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Minoici e Micenei

Incominciamo chiedendoci perché studiare la storia della civiltà greca. Perché comprendere il passato ci aiuta a migliorare il nostro presente.

Una piccola premessa sulla distinzione tra avanti Cristo e dopo Cristo, con gli anni che vanno al contrario, da ricordare. Lo spazio è l’altra cosa da conoscere, cioè dobbiamo conoscere la cartina della Grecia quasi come le nostre tasche.

La Grecia è una zona tendenzialmente brulla, in gran parte collinare, con piccoli fiumi molto corti, senza grandi distese di pianura se non nella regione della Tessaglia, zona famosa per l’allenamento dei cavalli. L’altra pianura è quella vicina a Sparta ed è la pianura della Messenia, importante proprio per Sparta, situata in una bella zona e famosa per le olive calamata. Per il resto, tante colline, diversi monti come l’Olimpo ma molti di quei monti per noi sono poco più che colline.

Anche le isole sono brulle e collinose, quindi è una terra difficile, dove fa molto caldo e dove è difficile far crescere grandi coltivazioni, ecco perché Ulivo e Vite sono i prodotti più facili. La coltivazione dei cereali risulta difficile per via dell’assenza di grandi pianure, quindi coltivano perlopiù orzo, mentre il grano arrivava ai greci principalmente dall’oriente, più precisamente dalle steppe russe del Mar Nero, proprio attraverso il mare e le navi granaie che attraversano l’Ellesponto per arrivare proprio in Grecia, ecco perché l’Ellesponto è una zona cruciale, dove spesso le navi granaie venivano bloccate.

Dunque, un’economia difficile, con scarsa materia prima, anche scarsamente ricca di minerali, e da sempre i greci sono andati in giro per tutto il Mediterraneo alla ricerca di scambi di tutti i generi, soprattutto di materie prime, barattandoli con le famose ceramiche greche, produzioni con le quali i greci hanno cercato di fare scambi. Un mondo molto aperto e, soprattutto all’inizio, con l’Oriente mentre l’Occidente arriverà dopo.

Periodizzazione della storia greca

La periodizzazione è la divisione della storia in periodi, e i periodi che ci interessano sono i seguenti, anche se in questa prima periodizzazione ci sono diverse discrepanze, con l’assenza di date precise:

  • 3500-2500 Civiltà Cicladica
  • 2000-1700 Minoici (primi palazzi)
  • 1700-1450 Minoici (secondi palazzi)
  • Dal 1600 circa, sul continente ci sono i Micenei
  • 1450-1300 apogeo dei Micenei
  • 1194-1184 guerra di Troia
  • 1104 presunta migrazione dorica
  • 1044 migrazione ionica

Quando noi cominciamo a studiare storia greca? Qua vale la pena iniziare a parlare della storia della Grecia non come regione, con l’età paleolitica e preistorica che vede i primi insediamenti in quel caso, ma parlando di civiltà greca le date sono queste qua sopra indicate.

Dire ‘quando arrivano i greci’, al giorno d’oggi non si usa quasi più e si va nella direzione di dire che i greci sono sempre esistiti, per poi strutturarsi per come li conosciamo tutt’ora e studieremo noi nel corso dei secoli.

Inoltre, distinguiamo la Grecia continentale dalla Grecia delle isole, parlando non di civiltà Egee, come la civiltà Cicladica a Cicladi o a Creta la civiltà minoica, quasi non più considerabili come civiltà greche, ma considerabili addirittura a sé stanti. Le caratteristiche più vicine iniziano con la storia dei micenei, con elementi fortemente comuni alla civiltà greca che poi conosciamo e studiamo.

Quindi quanto indietro risalire è molto difficile da dire (e la prima parte del manuale con le divisioni delle età storiche non si studiano nemmeno) mentre dal 2000 in poi iniziamo a vedere elementi storici che ci sembrano più interessanti ed importanti. Abbiamo il grande sviluppo della civiltà minoica a Creta con i primi palazzi e i secondi palazzi, con i primi che verranno distrutti da un grande sisma (ricostruzione più plausibile) e coi secondi palazzi della civiltà minoica che rappresenteranno il loro periodo di maggior sviluppo.

Sul continente greco si svilupperanno poi i Micenei dal 1600 circa, come risultato di un’evoluzione progressiva, che pian piano vede i minoici espandersi secondo la talassocrazia, con la conquista del mare che porterà i Micenei contro il popolo di Troia, con i troiani ricchi per l’oro e per l’Ellesponto al fine di arrivare al dominio sul mare. Un’altra cosa importante è la migrazione dorica, cioè l’ipotesi secondo cui siano stati i Dori, cioè popoli che arrivano e si presume distrussero totalmente i micenei. Purtroppo ad oggi non siamo sicuri sia così, quindi prendiamo per buono il fatto che i Dori vanno nella zona vicino a Mileto, in Asia Minore, che sancisce l’inizio dello spostamento dei greci sulle coste dell’Asia Minore.

L’unica periodizzazione sicura che abbiamo sono:

  • XI-IX i cosiddetti ‘secoli bui’ di cui sappiamo ben poco
  • VIII-VI, dove troviamo l’età arcaica, con la Grecia che si sta ancora strutturando
  • V-IV, con l’età classica, secoli di Pericle e Alessandro Magno di grande splendore
  • III-I, con l’età ellenistica, con l’avanzata dei romani, e l’introduzione ellenistico (e non ellenico, aggettivo con i quali indichiamo normalmente i greci, dal nome Ellas per quella che chiamiamo Grecia e Ellenas, per quel che noi chiamiamo greci). Inizialmente loro si chiamavano Achei, come sappiamo anche da Omero, mentre gli Ellenes erano solo una piccola parte della Grecia centrale da cui poi il nome si estende. Restano greci tutti, ma quando dobbiamo usare un aggettivo dobbiamo usare ellenici. Quindi ellenistico/a si parla del periodo dopo la conquista di Alessandro Magno, quando si inizia a guardare anche verso l’oriente per estendere il bacino del Mediterraneo verso una zona più vasta fino a sfumare verso l’età romana.

Tutte indicazioni di massima, senza date precise. Importante è lo studio delle fonti, che sono il cuore della storia e si parte da questo (esegesi, cioè lo studio vero e proprio delle fonti), e lo storico raccoglie queste fonti, le analizza e si interroga cercando risposte per poi solo alla fine costruire un racconto storico. Le fonti possono essere:

  • Primarie, come gli oggetti di qualsiasi tipo (archeologia, epigrafia, papirologia, numismatica)
  • Secondarie, cioè le fonti letterarie per noi più preziose (come la storiografia, poesia, oratoria, teatro, ecc.)

Cos'è la storia?

È la ricerca personale degli eventi passati più o meno lontani, talvolta anche mitologici, con conseguente esposizione dei risultati ottenuti. La ‘Historie’ = ricerca, come la chiamava Erodoto era proprio questo. Dopo la fase di ricerca c’è anche questa dimensione del racconto, molto importanti per gli antichi perché all’inizio la trasmissione di notizie ed opere era solo per via orale. Gente come Erodoto non scriveva per vendere ma per poter declamare le sue opere in pubblica piazza, quindi bisognava anche non essere noiosi se no il pubblico se ne andava.

Col tempo questa concezione cambierà, con l’intento di fornire informazioni utili circa al futuro facendo venir meno la parte divertente o di facile comprensione come voleva Tucidide. Il concetto di storia è un concetto dinamico e molto coinvolgente, con lo storico che si deve cercare le informazioni andandosi a vedere le cose di persona, secondo il concetto di autopsia, che per noi è l’analisi che si fa su un cadavere, ma in Grecia era il ‘vedere da sé qualcosa’, quindi Erodoto prima e Tucidide poi viaggiano molto per vedere e raccontare la storia di quel che vedono. Dove non arrivano con la vista arrivano con l’udito, detto akoe, cioè l’udire e l’ascoltare qualcosa da un qualcuno che possibilmente lo abbia visto, quindi si va alla ricerca di una fonte attendibile.

Il concetto di verità, molto caro agli storici greci, è ‘ciò che non deve rimanere nascosto’ (aletheia in greco), ma qui non c’è un dato oggettivo, per cui ‘quel che non deve essere nascosto’ non vale in senso assoluto ma in senso personale, cioè sia Erodoto che Tucidide raccontano solo la parte di storia che secondo loro non deve rimanere nascosta, ma dimenticando grandissimi buchi nella storia stessa (es. Gli ateniesi hanno grandi leghe dove raccolgono i greci, e lo storico Senofonte, in esilio da Atene, non racconta la seconda lega ateniese, togliendo di fatto un elemento importante, cosa per gli storici greci normale).

Per i greci la concezione della storia è ciclica e, ad esempio, i latini dicevano ‘historia magistra vitae’, cioè la storia come maestra di vita proprio perché la storia secondo Tucidide era ciclica, cioè che gli eventi si ripetono nel tempo. Ecco perché Tucidide dice cosa fare e non fare per sopravvivere o migliorare la propria vita, questo perché lui era convinto che nel tempo quel determinato evento si potrebbe evitare o risolvere nel meglio.

In questa prospettiva con indicazioni di base, inizieremo domani la vera storia.

Lezione 2: Assaggi di Grecia

Partiamo da una cartina un po’ ampia della Grecia per avere l’idea dell’espansione greca nel mar Mediterraneo e nel Ponto Eusino. La parte del nord dell’Ellade è un po’ sovrastimata, in quanto non arrivano fino alla Macedonia i greci, però prendono il nostro Mar Nero (la zona del Ponte Eusino), con diverse zone insulari e costiere.

I Greci avevano infatti fondato molte città sulle coste, con il chiaro obiettivo di controllare i mari. Ai greci, infatti, non interessava arrivare all’interno dove c’erano i popoli barbari, spesso tra l’altro bellicosi, e quindi si accontentavano della parte costiera che non era di interesse delle popolazioni barbare. Altrettanto in Asia Minore, dove ci sono i Persiani, i greci non si allargano. Platone disse che “il Mediterraneo era un grande lago con le rane tutto intorno” dove i greci erano le rane che stavano sulle coste intorno.

Quindi già dall’età arcaica il muoversi all’interno del Mediterraneo e il muoversi alla ricerca di scambi commerciali (esportazioni di ceramica in cambio di materie prime) era fondamentale per tutti i popoli vissuti nella zona elladica. Già in età arcaica abbiamo quindi una civiltà che si stabilisce più sulla parte continentale, una parte che si stabilisce nelle isole Cicladi e dopodiché abbiamo Creta, il primo cuore pulsante del Mediterraneo, luogo dove si stabilisce e prospera la prima grande civiltà di quest’area: la civiltà minoica.

Come detto ieri è difficile considerarla come civiltà greca (infatti non viene considerata come civiltà greca perché non ha le stesse caratteristiche), ma la Creta minoica fu poi uno dei loro possedimenti. Creta era in una posizione molto interessante, in uno snodo davvero cruciale visto che le navi all’epoca potevano navigare solo per brevi tratti, un crocevia per gli scambi commerciali che coinvolgevano il Mediterraneo solo in quella piccola parte, e quindi Creta risulta essere l’ombelico del Mediterraneo in quell’area, ecco perché a Creta si sviluppa la prima grande civiltà di quest’area.

Non fu la prima civiltà in assoluto, ma in quest’area cominciamo a trovare da millenni una delle prime civiltà che si sviluppava molto anche grazie ai loro palazzi, come il famoso palazzo di Cnosso. È una località in cui si sviluppa questa società molto avanzata e potente, già in grado di espandersi e muoversi nel Mediterraneo, costruendo questi palazzi molto belli dal punto di vista architettonico e senza alcun tipo di fortificazione o muraglia, che ci indica che il popolo era pacifico o troppo forte per essere attaccato.

Ci dà quindi l’idea di un’area splendida, molto ricca, avanzata anche dal punto di vista artistico, con questi palazzi che sono agglomerati molto estesi di diverse strutture, molto difficile da dire che ruolo avessero. Si parla di palazzi che servono per riunioni, riti religiosi e feste, con grandi cortili cerimoniali, ma ci sono anche magazzini, e poi ci sono intorno a questi palazzi aree abitative, campi coltivati eccetera.

Si conosce una lingua, anzi meglio due dell’età minoica: la prima che vediamo è una scrittura di tipo geroglifico, che rimanda molto l’iconografia egizia, chiamata Lineare A, tutt’ora indecifrata, utilizzata su tavolette che testimoniano la sua esistenza. Abbiamo testimonianze di una prima età chiamata proto-palaziale (dal greco ‘proto’ = primo), poi abbiamo una seconda età in cui sono stati distrutti i palazzi precedentemente costruiti (probabilmente per un sisma ma non si ha certezza) che porta alla fase di secondi palazzi chiamata neo-palaziale, con caratteristiche simili alla fase precedente ma che fu la fase di splendore massimo della civiltà minoica.

Dopodiché c’è una seconda ondata di distruzione di palazzi che causa la fine della civiltà minoica, ma senza ancora certezze sia nelle date sia nei modi in cui sia avvenuta questa fine.

Sicuramente un ruolo in questa distruzione ce l’hanno i Micenei, che contemporaneamente, circa dal 1700-1600 a.C., in piena età del bronzo, in Grecia e in particolare nella zona del Peloponneso, quindi nella zona centrale della Grecia, cominciano ad emergere attestazioni di un popolo ‘nuovo’ o perlomeno di un’evoluzione delle genti che abitavano in quest’area, che cominciano a costruire anche qui dei palazzi, ma con caratteristiche molto diverse rispetto ai palazzi del mondo minoico.

Si cominciarono a trovare in zone rialzate, collinari soprattutto, delle costruzioni molto alte, con poderose mura chiamate ciclopiche, dovute alla loro imponenza (e che i greci definivano costruite dai ciclopi, per dire quanto sono poderose). Questo vuol dire che fino alla Grecia classica c’è stato un gap di informazioni visto che neanche loro sapevano come popoli così arcaici avevano fatto queste costruzioni così imponenti e di difficile fattura.

Foto come quella mostrata, rappresentano la città di Micene, dove c’è l’ingresso della città attraverso la Porta dei Leoni. Cominciano a svilupparsi all’incirca dal 1700 a.C. Una serie di palazzi con caratteristiche diverse dalle città Minoiche, caratterizzate da grandi mura a protezione, per far capire che queste popolazioni sono costantemente in fase di guerra. Sono costruiti da locali spesso più piccoli rispetto a quelli dei palazzi minoici, quindi hanno molti ambienti che sono dedicati alla raccolta delle derrate alimentari e c’è poi una parte centrale dedicata al potere politico, a quello religioso e al megaron, un grande spazio aperto colonnato dove c’è una fontana o una vasca con un trono, definita come ‘sala del trono’ dove il signore del palazzo accoglieva e riceveva i sottoposti e i sudditi nell’esercizio della sua attività.

Una struttura quindi meno festosa, rispetto sempre alla civiltà minoica, con una civiltà di guerrieri principalmente ma con ancora la costruzione di palazzi. Nel Peloponneso abbiamo tanti palazzi oltre a Micene, come la città di Pilo, ma anche ad Atene, Argo e Tebe, anche se la civiltà micenea deve il nome alla città sopracitata.

Grazie a queste mura dei palazzi, si ha l’impressione che tutte queste città rimanevano distaccate fra loro, visto anche il fatto che intorno alle mura c’erano le zone di allevamento e coltivazione. Tanti stati territoriali quindi, che dà l’idea della Grecia del futuro, senza entità unica che unisca la regione. Questa frammentazione sarà il grande problema della Grecia, con grandi difficoltà e problemi che si vengono a creare e già era così al tempo dei micenei.

La cultura militare era splendida e molto ricca, ed è soprattutto stata ritrovata grazie alle tombe, dove si trovano molti corredi funerari in tombe straordinarie. Tombe ce ne sono di ogni genere, ma le più conosciute sono quelle che vediamo in foto, simili a quelle etrusche come idea cioè costruite sotto la terra della collina, con la differenza che erano enormi come costruzioni, quasi 3 volte una persona normale in altezza. Avevano un’ottima tecnica costruttiva e in queste tombe abbiamo trovato corredi straordinari, con decorazioni in lamine d’oro a ricoprire i cadaveri, fra cui ritroviamo la maschera di Agamennone (trovata in un corredo funebre particolarmente ricco, con Agamennone che era il comandante dell’armata di Troia ma sicuramente la maschera non era sua, ma addirittura secondo alcuni assomiglia molto a Schlimann, l’archeologo che ha ritrovato la maggior parte di queste tombe, questo per dire quanto le discussioni di questo mondo siano ancora attive).

Lo società è una società gerarchizzata con un Re che è il signore del palazzo, nonché il più valoroso dei guerrieri che ha funzioni di comando e di capo religioso chiamato Wanax. Sono attestati anche dei Telestai, che erano degli impiegati atti a riscuotere le tasse per la gestione comune del palazzo. Era forse un’aristocrazia militare, vista la presenza di molti militari ad alti livelli di comandi, che con il re si amministrava le terre mentre il palazzo principalmente riscuoteva i tributi e provvedeva all’amministrazione della città. Il popolo era chiamato Damos, dopo ‘demos’, che viveva nei villaggi in piccole comunità formate da famiglie allargate, che lavoravano le terre del re e d... (testo troncato per raggiungere il limite minimo del numero di caratteri richiesto dalle linee guida).

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/02 Storia greca

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Matty_Car33 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia greca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Bianco Elisabetta.
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