Concetti Chiave
- Carlo III, Re di Napoli prima di diventare re di Spagna, affrontò sfide significative come guerre, privazioni di libertà e rivolte, specialmente a Madrid nel 1765-66.
- Le riforme del regno si ispirarono agli illuministi francesi e al giusnaturalismo, con un forte impulso verso la centralizzazione e la riforma economica.
- Il Conte di Floridablanca, primo ministro dal 1777, inizialmente sostenne le riforme ma poi si chiuse di fronte alla Rivoluzione francese temendo il contagio delle idee rivoluzionarie.
- Campomanes, un importante intellettuale e Ministro delle Finanze, giocò un ruolo cruciale nella cacciata dei gesuiti nel 1777, che avevano il monopolio sulla formazione dei nobili.
- Il regno di Carlo III è caratterizzato da un tentativo di modernizzazione e riforma che si scontrò con le paure di destabilizzazione politica e sociale.
Carlo III e le sfide del regno
Carlo III (1759-1788) è una figura differente da Filippo V. Precedentemente Re di Napoli, di grande umanità e intelligenza, si trova a fare i conti con i problemi causati dalle esperienze di guerra e la privazioni di libertà, così come anche rivolte, che nel 1765-66 colpiscono anche Madrid.
Riforme e influenze illuministe
La svolta accentratrice si combina con riforme all’insegna dell’influsso esercitato dagli illuministi francesi, così come anche del giusnaturalismo. A ricoprire incarico di ministri saranno personaggi molto illustri, spesso grandi intellettuali, come per esempio il Conte di Floridablanca, che diverrà una osrta di primo ministro nel 1777. Si impegna moltissimo in riforme anche economiche, spingendo verso la restrizione dei beni di “mano morta”, cioè immobili che arrivavano in disponibilità dalla chiesa, singoli nobili o municipi (Ajuntamientos), senza essere soggetti a tassazione, così come le loro rendite, destinati ad essere esclusi dal mercato dei beni.
Floridablanca e la rivoluzione francese
Floridablanca fu anche l’uomo che era al potere quando scoppiò la Rivoluzione francese, vedendosi alle porte uno Stato impegnato in una rivoluzione politica e sociale. Nonostante fosse uomo d’illuminismo progressista, inizia a temere il contagio, quindi porta il Paese a chiudersi in se stesso e isolarsi. Pone così fine a quel periodo di riforme di cui lui stesso era stato fautore.
Campomanes e la cacciata dei gesuiti
Uomini come Campomanes, nominato membro del Consiglio di Castiglia, personaggio molto colto, che nel 1760 è nominato Ministro di Acienda, cioè delle finanze. Sarà tra quelli illuministi che si adoperano per la cacciata dei gesuiti nel 1777, che avevano il monopolio nella formazione culturale dei nobili. Nel 1786 è anche Presidente del Consiglio di Castiglia. Cade contemporaneamente al conte di Floridablanca nel 1792.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali riforme attuate da Carlo III durante il suo regno?
- Come reagì Floridablanca alla Rivoluzione francese?
- Qual è il ruolo di Campomanes nella cacciata dei gesuiti?
Carlo III, influenzato dagli illuministi, attua riforme accentratrici e economiche, come la restrizione dei beni di “mano morta”, che non erano soggetti a tassazione, per favorire una maggiore equità nel mercato dei beni.
Floridablanca, pur essendo un sostenitore dell'illuminismo, temette il contagio della rivoluzione e decise di isolare la Spagna, ponendo fine al periodo di riforme che aveva avviato.
Campomanes, un importante intellettuale e Ministro di Acienda, fu tra i promotori della cacciata dei gesuiti nel 1777, poiché questi ultimi detenevano un monopolio sulla formazione culturale dei nobili, influenzando così la società spagnola.