Concetti Chiave
- Il pogrom descritto da Babel’ rappresenta la trasformazione di un vicino di casa in un "altro", un giudeo perseguitato in un contesto di violenza antisemita scatenata dallo zar.
- Storia della mia colombaia è un racconto autobiografico che riflette l'infanzia traumatica di Babel’ e il suo vissuto durante il pogrom del 1905.
- Babel’ non rinnegò mai la sua origine ebraica, ma nei suoi lavori rappresentò la comunità ebraica come vittima di ingiustizie anziché come il popolo eletto.
- Isaak Babel’ iniziò la sua carriera letteraria a Pietroburgo e divenne noto per i racconti sulla guerra civile, culminando nel volume L’armata a cavallo.
- Dopo essere stato arrestato nel 1939, Babel’ scomparve e solo nel 1956 si apprese della sua morte in un campo di concentramento, seguita dalla sua riabilitazione.
Che cos'è il pogrom e la rivoluzione?
È un concittadino, un vicino di casa, un amico, ma all’improvviso diventa l’”altro”, il giudeo, appartiene a quella massa passiva destinata da generazioni al macello, capro espiatorio nei momenti difficili. Il momento critico in questo caso è l’ammutinamento della corazzata Potemkin, di stanza nel Mar Nero, che prelude già alla Rivoluzione d’Ottobre: la rivolta viene repressa nel sangue e, per distrarre le masse oppresse, lo zar scatena un violento pogrom, una persecuzione antisemita. Lo scrittore non pronuncia parole d’odio o di condanna nei confronti dei persecutori di un innocente ragazzino: l’autore torna bambino e lascia parlare i fatti, come li ha vissuti. Per lui il pogrom è stato un uccellino morto e l’infrangersi di un sogno.
Storia della mia colombaia
Storia della mia colombaia è un racconto autobiografico, inserito fra I racconti di Odessa, scritto nel 1925, ovvero vent’anni dopo i tragici eventi che causarono al piccolo Isaak una malattia nervosa tale da indurre i genitori a lasciare la città di Nikolaev e a trasferirsi di nuovo a Odessa, dove erano nati. Nel 1905 infatti lo zar Nicola II scatenò un violento pogrom, di cui il decenne Babel’ fu testimone.
Pur non essendo religioso Babel’ non rinnegò mai la sua origine ebraica e le sue opere hanno come protagonisti degli ebrei, ma in essi egli non vede il popolo eletto da Dio bensì una comunità ingiustamente perseguitata.
La vita di Isaak Babel’
Isaak Emmanuilovic Babel’ nacque a Odessa, sul Mar Nero, nel quartiere ebraico della Moldavanka. Trascorse l’infanzia a Nikolaev, dove fu testimone del terribile pogrom scatenato dallo zar Nicola II nel 1905, in seguito al quale la sua famiglia ritornò nella città natale. Nel 1915 s’iscrisse alla facoltà di psicologia di Pietroburgo e iniziò a pubblicare i primi racconti sulla rivista “Letopis’”, diretta da Gor’kij. Nel 1917 scoppiò la rivoluzione bolscevica e venne istituito un nuovo governo capeggiato da Lenin. Quando, subito dopo, iniziò la guerra civile tra “bianchi” e “rossi”, Babel’ svolse l’attività di corrispondente di guerra, continuata nel 1920 presso la leggendaria Prima Armata di Cavalleria durante il conflitto contro i polacchi: da questa esperienza nacquero gli epici racconti riuniti nel volume L’armata a cavallo. Tornato a Odessa pubblicò sul prestigioso periodico “Lef”(“Fronte di Sinistra dell’Arte”)altri racconti, che confluirono in seguito nel ciclo de I racconti di Odessa. A partire dagli anni Trenta lavorò a documentari e soggetti cinematografici e teatrali, occupandosi attivamente di politica. Il 15 maggio del 1939 venne arrestato per motivi oscuri e scomparve senza che la famiglia avesse più notizie di lui. Nel 1956 il governo annunciò che era morto nel 1941 in un campo di concentramento e ne dichiarò la piena riabilitazione.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del pogrom nella vita di Isaak Babel’?
- Come ha influenzato il pogrom del 1905 la famiglia di Babel’?
- Qual è la visione di Babel’ riguardo alla sua identità ebraica?
- Qual è il destino finale di Isaak Babel’?
Il pogrom rappresenta un momento cruciale nella vita di Babel’, segnando la sua infanzia e la sua percezione della comunità ebraica come vittima di ingiustizie, come evidenziato nel testo: "per lui il pogrom è stato un uccellino morto e l’infrangersi di un sogno".
Il pogrom del 1905 costrinse la famiglia di Babel’ a lasciare Nikolaev e tornare a Odessa, come descritto nel racconto autobiografico "Storia della mia colombaia", dove si evidenzia l'impatto traumatico di quegli eventi sulla sua vita.
Pur non essendo religioso, Babel’ non rinnegò mai le sue origini ebraiche, rappresentando nei suoi scritti una comunità perseguitata piuttosto che il "popolo eletto", come sottolineato nel testo.
Isaak Babel’ fu arrestato nel 1939 e scomparve, con il governo che annunciò solo nel 1956 la sua morte avvenuta nel 1941 in un campo di concentramento, come riportato nel testo.