Lezione 1
Nel 1800 gli occidentali entrano in Cina. Studiano l’arte Song tramite gli studi giapponesi. Visione eurocentrica degli occidentali. È stato creato un canone dell’arte cinese.
Song
Indagine della realtà, che viene indagata da prospettive diverse, soprattutto in base alle classi sociali. Cambiamenti: forte urbanizzazione (costruzione di edifici anche religiosi) e fioritura economica. Politicamente non forte. L’aristocrazia viene ridotta, che condivide con la classe dei letterati. Ripercussioni sulla diffusione dei libri, più ricerca.
1234 mongoli conquistano i Qing. La dottrina arcaica e metafisica nasce alla fine Han. Riguarda filosofia e letteratura. Si inizia ad usare un linguaggio sulla natura. Grande influenza sulla rappresentazione del paesaggio. La poesia metafisica evoca la natura, morti e acqua. Visualizzazione del paesaggio con gli occhi della mente.
Abbiamo testi di teoria sulla pittura di paesaggio. Zong Bing: osservare con mente purificata un dipinto, si può conoscere il dao. Wang Wei: in un dipinto le forme del paesaggio sono un linguaggio simbolico. La natura in Cina: spontaneità dei fenomeni. La natura in Occidente: innocenza, fecondità materna.
Opere d'arte
- “Paesaggio” (Parete nord della tomba di Han Xiu, Xi’an, Shaanxi, Dinastia Tang, Pittura parietale) I puntini bianchi sono esseri umani. In primo piano abbiamo una vallata, con montagne sovrapposte e dell’acqua che scorre. La vallata si apre per fare spazio a due padiglioni, che indicano la presenza umana. Poco colore: solo ocra per dare ombreggiatura. Le montagne sono ben descritte con linee modulate.
- “Uscita primaverile” (Zhan Ziqian, Dinastia Sui, VII secolo Inchiostro e colori su seta Rotolo orizzontale) La visione è dall’alto, con un corso d’acqua che separa le montagne.
- “I fiumi Xiao e Xiang” (Attr Dong Yuan, Dinastia Tang Meridionale) Inchiostro su seta. 50x141. Rotolo orizzontale. Dong Yuan era un pittore di corte dei Tang meridionali. I fiumi Xiao e Xiang esistono e sono molto cari ai cinesi, quindi è un riferimento a un luogo reale e a particolari eventi. Xiao e Xiang vengono visti come luoghi di esilio. Dipinto di paesaggio percorribile da destra a sinistra. Vediamo dell’acqua dove entrano lembi di terra con degli individui. Ci sono elementi in verticale con montagne dietro, le quali sono su piani diversi in modo tale da dare volume. Queste montagne sono dolci come fossero colline. Per alleggerire la catena montuosa vi è un banco di nebbia con cui dissolve la montagna dietro. C’è presenza di vegetazione sulle montagne: solo macchioline, con in basso alberi. Come è stato fatto? Inchiostro su seta con graduazioni di grigio al nero. Dipende dal tipo di pennello. Sovrappone pennellate diverse. Tratteggio incrociato: per creare volume alla montagna. La presenza umana non è descritta solo con individui, ma anche con padiglioni.
Lezione 2
Se è un rotolo verticale manda un messaggio che possano vedere tutti. Quello orizzontale ha una visione momentanea. I paraventi sono molto diffusi in Cina e ce ne sono alcuni molto alti, in altri casi sono lunghi (sui letti che venivano utilizzati anche per stare seduti a gambe incrociate) e venivano dipinti da pittori importanti. Anche i ventagli che venivano montati come fogli d’album. Il soggetto è apparentemente lo stesso ma in realtà quello che cambia nel tempo è il messaggio che viene affidato al paesaggio.
È vero che siccome l’arte è sempre contemporanea perché racconta ciò che gli sta attorno; l’artista vive la società. Abbiamo visto il grande Dong Yuan, grande paesaggista. Suo studente è Juran, al quale è attribuito “Eremo buddhista nei pressi di una sorgente e di una montagna”. Questo è un rotolo verticale e quindi partiamo dal basso. Abbiamo in primissimo piano dell’acqua (un triangolino irregolare in basso a destra), che viene immediatamente interrotto da un lembo di terra che si sviluppa in orizzontale, che occupa il dipinto da sinistra a destra, andando dall’alto e scendendo verso il basso. Su questa parte di terra abbiamo all’ombra di un albero un piccolo eremo, una piccola casetta. Questa parte costituisce la nostra prima distanza (primo piano). Il secondo piano è diviso dallo stesso corso d’acqua, anche questa ha una forma triangolare e da qui si innalzano sulla parte destra un promontorio che scende a picco sul corso d’acqua, sul quale troviamo alberi. Dalla parte opposta abbiamo un tempio buddhista e dietro un altro promontorio che scende a picco verso l’eremo. Dopo di che, la terza distanza è costituita da una grande montagna che fa da sfondo al primo e al secondo piano e anche questa occupa orizzontalmente il dipinto. Noi capiamo che questa è la terza distanza perché è più alta. L’andamento è centrale perché la parte più alta e più scura del dipinto è al centro. La seconda e la terza distanza sono molto ravvicinate: la montagna è piuttosto vicina, ma si capisce che è distanziata, perché: rendendo la montagna più chiara ci fa capire che c’è della nebbia. L’uso della nebbia è uno stratagemma ai quali i pittori ricorrono. Juran gioca tantissimo sul chiaro e lo scuro. L’albero è molto scuro. La parte della roccia a sinistra è bianca e questo permette di far risaltare ancora di più quello che è il primo piano. Anche il promontorio a destra ha il terreno bianchissimo, mentre la parte che scende sull’acqua ha giochi di chiaro e scuro. La montagna in basso è molto chiara salendo diventa sempre più scura. Per dare sostanza alla montagna usa delle pennellate realizzate con inchiostro un po’ secco e un pennello grande, che lascia questa sorta di striatura. Usa i puntini scuri in cima alla montagna, per rendere la vegetazione. Non c’è una vera linea di contorno sul profilo della montagna: la linea di contorno si dissolve in queste pennellate. Ci sono dubbi sull’autenticità di questo dipinto.
- “Nevicata precoce lungo il fiume Gan” (attribuita a Zhao Gan, Dinastia Tang Meridionale, Inchiostro e colore su seta. 26x377) un’opera attribuita a Zhao Gan e sappiamo che è un’opera eseguita durante il periodo dei Tang Meridionale perché all’inizio del dipinto c’è un’iscrizione dell’imperatore stesso. Quindi Zhao Gan aveva lavorato alla corte. Questo è un rotolo orizzontale lungo quasi 4 metri. Abbiamo su uno spicchio d’acqua una piattaforma con delle canne e degli uomini che si muovono, che stanno camminando sul bordo di questa riva. Si capisce che fa freddo perché le canne sono mosse dal vento e anche l’acqua (onde). Lo si capisce anche dagli uomini che camminano ma sono ricurvi, colti a sorpresa dal freddo. Nella seconda scena è la terra ad essere in primo piano, mentre l’acqua è sullo sfondo. In primo piano abbiamo un sentiero che viene percorso da degli uomini e questi sono in contrasto con i pescatori che invece sono ben vestiti e ben eretti. Gli alberi sono mossi dal vento. A sinistra vediamo anche qua una rete. Vengono create delle pause. Nella scena dopo (uomini su barchette) abbiamo uno specchio d’acqua abbastanza grande. Vediamo il punto in cui arriva il vento perché ci sono le onde, mentre poco sopra l’acqua è calma. È in diagonale per dare il senso dello spazio. Anche qua ci sono i pescatori e sono indaffarati a finire il loro lavoro. La neve si è già attaccata sugli alberi e questo ci dice che sta nevicando già da un po’. Zhao Gan sembra descrivere questa scena senza nessun sentimentalismo, ma solo con realismo. Ritrae tutti infreddoliti, forzuti perché svolgono un lavoro pesante. La natura è descritta proprio come è in quel momento. Ci sono capanne sull’acqua che sono poi palafitte, dove si riparano dal freddo. Quindi qui la descrizione della realtà è fatta in maniera realistica.
Fan Kuan
Il più grande pittore paesaggistico di epoca Tang è Fan Kuan. Sappiamo che per un periodo ha lavorato per i Sui Settentrionali, ma poi ha abbandonato e ha vissuto in montagna come un eremita.
Viaggiatori tra ruscelli e montagne
(Fan Kuan, Dinastia Song Settentrionale, Inchiostro e colore su seta. In origine pannello di paravento ora montato come rotolo verticale 206x103)
Il dipinto si apre in basso con questa parte solida. Abbiamo dei macigni davanti che ci coprono la vista, ovvero un sentiero (la linea bianca), che è importante perché il titolo dice “viaggiatori”, i quali sono sul sentiero in basso a destra. Il primo e secondo piano sono separati orizzontalmente da un corso d’acqua. Il secondo piano invece è costituito dai due promontori, che ci aprono alla parte dietro. Sul primo piano non abbiamo vegetazione, mentre sul secondo ci sono alberi che si percepiscono abbastanza bene. L’acqua ovviamente è chiara, in modo da distinguerla dalla parte solida. (parte chiara è l’acqua, parte solida più scura). Il gioco della nebbia è evidentissimo, perché abbiamo quella parte così chiara che si diffonde.. prima è più grigia, poi diventa bianca e poi riaffiora la montagna. Il picco centrale è più grande al centro e occupa tutta la larghezza del dipinto, quindi si vuole arrivare in cima (meta fondamentale del nostro viaggio mentale) e anche in questo caso in cima alla montagna abbiamo dei boschi molto fitti anche se gli alberi non riusciamo a distinguerli come nel secondo piano. Fan Kuan utilizza la tecnica della conchiglia ad ostrica per darci la struttura della montagna. Sulla parte sinistra scende un pochino. C’è un crepaccio, dal quale scende a picco una cascata. Quest’ultima ha sotto una pozza d’acqua e si vedono gli schizzi della cascata. Fan Kuan per dare l’idea di stabilità e pesantezza delle rocce, utilizza una linea di contorno molto massiccia e spessa. Le linee sono molto angolari e questo serve per ancorare le rocce. Gli alberi sono descritti nei minimi particolari. Nella parte superiore vediamo la tecnica a conchiglia d’ostrica per costruire lo spessore della montagna. Poi vediamo l’ombreggiatura a tratteggio incrociato per creare il tessuto della montagna insieme a quella che si chiama trama a goccia di pioggia, come goccioline di pioggia e anche queste servono per strutturare la montagna. Il messaggio che Fan Kuan vuole trasmettere è celebrare la grandezza dello Stato. La presenza umana serve per dire che l’uomo è necessario nel buon funzionamento della natura. Questi paesaggi monumentali rappresentano il governo e il picco centrale è l’imperatore che ha un ruolo fondamentale.
Guo Xi
Un altro artista molto importante è Guo Xi, che lavora all’accademia, questo significa che venne istituzionalizzata la pittura di corte. Nell’accademia i pittori vengono anche formati. Insieme al figlio scrive un testo sulla pittura, molto difficile, perché non è un testo molto coerente, ma più delle note. Ci sono dei passaggi dove spiegano cos’è per loro la natura. Guo Xi ci spiega che i funzionari di corte che sono indaffarati non possono fare giri in montagna e avere un rapporto con la natura. Questi dipinti servivano per riavere questo rapporto. Ci spiega che anche i diversi tipi di alberi riflettono vari tipi di funzionari.
Inizio di primavera
(Guo Xi, Dinastia Song Settentrionale, 1072, Inchiostro e colore su seta; in origine pannello di un paravento, ora montato come rotolo verticale 158x108)
Abbiamo due macigni in primo piano e poi si va in alto. Le distanze non separate in maniera netta, ma la suddivisione del primo e secondo piano è un po’ ambigua, mentre la terza si vede bene grazie alla nebbia. Il picco centrale è molto alto e articolato, ma non ha quella staticità che abbiamo già visto. Questa è una montagna molto fluida. Sembra come scavata, in movimento. Gioca sul chiaro e scuro perché crea movimento. Scure sono le rocce, gli alberi (con chele a granchio), poi la parte chiara che sviluppa la montagna. Non c’è una suddivisione netta dei piani. Nella pittura cinese non c’è la prospettiva, non perché non fossero capaci, ma perché non si vuole dare un solo punto di vista, per loro era molto limitante. Il paesaggio non poteva essere visto da una sola visuale. La visione cambia, ce ne sono tante. A volte sembra di vederlo dall’alto e distante, a volte dal basso. Ci destabilizza questo un po’, perché noi occidentali non siamo abituati. L’inizio della primavera perché gli alberi sono ancora spogli ma si cominciano a vedere le prime gemme. La linea di contorno è pesantissima. La seta su cui si dipingeva era bagnata nel the, quindi non era bagnata. La montagna sembra delle onde che si alzano. Il dipinto non trasmette nessuna insicurezza. In questo testo Guo Xi ci dice che il modo in cui viene dipinto un albero indica anche il carattere del funzionario. L’imperatore non ha un ruolo fondamentale solo rispetto agli uomini ma anche verso la natura, quindi il buon imperatore corrisponde alla natura, quindi la grande montagna rappresenta l’imperatore.
Lezione 3
Lo Stato può essere celebrato non solo attraverso la pittura di paesaggio, ma anche attraverso altre forme.
Gru augurali
(Attr Huizong, Foglio d’album montato come rotolo orizzontale. Inchiostro e colore su seta. 51x138)
Questo dipinto è attribuito all’imperatore HuiZong, che è l’ultimo imperatore Song Settentrionale. È molto importante e famoso, non solo perché perde il controllo della Cina Settentrionale, ma anche perché è un grande pittore e calligrafo. Lui era l’undicesimo figlio di suo padre e quindi mai avrebbe pensato di salire al trono. Era molto bravo in arte e quindi fino alla salita al trono si era dedicato a quello. In realtà la storiografia cinese l’ha descritto come un imperatore inetto, ovvero che, siccome si dedicava alla calligrafia e all’arte, proprio per questo ha perso lo Stato. In realtà non è vero. Questo dipinto dimostra che lui non si interessasse allo Stato. Viene chiamato anche “imperatore esteta”, perché ha rivoluzionato il gusto estetico. Qua abbiamo il dipinto aperto. I caratteri sono perfettamente leggibili, ma c’è anche una bellissima calligrafia. Vediamo al centro del dipinto il tetto di un palazzo, vediamo solo il tetto, circondato da nuvole bordate di rosa e lateralmente compaiono altri tetti (piccole parti). Spesso gli edifici cinesi sembrano a due piani, ma in realtà il secondo tetto (quello sotto) è un finto tetto. I due terzi superiori del dipinto, su uno sfondo azzurro, si stagliano delle gru mancesi, che volano sopra questo tetto, disposte in maniera delicata. Due di queste gru si sono appoggiate già sul tetto. In questo caso l’interpretazione non è difficile, perché è lo stesso HuiZong che ce lo spiega nel testo. Ci spiega che nel giorno della Festa delle Lanterne, due settimane dopo il Capodanno cinese, al tramonto, compaiono queste nuvole bordate di rosa e appena dopo il loro arrivo, arrivano anche queste gru mancesi. Le gru mancesi sono simbolo di longevità (anche le nuvole bordate di rosa), ma anche di integrità. La registrazione di fenomeni speciali di buon auspicio, era fondamentale in Cina. Siamo all’inizio dell’anno nuovo e un evento di questo tipo, è la dimostrazione che il Cielo approva il comportamento dell’imperatore. Tutti i presenti al festeggiamento, quando si accorgono delle gru, alzano gli occhi e rimangono colpiti da questa scena e quindi l’imperatore decide di dipingere questo momento e accompagnarlo con una poesia (cosa che fa). Anche qui abbiamo la celebrazione dello Stato, abbiamo la rappresentazione di un evento reale, quindi c’è l’indagine della realtà. Vediamo l’armonia tra l’imperatore e il Cielo. Le nuvole coprono in parte l’edificio, ma nonostante questo la stabilità dell’edificio c’è.
Risalendo il corso del fiume il giorno della festa del qingming
(Zhang Zeduan, Dinastia Song Settentrionale, Inchiostro e colore su seta, 25x528, Gugong, Museo di Palazzo, Pechino)
L’indagine della realtà, la vediamo molto bene in questo dipinto. Il qingming è una festa che solitamente cade all’inizio di Aprile. È un dipinto molto lungo: circa 5 metri. Il dipinto è molto famoso e abbiamo una copia di epoca Qing. Nel dipinto siamo vicini alla capitale. Questa è seta montata su carta. Siamo all’inizio ed evidentemente siamo in campagna e vediamo un fiumiciattolo che crea una diagonale per dare profondità. Questo è fiancheggiato da alberi e su una banchina sta passando un uomo con una serie di muli carichi; poi c’è un ponticello e delle serie di case di campagne, distanti da noi.
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