Concetti Chiave
- Lo Statuto Albertino, promulgato nel 1848, fu la prima costituzione italiana e segnò una riforma della monarchia assoluta in chiave liberale.
- Concesso dal re Carlo Alberto, lo Statuto rappresentava una carta costituzionale flessibile, modificabile tramite leggi ordinarie, mantenendo la sovranità del sovrano.
- Garantiva diritti di libertà e proprietà, istituendo una camera per la borghesia, e si ispirava alla Dichiarazione dei diritti della rivoluzione francese.
- Il potere era suddiviso tra il Re (esecutivo e legislativo), il senato e la camera dei deputati, con un sistema di separazione dei poteri secondo Montesquieu.
- Il diritto di voto era ristretto a uomini alfabetizzati e con un certo livello di reddito, limitando l'accesso alle classi più benestanti fino al suffragio universale del 1946.
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Lo statuto Albertino fu la prima costituzione dello Stato italiano. Fu promulgato nel 1848 nel regno Sardo-Piemontese, poi successivamente nel 1861 con la proclamazione del Regno d'Italia venne esteso a tutto il territorio. Esso rappresentava una riforma della monarchia assoluta in senso liberale. Era una carta costituzionale concessa dal sovrano Carlo Alberto ai suoi sudditi, perciò molto diversa dalle costituzioni approvate da apposite assemblee elette dai cittadini, lo statuto Albertino quindi era ancora espressione della sovranità del Re. Inoltre era una costituzione flessibile, quindi modificabile attraverso leggi ordinarie. L'oggetto dell'accordo tra il re e la borghesia fu l'instaurazione di una monarchia costituzionale; ciò non indicava semplicemente una monarchia dotata di una costituzione, bensì un tipo di organizzazione costituzionale nella quale la borghesia era associata alla monarchia nella gestione del potere politico.
Nello statuto il Re concedeva:
- Diritti di libertà e di proprietà.
- L'istituzione di una camera in cui la borghesia potesse eleggere i propri rappresentanti.
In merito alla garanzia dei diritti dei singoli, lo statuto si ispirava alla Dichiarazione dei diritti emanata all'inizio della rivoluzione francese.
I diritti di natura economica erano quelli che più interessavano la borghesia, esprimevano l'esigenza che lo stato si astenesse dall'intervenire nell'economia e che quindi lasciasse fare i privati.
(Liberismo Economico -> Adam Smith "la mano invisibile").
Lo statuto Albertino si ispirava al principio della separazione dei poteri di Montesquieu, quindi attribuiva:
-Il potere esecutivo al Re.
-Il potere legislativo al Re, al senato (eletto dal Re) e alla camera dei deputati (eletta dal popolo a suffragio maschile ristretto).
-Il potere giudiziario ai giudici.
I requisiti necessari per votare la camera dei deputati erano:
- Requisito culturale, quindi potevano votare solo gli uomini in grado di saper leggere e scrivere.
- Requisito censitario, ovvero legato al censo, quindi consisteva nel pagare una certa imposta sul reddito.
Detto ciò si può ben intuire che il diritto di voto era concesso solo alle classi più benestanti.
Il suffragio universale maschile sarà concesso nel 1912 con Giolitti.
Il suffragio universale sarà concesso solo nel 1946, per la scelta tra Monarchia e Repubblica.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza storica dello Statuto Albertino per l'Italia?
- Quali diritti garantiva lo Statuto Albertino ai cittadini?
- Come era strutturato il potere secondo lo Statuto Albertino?
Lo Statuto Albertino fu la prima costituzione dello Stato italiano, promulgata nel 1848 e successivamente estesa a tutto il territorio nel 1861, rappresentando una riforma della monarchia assoluta in senso liberale e un accordo tra il re e la borghesia per instaurare una monarchia costituzionale.
Lo Statuto Albertino garantiva diritti di libertà e di proprietà, ispirandosi alla Dichiarazione dei diritti della rivoluzione francese, e istituiva una camera in cui la borghesia potesse eleggere i propri rappresentanti.
Lo Statuto Albertino si ispirava al principio della separazione dei poteri, attribuendo il potere esecutivo al Re, il potere legislativo al Re, al senato e alla camera dei deputati, e il potere giudiziario ai giudici, con requisiti di voto limitati alle classi più benestanti.