1929 si abbatterono sul paese, e in questo quadro si colloca l’ascesa di Hitler.

L'ascesa di Hitler

Nato in Austria da una famiglia di impiegati, Hitler si era arruolato volontario nella Prima Guerra Mondiale e aveva risentito profondamente per la delusione dei trattati di pace, nel 1920 a Monaco aveva aderito al partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori, che disponeva di squadre militari come le SA (reparti d’assalto) per colpire la sinistra. Grazie alle sue doti di leader egli conquistò la guida del partito e nel 1923 tentò un colpo di stato ma fallì e fu condannato a 5 anni di reclusione. Egli per alcuni anni ottenne consensi modesti ma nel 1933 prendeva il potere, come fu possibile?

Il consenso e l'ideologia nazista

Bisogna considerare due elementi: il primo è il successo che ottennero le sue parole d’ordine in una società profondamente lacerata dalla guerra e dalla crisi; l’ideologia hitleriana mescolava ingredienti capaci di attirare gli stati più diversi della società, la stessa denominazione “nazionalsocialista” fondeva le due ideologie di massa più diffuse, egli predicava il risentimento e la revisione dei trattati di pace; per quanto riguarda il secondo aspetto Hitler predicava un socialismo di tipo antimarxista, cioè basato sui valori della comunità del popolo e su uno stato forte. Più che un programma politico, egli offrì ai tedeschi una prospettiva di radicale cambiamento e il sogno di un risorgimento della Germania unito all’odio verso i nemici di questo progetto.

Il ruolo delle élite e delle SA

Intanto Hitler otteneva crescente consenso presso le élite economiche-finanziarie e militari, ciò fu possibile grazie anche alle sue doti carismatiche. Il partito nazista divenne un’organizzazione gerarchica presente nei diversi Länder, dotato di strutture paramilitari forti come le SA e le SS, cioè i reparti scelti di assoluta fedeltà ad Hitler, sotto la guida di Himmler.

L'antisemitismo e la crisi di Weimar

Un ruolo fondamentale ebbero l’antisemitismo e il razzismo, a cui Hitler aggiunse l’antibolscevismo, costruendo così la sua popolarità. Gli ebrei divennero il capro espiatorio della situazione, il nemico per eccellenza. L’antisemitismo era già presente in Germania, ma con Hitler venne messo al servizio della politica, essi venivano considerati come una razza inferiore rispetto ai tedeschi ariani. Intanto il governo di Weimar non riusciva ad applicare strategie efficaci e il paese diventava sempre più ingovernabile.

La nomina di Hitler a cancelliere

La svolta avvenne tra il 1930 e il 1932 quando il governo di Bruning fu costretto a ricorrere all’appoggio della destra e della sinistra con decreti di emergenza. Nel 1932 un importante gruppo di uomini d’affari inviò ad Hindenburg un appello affinché egli nominasse Hitler cancelliere, ma egli si rifiutò perché lo temeva, così il governo venne affidato a von Papen, che da un lato operò per emarginare le sinistre e dall’altro cercò di portare Hitler nel governo. Sull’onda del successo elettorale del luglio 1932 Hitler pretese che gli fosse affidato il governo, ma Hindenburg rifiutò ancora, intanto il paese era ingovernabile e le SA spadroneggiavano, così nel 1933 von Papen lo convinse ad affidare ad Hitler la carica di cancelliere.

La distruzione della democrazia

Salito al potere egli impiegò sei mesi per distruggere la democrazia e costruire uno stato totalitario, successivamente si tennero delle nuove elezioni, precedute da intimidazioni e violenze; al voto Hitler ottenne la maggioranza assoluta e ottenne dal parlamento i pieni poteri, abolendo così in pochi mesi ogni libertà e possibilità di dissenso. Il 20 marzo 1933 venne costituito a Dachau il primo campo di concentramento per i prigionieri politici. Alla morte di Hindenburg, Hitler assunse anche la carica di capo di stato, concentrando su di sé tutti i poteri.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le cause principali dell'ascesa di Hitler in Germania?
  2. L'ascesa di Hitler fu facilitata dalla precarietà della Germania weimariana, aggravata dalla crisi del 1929, e dal suo carisma, che attrasse consensi tra le élite economiche e militari, oltre alla sua ideologia che prometteva un radicale cambiamento e un risorgimento nazionale.

  3. Come si manifestò l'ideologia nazista nella società tedesca?
  4. L'ideologia nazista mescolava elementi di nazionalismo e socialismo antimarxista, promettendo un forte stato comunitario e alimentando il risentimento verso i trattati di pace, attirando così diverse fasce della popolazione tedesca.

  5. Quale ruolo giocarono le SA e le SS nell'ascesa di Hitler?
  6. Le SA e le SS furono strutture paramilitari fondamentali per il partito nazista, garantendo la fedeltà a Hitler e contribuendo a creare un clima di intimidazione e violenza che facilitò la sua ascesa al potere.

  7. In che modo l'antisemitismo influenzò la politica di Hitler?
  8. L'antisemitismo divenne un elemento centrale della politica di Hitler, trasformando gli ebrei in capri espiatori e giustificando la sua agenda razzista, già presente in Germania, ma strumentalizzata per consolidare il potere nazista.

  9. Quali furono le conseguenze della nomina di Hitler a cancelliere?
  10. Dopo la nomina a cancelliere nel 1933, Hitler distrusse rapidamente la democrazia, instaurando uno stato totalitario attraverso intimidazioni e violenze, culminando nella concentrazione dei poteri e nella creazione di campi di concentramento per i dissidenti.

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