Concetti Chiave
- Socrate si distacca dai Sofisti e pone al centro della sua ricerca la verità, la virtù e il bene, diventando un innovatore nella filosofia.
- Le immagini di Socrate fornite da Platone e Aristofane sono contrastanti: Platone lo considera un martire della verità, mentre Aristofane lo descrive come un ciarlatano fastidioso.
- Il metodo socratico si concentra sulla ricerca interiore della verità e del bene, spostando l'attenzione da principi trascendenti a ciò che è racchiuso nell'uomo stesso.
- Il dialogo socratico mira a eliminare pregiudizi attraverso domande profonde, promuovendo una conoscenza autentica e consapevole.
- Socrate utilizza l'ironia per smontare certezze e la maieutica per guidare l'allievo nella scoperta della verità già presente dentro di sé.
La figura di Socrate
In questo contesto politico e culturale emerge la figura di Socrate inizialmente anch’egli collocato nell’ambito dei Sofisti.
Ma Socrate ben presto si distacca dalla pratica dei Sofisti e mette al centro della sua ricerca, la verità, la virtù e il bene.
Le visioni di Platone e Aristofane
Di Socrate non si ha nessuna testimonianza scritta diretta e tutto quello che di lui si conosce lo si deve a due fonti: il filosofo Platone nei Dialoghi e lo scrittore di commedie Aristofane nell’opera Le nuvole. Il racconto e l’immagine che i due danno di Socrate, peraltro, è profondamente diversa e contraddittoria.
• Secondo la visione di Platone che dedicherà al suo maestro gran parte dei suoi scritti giovanili, Socrate è un eroe, un martire della libertà del pensiero, il primo vero martire della filosofia, colui che per amore della verità e della conoscenza ha sacrificato la propria vita e che pur potendo sfuggire alla condanna ha scelto di affrontarla per coerenza e rispetto alla sacralità delle leggi della polis e della comunità, le stesse che ingiustamente lo avevano messo sotto accusa e condannato a morte.
• Secondo la visione di Aristofane, invece, Socrate appare come uno scocciatore che si aggira per l’Agorà, infastidendo come un tafano i cittadini ateniesi, soprattutto quelli giovani e piacenti, circuendoli con le sue domande insensate e i suoi discorsi sconclusionati. Insomma un Socrate che appare brutto di aspetto, vecchio e grasso, mezzo ubriaco come un satiro, un sileno, un impostore, un ingannatore e un ciarlatano bravo solamente a punzecchiare la mente dei suoi giovani ascoltatori, confondendoli e corrompendoli.
Il metodo socratico
Al di là di quale sia il vero Socrate, è fondamentale che o lui o l’immagine idealizzata che di lui ci ha restituito Platone, abbiano posto al centro un nuovo metodo d’indagine filosofica, che pur partendo dal relativismo e dall’anticonformismo dei Sofisti, ha rimesso al centro di tutto la questione della verità e del bene.
Quindi Socrate è un innovatore che guarda al passato, innovatore in quanto come i Sofisti vuole criticare tutte le superstizioni e le superficialità delle conoscenze religiose o le incoerenze dei primi filosofi, dall’altra guarda al passato, perché non nega come i facevano i Sofisti, l’esistenza di valori assoluti ed eterni, di principi stabili e saldi cui l’uomo deve ancorare il proprio essere.
La novità è che l’archè, la verità, il bene assoluto e certo, non sono più da ricercare nella natura o in qualche principio trascendente rispetto all’uomo, ma sono racchiusi nell’uomo stesso, nel soggetto, nell’Io, nella coscienza e dunque la vera ricerca da compiere è quella che ha come oggetto d’indagine non la natura e il cosmo, ma il proprio io.
Il dialogo socratico
Il bene secondo Socrate consiste nella ricerca, sia personale, a partire dalla conoscenza di se stessi (dialogo con il proprio daemon, doppio, interiore), sia quella stimolata e arricchita dal confronto con l’altro (dialogo tra il maestro e l’allievo).
L'ironia e la maieutica
Il dialogo socratico ha come obiettivo la distruzione dei pregiudizi e delle opinioni affermate senza consapevolezza, motivo per il quale per ogni cosa bisogna non dare una descrizione superficiale, parziale e non argomentata, ma chiedersi il Ti Estì, cioè Che Cos’è, Che cosa significa quel concetto, quella parola, quel giudizio nella sua essenza profonda: che cos’è la verità, che cos’è la virtù, che cos’è la giustizia, che cos’è la bellezza, che cos’è l’anima etc.
Domande a cui possiamo dare risposte autentiche solo guardando prima di tutto in noi stessi e dando vita ad un processo di decostruzione di quanto prima ci si illudeva di sapere e prendendo coscienza invece che tutto quanto prima sembrava fosse vero e chiaro, in realtà era solo una falsa conoscenza, ottenuta per sentito dire, opinione, abitudine, acquisito passivamente.
Il primo passo verso la verità e la conoscenza, quindi, non può essere altro che prendere coscienza attraverso il dialogo con il proprio daemon della propria ignoranza (Conosci te stesso).
Attraverso la tecnica dell’ironia e l’arte della maieutica Socrate mira a demolire i convincimenti espressi senza alcuna partecipazione attiva ed autentica (pregiudizi) e a stimolare, al contrario, la ricerca di una conoscenza più profonda e partecipata.
L’ironia rappresenta la fase di smontaggio delle certezze che si pensava di possedere, una tecnica fondata soprattutto sulla domanda incessante, piuttosto che sulla risposta. Il maestro finge di non sapere o di non aver compreso quanto affermato dall’interlocutore, oppure rende le affermazioni di questi a tal punto ridicole e contraddittorie che chi le ha pronunziate si renda conto dell’imperfezione e dell’incoerenza di quanto prima sembrava chiaro e assolutamente inconfutabile e certo.
La maieutica, rappresenta la fase propositiva consistente nella tecnica del far partorire la verità all’allievo stesso, accompagnandolo nella ricerca e nella scoperta di quanto l’allievo possiede già in sé, nella propria anima: portare alla luce la verità, come la levatrice porta alla luce la vita accompagnando e guidando le puerpere a sopportare i dolori del parto.
La ricerca della verità
Per Socrate non conta la definizione di cosa sia la verità, ma conta il metodo di ricerca e il fine per cui si attiva tale ricerca. Non contano le risposte, il compenso in denaro, il successo o il prestigio politico, conta, invece, la ricerca fine a se stessa, l’unica in grado di aprire la strada alla verità e di liberare la mente dagli inganni, dalle superstizioni, dalla tirannia delle opinioni.
La tirannia delle opinioni
La tirannia delle opinioni e della maggioranza dominava, infatti, nella Polis ateniese ai tempi di Socrate, e riduceva la democrazia (governo dei demi) sempre più simile ad un gioco senza regole, dove si affermava il punto di vista della fazione in quel momento più forte economicamente o più acclamata dal popolo (demagogia), creando conflitti perenni, corruzione, instabilità e disordini che mettevano in pericolo il bene comune.
In questo contesto crescerà e si affermerà la nuova dottrina elaborata da un allievo di Socrate, la filosofia platonica.
Domande da interrogazione
- Qual è il principale obiettivo della ricerca filosofica di Socrate?
- Come vengono rappresentate le figure di Socrate da Platone e Aristofane?
- Qual è il metodo socratico e la sua importanza?
- In che modo Socrate affronta la questione della verità?
- Qual è il contesto politico e culturale in cui Socrate opera?
Socrate pone al centro della sua ricerca la verità, la virtù e il bene, distaccandosi dalla pratica dei Sofisti e cercando valori assoluti e eterni all'interno dell'uomo stesso.
Platone descrive Socrate come un martire della libertà del pensiero, mentre Aristofane lo ritrae come un fastidioso scocciatore, creando un'immagine contraddittoria del filosofo.
Il metodo socratico si basa sul dialogo e sull'ironia, mirato a demolire pregiudizi e a stimolare una ricerca autentica della verità, ponendo l'accento sulla conoscenza di sé.
Socrate sostiene che la ricerca della verità è più importante delle risposte stesse, enfatizzando un metodo di indagine che libera la mente dagli inganni e dalle opinioni superficiali.
Socrate vive in una Polis ateniese dominata dalla tirannia delle opinioni, dove la democrazia è influenzata da fazioni e demagogia, creando conflitti e instabilità che minacciano il bene comune.