Concetti Chiave
- L'Apologia di Socrate, scritta da Platone, riporta i discorsi di Socrate in difesa dalle accuse, fungendo da programma filosofico che unisce la cura dell'anima e la vita in società.
- Socrate sostiene che ogni individuo deve prioritariamente prendersi cura della propria anima, condividendo con i pitagorici la convinzione che essa sia immortale e distinta dal corpo.
- Nelle sue ultime ore, Socrate cerca di dimostrare che la morte non è un male, poiché l'anima, ciò che ha di più caro, non è intaccata da essa.
- Sebbene le dimostrazioni di Socrate sull'immortalità dell'anima possano non essere rigorose, egli attribuisce a questa credenza un'importanza morale cruciale per vivere virtuosamente.
- La convinzione nell'immortalità dell'anima è vista da Socrate come essenziale, suggerendo che sia necessario "correre il rischio" di considerarla tale per sostenere un comportamento etico.
L'apologia di Socrate
Nell’Apologia di Socrate Platone riporta i discorsi che il suo maestro avrebbe pronunciato dinanzi ai giudici, per difendersi dalle accuse che gli erano state mosse. Questo scritto è stato spesso considerato come il suo testamento spirituale, ma esso è qualcosa di più: l’Apologia espone una sorta di programma filosofico di Socrate. Egli vi afferma con decisione il senso del programma socratico, che sembra riunificare due importanti tradizioni della riflessione filosofica precedente: quella pitagorica, che assume come centrale la cura per l’anima, e quella sofistica, che ha come suo fulcro la città, dunque il vivere in società.
La cura dell'anima
Ciascun uomo dovrebbe dunque per prima cosa curarsi della propria anima: su questo aspetto Socrate sembra condividere con i pitagorici sia l’opinione che l’anima costituisca un’entità diversa ed eterogenea rispetto al corpo, sia la convinzione che essa sopravviva alla morte del corpo e sia dunque immortale.
L'immortalità dell'anima
Nelle sue ultime ore di vita – raccontate da Platone nel Fedone – Socrate cerca di convincere i propri amici che ciò che l’attende, ossia la morte, non sia in realtà un male, perché non riguarda ciò che egli possiede di più caro e intimo, vale a dire la sua anima. È difficile stabilire se le dimostrazioni dell’immortalità dell’anima che Platone attribuisce al filosofo in questo dialogo spettino effettivamente a lui, e soprattutto se egli le ritenesse davvero delle prove rigorose. Sembra però certo che Socrate attribuisca alla credenza nell’immortalità dell’anima un valore morale, perché tale convinzione si rivela ai suoi occhi un significativo sostegno al comportamento virtuoso. Per questa ragione, anche se non si è assolutamente certi del fatto che l’anima sia immortale, vale la pena correre il rischio di considerarla tale, anzi, è quasi indispensabile in casi come questo essere disposti a questo tipo di “incantamento”.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato dell'Apologia di Socrate secondo Platone?
- Qual è l'importanza della cura dell'anima per Socrate?
- Come affronta Socrate il tema dell'immortalità dell'anima nelle sue ultime ore?
L'Apologia di Socrate è considerata un testamento spirituale e un programma filosofico che riunifica le tradizioni pitagorica e sofistica, enfatizzando la cura dell'anima e il vivere in società.
Socrate sostiene che ogni uomo dovrebbe prioritariamente prendersi cura della propria anima, riconoscendo che essa è distinta dal corpo e immortale, un concetto condiviso con i pitagorici.
Socrate cerca di rassicurare i suoi amici sulla morte, affermando che non è un male per l'anima, e attribuisce alla credenza nell'immortalità un valore morale, essendo essa un sostegno al comportamento virtuoso.