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Concetti Chiave

  • Lenin morì nel 1924, dando inizio a una lotta per la successione tra Trockij, sostenuto dalla popolarità, e Stalin, segretario del partito.
  • Trockij e Stalin avevano visioni economiche opposte: Trockij puntava sulla rivoluzione permanente e sviluppo industriale, mentre Stalin si concentrava sulla difesa dell'Unione Sovietica e la collettivizzazione.
  • Nel 1927, Stalin prevalse su Trockij, espellendolo dal partito e adottando politiche di industrializzazione accelerata e collettivizzazione forzata.
  • Stalin rinnegò la NEP, introducendo la Pianificazione Integrale Economica e creando cooperative agricole, mentre i kulaki furono perseguitati e deportati.
  • Il governo di Stalin si caratterizzò per un rigoroso controllo ideologico e la formazione di un culto della personalità, mantenendo la fiducia della società contadina nonostante le trasformazioni industriali.

La successione di Lenin

Lenin morì nel gennaio del 1924. Subito, all’interno del partito si pose il problema della successione. Il primo a proporsi fu Trockij che aveva grande seguito e godeva di una notevole fiducia popolare. A lui si contrapponeva Stalin che ricopriva la carica di segretario del partito.

Divergenze economiche tra Trockij e Stalin

Trockij e Stalin avevano una posizione diversa riguardo la politica economica. Stalin era contrario alla NEP che doveva rilanciare l’economia dopo la guerra civile. La NEP reintroduceva una parziale, limitata proprietà privata, soprattutto nell’ambito agricolo e per le piccole industrie, e ai contadini veniva data la possibilità di vendere l’eccedenza dei loro prodotti. Inoltre dava al settore agricolo il ruolo di settore trainante dell’economia. Trockij riteneva prioritario lo sviluppo industriale ed era favorevole alla cosiddetta rivoluzione permanente (era convinto che il ruolo dell’Unione Sovietica fosse quello di spingere il comunismo a livello mondiale).

Stalin aveva una posizione diversa e consapevole delle difficoltà in cui si trovava l’Unione Sovietica e si rendeva conto che la rivoluzione era fallita al di fuori di essa, ritenendo che fosse impossibile portarla al di fuori dai confini sovietici. La tesi di Stalin prevalse. Da quel momento l’Internazionale comunista ebbe, come compito fondamentale, non più la diffusione della rivoluzione nel mondo, ma la difesa dell’Unione Sovietica. Anche in politica interna Trockij non era d’accordo con Stalin: il primo, voleva, infatti che i kulaki, cioè i contadini ricchi, fossero combattuti a fondo per poter avviare un forte processo di industrializzazione. Il secondo pensava invece che non fosse ancora giunto il momento.

La vittoria di Stalin

Stalin, nel 1927, ebbe la meglio sul suo rivale, il quale venne espulso dal partito e fu costretto a rifugiarsi all’estero. Sconfitto Trockij, Stalin ne riprese le idee sulla necessità di una industrializzazione accelerata.

La collettivizzazione e le sue conseguenze

Nel 1928 Stalin modifica la sua politica economica, rinnegando la NEP perché questa si rivelò incapace di rispondere alle esigenze di un paese che era ancora fortemente in ritardo rispetto agli altri paesi europei ed introdusse la cosiddetta Pianificazione Integrale Economica attraverso la collettivizzazione forzata delle terre (venivano create delle cooperative, i Kolchoz, in cui i contadini lavoravano e ricevevano denaro per il loro lavoro). Vennero creati anche dei Sovchoz (una vera e propria cooperativa statale) e i kulaki vennero espropriati completamente e Stalin inizia una campagna di persecuzione contro di loro deportandoli in zone della Siberia, dove i contadini venivano sottoposti a un regime di lavoro molto duro. Inoltre nel 1928 Stalin fece impostare un piano quinquennale che prevedeva una preminenza dell’industria a danno del settore agricolo. L’industria, perciò, conobbe un periodo di eccezionale sviluppo. Ma il crollo della produzione fu la causa, nel 1932, di una terribile carestia, che provocò un numero elevato di morti.

Il culto di Stalin e la nuova costituzione

Nell’Unione Sovietica non si realizzò un’uguaglianza assoluta. Si formò, infatti, una nuova classe dirigente, in massima parte di provenienza operaia e contadina, composta dai funzionari del partito, dai tecnici, dai grandi burocrati, dagli scienziati e anche dagli scrittori. Ma in ogni categoria vi fu un rigido controllo ideologico da parte del governo, mentre la borghesia stava ormai scomparendo del tutto. Inoltre Stalin eliminò dal partito l’estrema sinistra, formata da Zinov’ev e Kamenev, alleandosi con Bucharin. Poi eliminò anche Bucharin e tutti i possibili oppositori interni, attraverso grandi processi in cui gli stessi imputati erano costretti a dichiararsi colpevoli dei peggiori delitti e venivano condannati a morte. Nonostante ciò, in quegli anni nacque un vero e proprio culto di Stalin, che trovava terreno favorevole alla mentalità della società contadina. Questa, infatti, nonostante la rapida trasformazione in società industriale, aveva conservato la fiducia nel sovrano e la tendenza alla sacralizzazione del potere. Stalin si servì di tali strumenti per imporre il proprio culto. Nel 1936 Stalin fece approvare una Costituzione che avrebbe dovuto garantire alcuni diritti democratici insieme al diritto di lavoro, all’istituzione e alla sicurezza sociale. Ma questi rimasero di fatto solo sulla carta.

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Domande da interrogazione

  1. Quali erano le principali divergenze tra Trockij e Stalin riguardo alla politica economica?
  2. Trockij sosteneva lo sviluppo industriale e la rivoluzione permanente, mentre Stalin era contrario alla NEP e riteneva che la rivoluzione non potesse espandersi oltre i confini sovietici, preferendo difendere l'Unione Sovietica (testo).

  3. Come si concluse la lotta per la successione tra Trockij e Stalin?
  4. Nel 1927, Stalin ebbe la meglio su Trockij, che venne espulso dal partito e costretto a rifugiarsi all'estero (testo).

  5. Quali furono le conseguenze della collettivizzazione forzata introdotta da Stalin?
  6. La collettivizzazione portò alla creazione di cooperative agricole e all'espropriazione dei kulaki, ma causò anche una grave carestia nel 1932, con un alto numero di morti (testo).

  7. In che modo Stalin consolidò il suo potere all'interno del partito?
  8. Stalin eliminò gli oppositori interni, come Zinov’ev, Kamenev e Bucharin, attraverso processi politici e campagne di repressione, instaurando un culto della personalità (testo).

  9. Quali diritti garantiva la Costituzione del 1936 e qual era la sua reale applicazione?
  10. La Costituzione del 1936 prometteva diritti democratici e sicurezza sociale, ma di fatto questi diritti rimasero solo sulla carta, senza reale applicazione (testo).

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