Estratto del documento

La sua instaurazione poco prima

della Guerra.

La venuta del fascismo

La fine della Prima guerra mondiale e l’inizio del dopoguerra

L’ideologia fascista

  • Presa da una frase detta da Mussolini nel 1932;
  • “La mia dottrina era la dottrina dell’azione.

Il fascismo nacque da un bisogno di azione e fu azione”

Premessa

L’aspetto politico/economico alla fine della Prima guerra mondiale

All’indomani della Grande Guerra, l’Italia si trovò in una

  • Situazione economica, politica e sociale precaria e difficile.

Il drammatico conto presentato dalla Guerra in termini di

  • Perdite umane fu pesantissimo, con oltre 650.000 caduti

Il sorgere del Regno di Jugoslavia alle frontiere orientali

  • Pose una pesante e decisiva pietra tombale sui sogni

di riunificazione nazionale italiana, con l’acquisizione dei

territori promessi ed inclusi nel Patto di Londra.

L’aspetto politico/economico alla fine della Prima guerra mondiale

La situazione economica del nostro paese era drammatica:

  • Dipendevamo in gran parte dalle importazioni oltremare di
  • Grano e carbone ed aveva contratto pesantissimi debiti con gli

Stati Uniti.

Le casse statali erano quasi vuote anche perché la lira durante

  • Il conflitto aveva perso buona parte del suo valore.

Con un costo della vita aumentato di almeno il 450%.

  • Difficoltà a stabilire accordi di coalizione tra i partiti, vedono
  • Susseguirsi in soli 4 anni, 6 ministeri.

Nascita dei Fasci di combattimento

Benito Mussolini, uno degli

  • Esponenti più importanti

dell’Interventismo, agì cercando

varie sponde per dar vita ad un

movimento che ripagasse tutti

gli scontenti della guerra persa.

Tuttavia, i suoi sforzi riuscirono a concretizzarsi solo quando un piccolo

  • Gruppo di reduci ed intellettuali interventisti,

nazionalisti, anarchici e sindacalisti rivoluzionari, si radunò in un locale

di Piazza San Sepolcro a Milano, dando vita ai Fasci di combattimento, il cui

programma si configurava come Rivoluzionario, Socialista e Nazionalista.

Chi erano le Camicie nere?

Il 23 marzo 1919 a Milano nasce

  • Il primo fascio di combattimento.

Era composto da:

  • Ex combattenti della Grande

I. Guerra rimasti senza lavoro.

Soprattutto ex Arditi, e tramite

II. loro adottarono simboli come le

camicie nere e il teschio.

Ex ufficiali di complemento.

III. Ceto medio borghese, giovani o

IV. giovanissimi.

La parte violenta del fascismo

Furono soprattutto Arditi ed

  • Ufficiali e sottufficiali dell’esercito,

per loro natura, a divenire i più

forti sostenitori di ciò che

andavano sostenendo Mussolini e

D’Annunzio, trovando in questi due

capi naturali il riferimento ideale

per incanalare la loro ansia di lotta

in una direzione politica precisa e,

per loro, appagante.

Le azioni squadriste - di norma caratterizzate da azioni di violenza contro

  • Persone e cose (delle altre forze politiche) - avevano lo scopo di impedire la

realizzazione in Italia di una rivoluzione di ispirazione bolscevica, e quindi ad

un ritorno del Biennio Rosso.

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Sintesi

L'ascesa del fascismo

All'indomani della Grande Guerra, l'Italia si trovò in una situazione economica, politica e sociale precaria e difficile.

Il drammatico conto presentato dalla guerra in termini di perdite umane fu pesantissimo, con oltre 650.000 caduti.

Il sorgere del Regno di Jugoslavia alle frontiere orientali pose una pesante e decisiva pietra tombale sui sogni di riunificazione nazionale italiana, con l'acquisizione dei territori promessi ed inclusi nel Patto di Londra.

La situazione economica del nostro paese era drammatica.

Dipendevamo in gran parte dalle importazioni oltremare di grano e carbone ed aveva contratto pesantissimi debiti con gli Stati Uniti. Le casse statali erano quasi vuote anche perché la lira durante il conflitto aveva perso buona parte del suo valore. Con un costo della vita aumentato di almeno il 450%. Difficoltà a stabilire accordi di coalizione tra i partiti, vedono susseguirsi in soli 4 anni, 6 ministeri.

Benito Mussolini, uno degli esponenti più importanti dell'interventismo, agì cercando varie sponde per dar vita ad un movimento che ripagasse tutti gli scontenti della guerra persa. Tuttavia, i suoi sforzi riuscirono a concretizzarsi solo quando un piccolo gruppo di reduci ed intellettuali interventisti, nazionalisti, anarchici e sindacalisti rivoluzionari, si radunò in un locale di Piazza San Sepolcro a Milano, dando vita ai Fasci di Combattimento, il cui programma si configurava come rivoluzionario, socialista e nazionalista.

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