Concetti Chiave
- Il territorio padano ha una lunga storia di bonifica, iniziata nel 1156 con la costruzione di arginature e chiaviche, culminando nel 1580 con la bonifica di 32.500 ettari.
- La Grande Bonificazione Ferrarese, avviata nel 1871, ha trasformato 15.182 ettari di valli in una delle aree cerealicole più produttive d'Italia grazie a un nuovo impianto idrovoro.
- Le bonifiche del '900 hanno visto l'espansione dei lavori, inclusa la bonifica delle valli di Comacchio negli anni '20 e il prosciugamento della Valle del Mezzano negli anni '60.
- Il processo di bonifica ha avuto un impatto significativo sull'economia e la società del territorio padano, promuovendo l'agricoltura e la trasformazione del paesaggio.
- Le bonifiche hanno segnato un'importante evoluzione del territorio, contribuendo a creare una vasta area agricola e sostenendo la crescita economica locale.
Qual è la storia delle bonifiche padane?
Tutto il territorio padano è sempre stato terra di bonifica.
Già nel 1156, viene testimoniata l’esistenza di un’attività di lavoratori per costruire arginature, ponti, sostegni e chiaviche.
Nonostante ciò, la maggior parte della bonifica nel nostro territorio fu eseguita tra il 1566 e il 1572 anche se la bonifica fu dichiarata conclusa soltanto nel 1580.
Il risultato di questa impresa fu cospicuo: l’entità della superficie agricola fu almeno di 32.500 ettari.
Una seconda stagione di bonifiche e di trasformazioni territoriali si aprì con l’Unità d’Italia e con le conquiste della rivoluzione industriale.
Grande Bonificazione Ferrarese
Verso il 1871 parti la nuova Grande Bonificazione Ferrarese, dopo che la Società Bonifica Territori Ferraresi, aveva acquistato in proprietà di ben 15.182 ettari di valli. L’impresa consistette nel convogliare a Codigoro tutte le acque di scolo nel nuovo impianto idrovoro, insieme al gigantesco impianto di sollevamento a vapore sorto in riva al Volano ed entrato in funzione nel 1874. Il territorio bonificato era ormai una delle aree cerealicole più produttive del Paese.
Bonifiche del '900
Le stagioni di bonifica si susseguirono per tutto il resto del ‘900, a partire dagli anni ’20 con la possibilità di ricavare terre anche dalle valli di Comacchio e con i lavori di bonifica del territorio di Burana di oltre 100.000 ettari, fino alla metà degli anni ’60 con il prosciugamento della Valle del Mezzano di oltre 20.000 ettari. La stagione dei prosciugamenti volgeva ormai al termine.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine storica delle bonifiche padane?
- Cosa ha caratterizzato la Grande Bonificazione Ferrarese?
- Come si sono evolute le bonifiche nel '900?
Le bonifiche padane risalgono almeno al 1156, quando si documenta l'attività di lavoratori impegnati nella costruzione di arginature e chiaviche. Tuttavia, la maggior parte delle bonifiche avvenne tra il 1566 e il 1572, con la conclusione ufficiale nel 1580, portando alla creazione di 32.500 ettari di superficie agricola.
La Grande Bonificazione Ferrarese, avviata nel 1871, ha visto la Società Bonifica Territori Ferraresi acquisire 15.182 ettari di valli. L'impresa ha comportato la costruzione di un impianto idrovoro e un impianto di sollevamento a vapore, rendendo il territorio una delle aree cerealicole più produttive d'Italia.
Nel '900, le bonifiche continuarono con progetti significativi, come il recupero di terre dalle valli di Comacchio e la bonifica di oltre 100.000 ettari nel territorio di Burana. Tuttavia, la stagione dei prosciugamenti si concluse a metà degli anni '60 con il prosciugamento della Valle del Mezzano, che interessò oltre 20.000 ettari.