Concetti Chiave
- Il termine "sonetto" deriva dal provenzale "piccolo suono" e ha origini nella tradizione poetica della Scuola Siciliana, con Jacopo da Lentini considerato il suo inventore.
- Il sonetto si diffuse rapidamente tra i poeti italiani, utilizzato per esprimere pensieri meno solenni rispetto alla canzone, che affrontava temi più elevati e complessi.
- Nonostante la sua origine italiana, il sonetto influenzò poeti di altri paesi, tra cui Francia, Spagna e Inghilterra, molti dei quali si ispirarono a Petrarca.
- Le regole del sonetto sono molto rigide, prevedendo 14 versi endecasillabi, due quartine e due terzine, con uno specifico schema di rime e una necessaria coerenza interna.
- Ogni strofa del sonetto deve costituire un'unità di senso completa, e l'ultimo verso deve avere un impatto significativo sul lettore.
Origini del sonetto
Il termine “sonetto" sembra derivare dal provenzale “piccolo suono”; con esso, i trovatori avrebbero indicato genericamente un breve componimento poetico a cui veniva aggiunto un accompagnamento musicale. Tuttavia, sono stati i poeti della Scuola Siciliana a dare al sonetto una struttura definitiva che, sostanzialmente, si è conservata sempre la stessa per tanti secoli, dalle origini fino ad oggi.
Di solito, gli studiosi ritengono che il vero e proprio inventore del sonetto, all’interno della Scuola Siciliana, sia stato Jacopo da Lentini. Il poeta avrebbe tratto l’ispirazione per dare forma al sonetto, dallo strambotto, cioè un breve componimento per musica composto da una sola strofa o, più probabilmente dalla strofa della canzone (la canzone è componimento poetica formato da un numero variabile di strofe che si conclude con un “commiato” o “invio” che può essere rivolto o al lettore o al componimento stesso).
Diffusione e utilizzo del sonetto
La pratica del sonetto incontrò subito molto favore tra i poeti della Scuola Siciliana, che lo utilizzarono frequentemente accanto alla canzone; successivamente si diffuse nel resto dell’Italia.
La canzone continuò ad essere adoperata e veniva scelta dai poeti per gli argomenti più nobili, elevati e complessi, che per questo richiedevano molto spazio per affrontare un ragionamento in tutte le sue articolazioni, come poteva essere l’esposizione della teoria dell’amore o la presentazione del comportamento corretto dell’amante nei confronti della donna amata.
Invece, il sonetto veniva impiegato in contesti meno solenni, per scambiare impressioni o battute fra poeti o per tratteggiare schizzi satirici.
Il sonetto diventò la tipologia di componimento poetico più usato, anche all’estero dove i francesi Ronsard e Du Bellay o lo spagnolo Garcilaso de la Vega e alcuni scrittori inglesi prendevano come modello Petrarca. Da segnalare che non tutti intendevano rispettare rigidamente le regole come Shakespeare il cui sonetto ha una struttura diversa (tre quartine e un distico)
Regole del sonetto
Le regole, molto rigide, sono le seguenti:
deve essere costituito da 14 versi, di solito endecasillabi
• Deve contenere due quartine seguite da due terzine: per quartina, si intende un gruppo di quattro versi connessi fra di loro in base a data sequenza, mentre la terzina comprende tre versi.
• La disposizione delle rime che compongono ogni verso deve riprendere la struttura: ABBA ABBA CCD EDE
• Le rime maschili e femminili si devono alternare, ma non devono essere ripetute
• tutte le rime devono essere obbligatoriamente ricche, cioè che coinvolgo una o più vocali oltre quella tonica
• Nessuna parola deve essere ripetuta, se non i pronomi, le preposizioni, le congiunzioni e le interiezioni. Da questo si deduce che la ricchezza del vocabolario è una caratteristica essenziale.
• I versi sono composti con grande abilità affinché il testo acquisisca un certo ritmo. Importante è l’uso delle cesure, soprattutto quella a metà verso (= emistichio)
• Ogni strofa deve essere coerente e costituire un’unità di senso completa; un’idea non può essere completata nella strofa seguente; questo significa che ogni quartina ed ogni terzina deve costituire un blocco distinto, sia nella forma che nel contenuto
• L’ultimo verso deve essere tale da colpire inequivocabilmente il lettore
• Occorre che il sonetto abbia un significato e mostri coerenza interna.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine del termine "sonetto" e come si è evoluto nel tempo?
- Qual è la differenza tra l'uso del sonetto e della canzone nella poesia?
- Chi sono alcuni poeti che hanno preso ispirazione dal sonetto e come hanno innovato la forma?
- Quali sono le regole fondamentali che definiscono la struttura di un sonetto?
- Qual è l'importanza del ritmo e della coerenza interna nel sonetto?
Il termine "sonetto" deriva dal provenzale "piccolo suono" e inizialmente indicava un breve componimento poetico con accompagnamento musicale. È stato però grazie ai poeti della Scuola Siciliana, in particolare a Jacopo da Lentini, che il sonetto ha acquisito una struttura definitiva, mantenuta fino ad oggi.
Mentre la canzone era utilizzata per argomenti nobili e complessi, richiedendo più spazio per l'esposizione, il sonetto era impiegato in contesti meno solenni, per scambiare impressioni o per schizzi satirici, diventando così la forma poetica più diffusa.
Poeti come Ronsard, Du Bellay e Garcilaso de la Vega hanno preso come modello il sonetto di Petrarca. Tuttavia, non tutti rispettavano rigidamente le regole, come nel caso di Shakespeare, il cui sonetto presenta una struttura diversa con tre quartine e un distico.
Un sonetto deve avere 14 versi endecasillabi, due quartine e due terzine, seguendo la disposizione delle rime ABBA ABBA CCD EDE. Inoltre, le rime devono essere ricche e alternate, senza ripetizioni di parole, e ogni strofa deve costituire un'unità di senso completa.
Il ritmo è fondamentale e si ottiene attraverso l'abilità nella composizione dei versi e l'uso delle cesure. Ogni strofa deve essere coerente e costituire un'unità di senso, con l'ultimo verso che deve colpire il lettore, garantendo così un significato e una coerenza interna al sonetto.