Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Il termine "sonetto" deriva dal provenzale "son", evidenziando il legame tra parole e musica in questa forma metrica.
  • Il sonetto è composto da quattordici endecasillabi suddivisi in due quartine e due terzine con schemi di rima specifici.
  • Francesco Petrarca ha reso il sonetto la forma lirica più comune, influenzando i poeti del Cinquecento e Seicento con innovazioni formali.
  • Nel XIX secolo, il sonetto ha visto una rinascita grazie alla sperimentazione di poeti come Foscolo.
  • Nel Novecento, il sonetto è stato reinterpretato da poeti contemporanei come Saba, Caproni e Raboni, portando nuove prospettive.

Origini del Sonetto

Il nome “sonetto’ dal provenzale son (“melodia”, “suono”), sottolinea la stretta relazione fra parole e musica che caratterizza fin dalle sue origini questa forma metrica. La tradizione ne attribuisce l’invenzione, verso la metà del Duecento, a un poeta della Scuola Siciliana, Giacomo da Lentini, che avrebbe preso spunto dalla stanza di canzone. Si tratta dunque di una forma d’origine colta che dai poeti siciliani passò allo Stilnovo.

Struttura e Schema del Sonetto

Il sonetto è composto da quattordici endecasillabi, suddivisi in due quartine e due terzine, che presentano delle rime fisse: per le quartine io schema è a rima alternata (ABAB ABAB) e, a partire dallo Stilnovo, anche incrociata (ABBA ABBA); per le terzine lo schema è a tre rime replicate (CDE-CDE), a tre rime invertite (CDE-EDC), a due rime replicate (CDC-CDC) e a due rime alternate (CDC-DCD). Un esempio di sonetto è le Rime di Dante Alighieri.

Evoluzione del Sonetto nel Tempo

Considerato una forma metrica meno solenne rispetto alla canzone, il sonetto divenne con Francesco Petrarca (1304-1374) la forma più comune della lirica, ampiamente utilizzato soprattutto dai poeti del Cinquecento e Seicento, che vi apportarono numerose innovazioni formali. Nell’ottocento nuova vita gli conferisce la sperimentazione di Foscolo e nel Novecento quella di poeti come Saba, Caproni, Betocchi, Raboni.

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine del sonetto e chi ne è considerato l'inventore?
  2. Il sonetto ha origine dal provenzale "son", che significa "melodia" o "suono", evidenziando il legame tra parole e musica. La tradizione attribuisce la sua invenzione a Giacomo da Lentini, poeta della Scuola Siciliana, intorno alla metà del Duecento.

  3. Qual è la struttura e lo schema di rime del sonetto?
  4. Il sonetto è composto da quattordici endecasillabi, divisi in due quartine e due terzine. Le quartine seguono uno schema di rime alternato (ABAB ABAB) o incrociato (ABBA ABBA), mentre le terzine possono avere vari schemi, come CDE-CDE o CDC-CDC.

  5. Come si è evoluto il sonetto nel corso dei secoli?
  6. Sebbene inizialmente considerato meno solenne della canzone, il sonetto divenne la forma lirica predominante grazie a Francesco Petrarca. Successivamente, poeti del Cinquecento e Seicento apportarono innovazioni, mentre nell'Ottocento e Novecento, autori come Foscolo e Saba ne rinnovarono l'uso.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community