La musica jazz negli ultimi decenni
La musica jazz ha conosciuto molto interesse negli ultimi decenni. Se ne incominciò a parlare in Europa già dagli anni '50 e a considerarla come forma d'arte e non solo come musica di intrattenimento fatta solo per ballare. L'interesse iniziale era dovuto al fenomeno di costume, ciò portò a comprendere che erano musica alternativa ma bisognava andare a fondo.
Il jazz come fenomeno sociale
Il jazz non è solo una musica razziale, è stato allargato il concetto a tutti i ceti alti e bassi della società americana dei primi decenni del secolo. Non è importante la componente razziale quanto invece la componente sociale. Questa è l'ipotesi di Zenni.
Il jazz è stato un soggetto sociologico fino a quando è stata riconosciuta la sua dignità culturale e artistica. Schuller è stato uno studioso della musica jazz che però è arrivato con lo studio a musica per un'analisi analitica fino agli anni '60. Il passare dal livello sociologico a livello analitico è stato fondamentale per la musica, perché ha equiparato questo genere di musica alla musica classica.
Documentari e rappresentazioni del jazz
Vedremo un filmato del jazz: "Les David", un documentario che tratta la storia del jazz fino a Miles Davis e questa serie è dedicata al famoso Ken Burns. Ken Burns è colui che si è occupato della fine degli anni '20 per i suoi documentari. Nato alla fine di questo documentario è stato molto attivo alla fine degli anni '90 per i suoi documentari storici.
Non ha però mai avuto riconoscimenti per l'effetto Ken Burns che è un effetto di zoom con movimento panoramico effettuato all'interno di un'immagine fissa utilizzata in un video. Tale effetto serve a vivacizzare il montaggio e a renderlo più dinamico. Questo effetto adesso lo si ritrova anche in diverse app.
L'origine del jazz a New Orleans
Nell'introduzione si parla quasi da un'ottica filosofica del jazz senza dare però nessuna risposta precisa. C'è già una presentazione del jazz e di molti dei protagonisti del jazz e poi una retrospettiva sulla città di New Orleans.
Negli ultimi anni c'è stato un forte dibattito sul ruolo di New Orleans nello sviluppo della musica jazz all'inizio. Questa musica veniva contestualizzata in questa città a un certo punto però ha prevalso la teoria che questo genere musicale, in realtà, è aperta a diverse zone degli Stati Uniti nel periodo della fine Ottocento e inizio del Novecento.
Oggi si è ritornati all'idea iniziale ovvero che il jazz sia fortemente legato a New Orleans. Molti musicisti hanno dovuto riconoscere che la differenza fra un musicista di New Orleans con quello di un altro territorio era l'improvvisazione. Infatti, i primi facevano del loro riconoscimento la musica improvvisativa. Se non è improvvisativo allora non è jazz, a prescindere dai mezzi e dagli strumenti che si vanno ad utilizzare.
L'impatto della diaspora e della migrazione
È stata la centralità dell'improvvisazione che ha riportato a New Orleans come culla, dando enfasi anche alla migrazione dei musicisti di New Orleans una volta avvenuta la chiusura del quartiere a luci rosse del 1917. Questa diaspora che vide musicisti partire per altri Stati è considerata l'inseminazione definitiva del jazz dalla sua terra di origine.
Il ruolo dei minstrelsy
In questo documentario ci sono anche dei pareri non collimanti. Per esempio, l'importanza dei minstrelsy, ovvero di menestrelli, compagnie itineranti che già dalla fine dell'Ottocento portavano in scena le storie della schiavitù. Questa forma di spettacolo per quanto odiata dalla critica perché considerata razzista, in questo periodo ebbe molto successo e gli si attribuisce l'importanza di aver contribuito a formare un'omogeneità culturale che prima gli americani non avevano.
Analogo discorso lo si fa qui in Italia con la televisione. Il paradosso del minstrelsy è che quando gli schiavi furono liberati ci saranno dei neri che possono assistere agli spettacoli piuttosto che parteciparvi. Il paradosso fu che gli attori neri erano costretti a truccarsi da neri in maniera caricaturale perché lo show potesse mantenere il suo pubblico.
Il jazz e le sue radici
Il filmato comincia con una presentazione della musica jazz e come quella musica legata all'improvvisazione, alla collaborazione. Il jazz è vita, mantiene le sue radici nel blues, ha proprie regole ma si rinnova ogni sera.
Ha sempre rappresentato tutti gli americani ma soprattutto ha swing. È il massimo dell'individualismo, andare in scena pensando che non ti interessa quello che hanno fatto gli altri. New Orleans era una città multiculturale, dove sbarcavano persone dalle più svariate nazioni.
All'inizio del XIX secolo era la città più cosmopolita e musicale degli Stati Uniti. Ma era anche il più importante mercato degli schiavi ed è proprio dai discendenti di questi schiavi che è nato il jazz. Dovevano imparare a improvvisare per sopravvivere, visto che non conoscevano il nuovo ambiente e le nuove abitudini.
Congo Square e l'inizio del jazz
Nel 1817 fu concesso agli schiavi di New Orleans di incontrarsi di ballare, la domenica, in un posto chiamato "Congo Square". La musica che si sentiva in quelle occasioni era una commistione fra ritmi caraibici e spirituals. C'erano anche i creoli, una razza mista, alcuni di loro addirittura possedevano schiavi, che avevano avuto un'educazione classica o avevano imparato a suonare.
C'erano sempre occasioni per suonare o festeggiare. Le razze e le culture si integravano fra di loro, nei seminterrati vivevano famiglie di italiani, di neri, creoli. A New Orleans coesistevano gioco e prostituzione con il fervore religioso e il voodoo.
C'erano anche i minstrelsy queste forme di spettacolo dove veniva utilizzata musica dei campi di cotone, eseguite da bianchi dipinti da neri e, in seguito eseguite da neri stessi dipinti da neri. Questo genere produsse le prime canzoni popolari ed era molto in voga dagli anni '40 dell'Ottocento per quasi un secolo. Queste compagnie di spettacolo girarono per tutti gli Stati Uniti e furono una sorta di televisione.
Il dopo schiavitù e l'evoluzione del jazz
Dopo l'abolizione della schiavitù, ci fu un nuovo spirito e una nuova energia che portò i neri alla creazione del jazz. Nel 1877 però ci fu un trattato fra repubblicani e democratici che stabilì il ritiro delle truppe dei territori del sud, dove venne ristabilito il potere bianco con la forza.
Negli anni '90 dell'Ottocento arrivarono a New Orleans due nuovi stili musicali senza i quali, probabilmente, il jazz non sarebbe potuto nascere. Il primo racchiudeva tutte le forme finora viste, dai minstrel alle bande agli spirituals e si chiamò Ragtime. Il secondo invece era il blues, portato dai rifugiati del delta del Mississippi.
I neri cercavano un'estetica che liberasse dal minstrelsy. Il blues è una forma molto semplice, costruita su tre accordi perlopiù in sequenze di 12 misure chiamate choruses che permettono un'infinità di variazioni quello che prevale nel blues non è la tecnica ma è l'emozione. Il blues era il fratello gemello della musica sacra della Chiesa battista nera, pieno di grida, pianti ed esortazioni.
Il blues serviva per bloccare la tristezza, i testi potevano essere tragici ma la musica era sempre allegra. Buddy Bolden inventò il "Big noise" (grande chiasso), era un trombettista potente ed era un nero di chiesa. Era un innovatore, aveva più volume e delle grandi idee musicali. Inventò il "Big four" che era una variazione sul ritmo della marcia.
Improvvisazione e organizzazione nel jazz
Il jazz è improvvisazione e allo stesso tempo organizzazione, devi ascoltare gli altri strumenti e decidere quando inserirti per rafforzare il valore della musica. Bolden alla fine finì alcolizzato e fu rinchiuso nel manicomio statale della Louisiana. Il pianoforte era da sempre considerato uno strumento femminile, molti musicisti uomini si dedicavano ad altri strumenti per evitare di essere considerati effeminati.
Fu Morton a sdoganare questa concezione, quando decise di suonare questo strumento dopo aver visto un musicista che suonava in maniera idilliaca un ragtime. Morton era di origini creole ma, nonostante ciò, non era bigotto, gli piaceva vivere la notte di New Orleans. Iniziò suonando per le prostitute e i suoi clienti da giovanissimo.
Sotto le sue musiche, le prostitute facevano una sorta di coreografia, e da queste il musicista prendeva delle mance. Mescolò insieme il ragtime, il minstrel e il blues. Lui si definiva l'inventore del jazz, anche se in realtà non era vero, ma fu fra i primi a mettere le sue composizioni su carta.
L'influenza di Morton e Bolden
La sua musica incorporava anche l'habanera, un ritmo che lui definiva spagnoleggiante. Morton, una volta cacciato di casa dalla nonna, viaggiò molto e per sopravvivere, oltre che suonare, recitò nei minstrel show dipingendosi la faccia di nero e vendette dei miscugli come rimedi medicinali. La musica di Bolden e di Morton veniva chiamata "musica da topi caffetteria".
Alcuni però presero a chiamarla Jass dall'odore dei fiori di gelsomino che accompagnava sempre le prostitute. Da Jass si trasformò in jazz senza una specifica ragione. Sydney Bechet era un genio, suonava meglio di un musicista appassionato. Entrò in una band già all'età di 10 anni. Lui suonava con molto vibrato e con un attacco molto penetrante, amava molto il blues.
L'evoluzione della musica jazz
Anche lui alla fine viaggiò parecchio negli Stati Uniti e suonò nelle fiere. Freddy Kappard arriva dopo Bolden, suonava con una sordina inserendo spesso una sorta di risata. Anche lui girò per gli Stati Uniti e lavorò con compagnie di vaudevilles, suonava con la tromba le note più alte e più basse di altri musicisti, la sua struttura fisica gli permetteva anche di avere una grande potenza. In tutto questo, aveva paura che altri musicisti potessero copiare il suo movimento di dita perciò, spesso, utilizzava un fazzoletto per coprire tale movimento.
La band di Kappard fu la prima a cui offrirono di incidere, nel 1915, un disco di jazz ma lui rifiutò, pare avesse paura che gli acquirenti del disco potessero rubargli i materiali. Il primo disco jazz fu registrato nel 1917 da un gruppo che si chiamava "Original Dixieland Jass Band." La band era composta da cinque musicisti bianchi capitanati da La Rocca. Il disco ebbe un enorme successo. La Rocca affermò che la musica jazz era comunque stata creata dai bianchi, che i neri l'avevano imparata dai bianchi.
Il contributo al jazz e il suo impatto sociale
Il blues è una delle grandi linee del jazz. Ci sono delle fasi in cui l'apporto dei bianchi è maggiore nel jazz e questo avviene quando c'è anche una fase discendente del blues. Per Zenni, la musica jazz non è legata necessariamente alla razza nera, potevano esserci anche dei bianchi ma dei bianchi che vivevano però nelle stesse condizioni dei neri dell'epoca. Viene considerato l'apporto degli ebrei, degli slavi e degli italiani anche se molto del jazz è afroamericano.
La musica jazz nasce ed ha forte risalto grazie alla diffusione discografica. È stata una delle prime musiche ad essere registrate e commercializzate. Era forte la paura di essere copiati nella propria originalità. I musicisti di jazz avevano sempre paura di essere fregati. I jazzisti hanno un super ego, forte la componente della collaborazione ma è altresì forte componente individualistica.
Gli elementi del jazz e i loro significati
Sono molti gli elementi che confluiscono nel jazz si parla di "calls," di "cries," "work songs" e delle ballades fra cui il blues spirituals e gospel. Si avrà a che fare costantemente con me il blues. Ci fu anche il ragtime spesso questo genere viene confuso con il jazz. Calls e work songs si tratta di melodie primitive vocali che sono tipiche del lavoro afroamericano fin dalle sue più dure condizioni di schiavitù.
La schiavitù fu abolita negli Stati Uniti nel 1865. Dal punto di vista vocale sono delle intonazioni semplici vengono distinti non per la forma musicale ma per i contenuti del testo, sono soggettivi e rivestono funzioni sociali particolari. Allora si parla di "calls" se invece ci sono tutta una serie di soggettività che per tanto allora queste chiamate in prima persona diventano grida ovvero "cries".
La rappresentazione del blues rappresenta la disperazione. Brooks - "Samuel Quittin Time Song" è un cries che viene raccontato come l'uomo sta lasciando il lavoro e rientrando a casa. Nel brano successivo invece si richiamano il lavoro durante il pranzo e in questo caso si trova davanti a un call una funzione sociale. Thomas J Marshall - "Mealtime Call".
Questi canti erano già diffusi nell'800 mentre le registrazioni furono fatte negli anni '30 con un grammofono su nastro. Queste incisioni furono fatte dai Lomax padre e figlio etnomusicologi americani che si accorsero che gli Stati Uniti avrebbero cambiato completamente il volto che sarebbero scomparse le campagne americane e conseguentemente anche le musiche. Fu per questo che decisero di registrare tutte le musiche presenti sul territorio degli Stati Uniti. Jelly Roll Morton fu contattato dai due e non solo incise delle musiche ma parlò anche molto della situazione del tempo.
Raccontò di come si definì l'inventore del jazz. Grazie ai Lomax sappiamo quale musica girasse negli anni '20 e sul suolo statunitense. Il jazz era consolidato negli anni '30 rimarrà molto presente anche se varierà alcune cose. I work songs erano quei canti che accompagnavano le attività lavorative nei campi degli afroamericani, la forma è spesso quella della ballata. La musica assume il compito di sostenere il lavoro ritmato nei campi. Porta l'esempio dei pianta pali nella laguna di Venezia e dei loro canti il martellamento non può essere scomposto e disordinato perché il lavoro deve essere preciso e le martellate devono avvenire con cadenza fissa e per far ciò occorreva qualcosa che desse una cadenza alternata, giusta ai lavoratori modo tale che potessero lavorare ritmicamente generalmente il lavoro è binario. Kelly Pace Group - "It Makes a Long Time Man Feel Bad".
Il work song è una forma più evoluta e che questi canti avessero una datazione abbastanza remota lo si riscontra anche in "Diario di una residenza in una piantagione in Georgia" scritto da Fanny Kemble nel 1838 dove la donna racconta della sua esperienza all'interno della piantagione del marito. Esperienza negativa per quanto riguarda la vita dei lavoratori afroamericani. In Europa nel frattempo era morto Rossini stava prendendo piede Verdi. Fra alcuni passaggi del testo della donna: "i nostri barcaioli li accompagnano a colpi di remo il nessun suono delle loro voci io non sono riuscito a scoprire nessuna derivazione che mi fosse familiare... queste canzoni sembrano selvagge e strane... il modo in cui il coro interviene lo diadia con il suo peso fra una frase l'altra della melodia cantata da una voce solista è molto curioso ed efficace" che è paragonabile al "call response" una forma tipica dei canti afroamericani che sono di carattere responsoriale hanno di caratteristico che non sono intonati da tutti contemporaneamente, ma c'è un sacerdote che si contrappone alla corale canta per primo la frase e poi viene ripresa dal coro.
Accadeva anche nei salmi ebraici passata anche all'interno del cristianesimo ma in Africa è assolutamente la regola. La Kemble non approvava la schiavitù... Gli americani improntarono le colonie del sud quasi esclusivamente sul lavoro schiavistico non per niente fecero la rivoluzione perché in Inghilterra stava per passare la legge contro la schiavitù. La Kemble capisce che è una visione ritmica e un aspetto sincero in questi canti questo ritmo è qualcosa di spontaneo e lei se ne accorge. Un arricchimento si ha quando dai campi di lavoro ovvero di musica d'uso anche le messe sono musica d'uso. I frutti diventano momento di ascolto fruizione calma e tranquilla allora si entra in una fase diversa dove c'è più estetica meno uso.
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