Estratto del documento

Capitolo 1. Introduzione alla sociologia

1.1 Cos’è la sociologia

Sociologia. Studio sistematico dei rapporti fra individui e società. Durkheim dice che è la scienza dei fatti e dei rapporti sociali.

= Scienza sociale (scienze sociali: gruppo di discipline basate sulla ricerca empirica che raccolgono e valutano dati al fine dello studio della società umana) che studia i fenomeni della società umana, indagando i loro effetti e le loro cause, in rapporto con l'individuo e il gruppo sociale.

1.1.1 La prospettiva sociologica

Prospettiva sociologica = riconoscere e comprendere i collegamenti fra gli individui e i più vasti contesti sociali nei quali essi vivono.

= Metodo sistematico per indagare i modelli di comportamento e i processi che strutturano la vita sociale.

Definita da C. Wright Mills nel 1959 immaginazione sociologica che ci consente di afferrare biografia (la nostra condizione di individui) e storia e il loro mutuo rapporto nell’ambito della società. = La nostra biografia dipende in parte da forze più ampie all’interno della società.

Mills sostiene anche l’interazione tra azioni e condizioni sociali perché l’uomo non è passivo. Da ciò ne deriva il suo affermare che le azioni collettive possono rafforzare la democrazia e cambiare le condizioni difficili e inique.

Dalle slide: “L’immaginazione sociologica richiede la capacità di riflettere su se stessi liberi dalle abitudini familiari della propria vita quotidiana, al fine di guardarle con occhio diverso” (Giddens).

1.1.2 Sociologia e buon senso

Cosa non è la sociologia?

Senso comune (sociologia ingenua, la generalizzazione della propria esperienza).

Giornalismo ha diversità di metodo.

1.2.1 Ascesa della modernità

Medioevo: 400 / 1400.

  • Vita intellettuale = religione.
  • Vita politica = aristocratici e clerici.
  • Economia = basi rurali e agricole.

Rinascimento: 400 / 600.

Basi della scienza moderna: astronomia / anatomia.

Movimenti sociali, politici ed economici sfidarono le autorità tradizionali.

Modernità: 13 / 19 secolo.

  • Economia da rurale a industriale (cambiò l’ordine sociale europeo).
  • Nuova enfasi su ragione e scienza pose le basi per la nascita della sociologia. I primi sociologi erano interessati nel capire i cambiamenti e nel risolvere i problemi sociali che ne derivarono.

Nel Medioevo la Chiesa controllava il sapere e la scienza non poteva farsi spazio, lentamente il dominio della Chiesa declinò e la ricerca scientifica ne rivelava i limiti (teoria eliocentrica). Scrittori e filosofi fecero prendere piede all’Illuminismo che è un movimento intellettuale del 18 secolo che univa la libertà individuale e la logica delle scienze naturali.

1.2.3 Rivoluzione politica: l’ascesa della democrazia

L’Illuminismo aprì il dibattito sui diritti individuali e applicarono la ragione ai problemi sociali per promuovere il progresso della libertà.

Le idee illuministe furono di supporto alla rivoluzione americana, a quella francese e ai moti del 1848 che sovvertirono i governi tradizionali che suscitarono poi l’interesse nell’ottenimento di una società più equa e per il miglioramento delle condizioni di vita.

= I primi problemi affrontati includevano le controversie sulla natura dell’ordine sociale e sui cambiamenti sociali.

1.2.4 Rivoluzione industriale

Rivoluzione industriale = società rurali e agricole → società urbane industriali (UK 19° secolo).

Applicazione pratica del progresso scientifico: industrializzazione (= utilizzo di grandi macchinari per la produzione di massa di beni di consumo).

Andò di pari passo con l’ascesa dei capitalisti che miravano al profitto attraverso investimenti.

I lavoratori chiedevano un salario ai capitalisti per il lavoro, con il salario compravano i beni di consumo = nascita del consumismo (= un sistema di vita che dipende dall’acquisto e dall’utilizzo di beni e servizi messi in commercio).

Questi sviluppi alimentarono l’espansione del capitalismo (= sistema economico in cui i macchinari per la produzione sono di proprietà privata, i lavoratori ricevono un salario e i commercianti mediano lo scambio di beni e servizi).

Le persone dovendo andare a lavorare nelle industrie che si trovavano in città vicino ai fiumi si allontanarono dalle campagne. Questi movimenti migratori contribuirono all’urbanizzazione (= crescita delle città).

  • Progresso scientifico = macchina a vapore.
  • Industrializzazione.
  • Mezzi di produzione privati.
  • Capitalismo.
  • Lavoro salariato → salario speso in beni e servizi.
  • Consumismo.
  • Migrazione da campagna a città per lavorare.
  • Urbanizzazione.

Rivoluzione culturale: illuminismo, razionalismo, romanticismo, individualismo, rivoluzione scientifica, riforma protestante.

Individualismo: in passato lo status sociale (posizione che una persona occupava nella società) era determinato alla nascita dalla sua origine = lo status ascritto prevaleva sullo status acquisito.

Razionalismo / Illuminismo: cogito ergo sum.

Secolarizzazione: alla fede, come fonte di verità, si sostituisce la ragione, alla quale gli esseri umani possono fare affidamento per diventare padroni del proprio destino.

Razionalizzazione: alla tradizione si sostituisce la razionalità. Burocratizzazione, impersonalità, gabbia d’acciaio Weber (Egli intende esprimere con questa immagine il concetto che l’uomo contemporaneo è soggetto a una serie di costrizioni tipiche del nostro tempo a cui non può sottrarsi, costrizioni che provengono dall’economia capitalistica e dalla burocrazia, due invenzioni della società moderna).

Rivoluzione politica: nasce la democrazia.

I filosofi illuminati suggerirono che applicando la ragione e la scienza ai problemi di rilevanza sociale si sarebbero favoriti il progresso dei diritti individuali e la libertà.

Rivoluzione economica: industrializzazione, capitalismo, urbanizzazione.

Rivoluzione industriale (industrializzazione): utilizzo dei grandi macchinari per la produzione di massa di beni di consumo, ne derivò la nascita del lavoro salariato e del consumismo: sistema di vita che dipende dall’acquisto e dall’utilizzo di beni e servizi messi in commercio. Tali servizi alimentarono la rapida espansione del capitalismo: sistema economico in cui i macchinari per la produzione sono di proprietà privata, i lavoratori ricevono un salario e i commercianti mediano lo scambio di beni e servizi.

Capitalismo agli inizi: estremamente produttivo ma grandi disuguaglianze = infiammarono nuovi movimenti rivoluzionari.

Cambiamenti economici = mutamenti sociali: movimenti migratori che contribuirono all’urbanizzazione: crescita delle città.

I filosofi sociali cominciarono ad applicare la ragione e i metodi scientifici allo studio sistematico della vita sociale e suggerire come migliorarla. Le idee che ne derivarono posero le basi alla sociologia.

1.3.1 Auguste Comte: stabilità e cambiamento

Coniò all’inizio del 19 secolo il termine sociologia.

  • Dinamica sociale e statica sociale.
  • Positivismo: orientamento filosofico del 19esimo secolo secondo cui una conoscenza accurata può basarsi solo su metodo scientifico, era di fondamentale importanza per comprendere in modo più profondo la vita umana ed era la chiave per risolvere i problemi sociali.

Come si è evoluta la società?

  • Stadio teologico: religione.
  • Stadio metafisico: filosofia.
  • Stadio positivista: scienza.

Herbert Spencer: la società come organismo sociale

Società paragonata all’organismo umano, ogni parte ha la sua funzione e cooperano per mantenere in vita l’organismo sociale.

Con l’evolversi della società cambiano le sue parti: evoluzione spontanea, progresso che non prevede l’intervento dello Stato soprattutto in campo economico. (I neoliberisti prendono le sue teorie).

Davanti alla disuguaglianza creata dal capitalismo: darwinismo sociale, sopravvive il più forte.

1.3.2 I padri fondatori: Marx, Durkheim e Weber

Karl Marx: gli effetti del capitalismo

Ne “Il Capitale” cerca la risposta al perché ci fossero i ricchi e i poveri senza vie di mezzo: conflitto capitalisti (mezzi di produzione) / operai (proletariato salariato) = le dinamiche del capitalismo: imprenditori davano salari bassi per un profitto elevato. Lo sfruttamento degli operai era un’inevitabile caratteristica del capitalismo, portato all’estremo gli operai avrebbero operato il rovesciamento del capitalismo e adottato il socialismo (= un sistema economico in cui la proprietà dei più importanti mezzi di produzione è pubblica e il governo dirige le forze produttive industriali per il bene comune).

Potere: il potere economico può essere utilizzato per influenzare altri aspetti della vita sociale. Infatti affermava che c’è un’interazione tra struttura e azione (concetto base della prospettiva sociologica).

Si collega alla globalizzazione.

Émile Durkheim: solidarietà sociale

  • Testo principale: Il suicidio.
  • Solidarietà sociale (o integrazione sociale): legami collettivi che uniscono le persone. Base: norme sociali apprese e interiorizzate. (Alla base della sua teoria c’è la convinzione che la società è retta da valori culturali condivisi, le norme sociali che sono sostenute in modo informale dai costumi e dalla tradizione per essere poi espresse in maniera sistematica dalle leggi. Quando vengono appresi e interiorizzati, i valori e la morale condivisi divengono il fondamento della solidarietà sociale.)
  • Solidarietà meccanica: coesione sociale basata sull’esperienza condivisa e sull’identità comune. Tipica delle società agricole dove le esperienze analoghe (religione, lavoro, usi e costumi).
  • Solidarietà organica: coesione sociale tipica delle società industriali dell’era moderna, basata sull’interdipendenza in seguito alla divisione del lavoro. Questo si lega alla teoria dell’organicismo di Spencer, la specializzazione fa sì che tutti abbiano bisogno di tutti. Questa teoria spiega come la solidarietà sociale non sia collassata ma si sia evoluta. L’opera mise in luce la relazione tra struttura sociale e valori culturali in particolare nel rapporto con la solidarietà sociale.

Ne “Il suicidio” spiega che il tasso di suicidi può essere spiegato dalla forza dei legami sociali che le persone creano con i propri gruppi di riferimento.

Crimini e punizioni: i crimini sono atti che offendono la coscienza collettiva (= valori condivisi dalla società) e le punizioni rafforzano la solidarietà sociale.

Anomia: in mancanza della costrizione della coscienza collettiva le persone cadrebbero nell’anomia.

Max Weber: l’etica protestante e la razionalizzazione del mondo moderno

Ne “L’etica protestante” scrive che la cultura (calvinista in particolare) ha aiutato la diffusione del capitalismo in Europa. La Chiesa cattolica negava la ricchezza e promuoveva le azioni di misericordia. L’etica protestante invece credeva nella predestinazione e quindi nessuna azione poteva promettere il paradiso. Si capiva il proprio destino grazie alle ricchezze e al lavoro che si avevano in terra. Questo rigore nel lavoro aiutò la progressione del capitalismo. Weber dimostrò che anche le tendenze culturali avevano influenza sullo sviluppo economico.

Approccio comprendente: cerca di intendere l’azione sociale dal punto di vista dell’attore, capire come mai una persona si comporta in un certo modo aiuta a decifrare il contesto culturale in cui si svolge la sua azione.

Azione sociale tradizionale e razionale rispetto allo scopo: nelle società premoderne era la tradizione ad avere influenza primaria sulle azioni delle persone mentre nelle società capitalistiche industriali sono influenzate dalla razionalità strumentale (l’uso della ragione e del calcolo logico per raggiungere un obiettivo nel modo più efficiente possibile).

Razionalizzazione della società: processo storico a lungo termine, attraverso il quale la razionalità ha sostituito la tradizione come base organizzativa della vita economica e sociale. (Es. prima l’autorità veniva rivendicata per diritto dinastico mentre ora l’autorità poggia su fondamenta razionali e legali.) Lo stesso principio è responsabile della burocratizzazione della società.

  • Pro: utile nella stabilizzazione delle procedure, sulla formalizzazione dei funzionari e sull’efficienza.
  • Contro: se la razionalizzazione permea tutti gli aspetti della vita avrebbe creato una società fredda e impersonale. La burocrazia diventerebbe il tipo dominante di organizzazione sociale capace di imprigionare in una gabbia d’acciaio.

Essere umani potessero impegnarsi in azioni significative soltanto all’interno delle grandi organizzazioni per sacrificare gli obiettivi personali per quelli della società.

Fu il più visionario tra i padri fondatori per via del fatto che predisse non la caduta del capitalismo (Marx) ma la iper razionalizzazione e burocratizzazione.

1.4.1 Comprendere la teoria

Una teoria sociale è un insieme di principi e affermazioni che spiegano il rapporto fra i fenomeni sociali.

  • Una teoria non è soltanto un’intuizione o un’opinione personale: deve essere sottoposta a verifica.
  • Le teorie evolvono lasciando sopravvivere solo le idee più utili.
  • Spesso le teorie multifattoriali forniscono un quadro più completo rispetto a qualsiasi teoria monofattoriale.

1.4.2 Le dimensioni chiave della teoria

  • Consenso e conflitto: per conflitto si intende la presenza di tensioni e dispute nella società spesso dovute a una distribuzione ineguale di risorse scarse che possono contribuire al cambiamento sociale. Il consenso si riferisce alla solidarietà e alla cooperazione sociale spesso determinate dalla presenza di valori e interessi condivisi che possono contribuire alla stabilità sociale. Coesistono in ogni società.
  • Realtà oggettiva e soggettiva: le condizioni oggettive sono gli aspetti materiali della vita sociale, tra cui l’ambiente fisico, i network sociali e le istituzioni sociali. La dimensione soggettiva della vita sociale riguarda il mondo delle idee che include la nostra coscienza di sé, le norme sociali, i valori e i sistemi di credenze. Tutti appartengono all’aspetto culturale della vita sociale.
  • Analisi microsociologiche e macrosociologiche: quelle che si concentrano sull’interazione sociale su piccola scala sono analisi microsociologiche mentre quelle su larga scala sono macrosociologiche. Quelle che si concentrano in un punto qualsiasi fra fenomeni sociali molto grandi e molto piccoli sono mesosociologiche.

1.4.3 Funzionalismo o teorie struttural-funzionaliste

Teorie incentrate sul consenso e l’interazione cooperativa nella vita sociale, che sottolineano come i diversi elementi che formano la struttura di una società contribuiscano al suo operato generale.

Le basi le hanno date Spencer (organicismo) e Durkheim (solidarietà sociale). Il loro principale sostenitore era Talcott Parsons: considerava la società come sistemi complessi formati da parti interdipendenti (famiglie, scuola, tribunali) che operano insieme per produrre stabilità sociale. Poiché sono bilanciati tali sistemi tendono a muoversi verso il normale stato di equilibrio: un mutamento che comporta compensazione e cambiamento. Le persone si integrano attraverso condivisione dei valori che con il consenso si trasformano in impegno morale verso la società.

Afferma anche che qualsiasi organizzazione sociale deve adempiere a diverse funzioni chiave per poter sopravvivere: Robert K. Merton distingue fra:

  • Funzioni manifeste: le conseguenze riconosciute e volute dei fenomeni sociali.
  • Funzioni latenti: le conseguenze per lo più non riconosciute e non volute di tali fenomeni.

Merton pur nella loro persistenza, alcuni fenomeni possono essere disfunzionali in quanto inibiscono o disturbano il funzionamento di un sistema nel suo insieme.

1.4.4 Teorie del conflitto

Si concentrano sui conflitti, sul potere e sulle disuguaglianze che mettono in particolare luce la competizione per le risorse scarse.

Le radici si devono a Marx e Weber. L’approccio del conflitto sottolinea come le persone cerchino di acquisire risorse che possono includere i beni materiali ma anche meno tangibili. Poiché spesso tali risorse sono limitate, per ottenerle le persone entrano in competizione, formando gruppi sociali e portandoli al conflitto. Collocano il potere al centro della vita sociale poiché esso consente a chi lo detiene di ottenere un vantaggio sugli altri. In questa lotta incessante i diversi gruppi si avvalgono dei valori culturali e delle idee come armi per promuovere le proprie posizioni mentre la cultura dominante sostiene e giustifica le disuguaglianze esistenti. Nel tentativo di modificarle, si formano così varie contro-culture che si esprimono valori diversi e alternativi rispetto alla cultura rispetto alla cultura egemone.

1.4.5 Teorie dell’interazionismo simbolico

Teoria sociale che si concentra su come le persone utilizzino i simboli condivisi e costruiscano la società come risultato delle proprie interazioni quotidiane.

Weber (approccio comprendente / azioni dal punto di vista dell’attore) e Georg Simmel (dinamiche della vita quotidiana) posero le basi. Sviluppò poi George Herbert Mead che analizzò il modo in cui sviluppiamo il nostro sé grazie all’interazione.

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 46
Sociologia dei processi culturali Pag. 1 Sociologia dei processi culturali Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 46.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sociologia dei processi culturali Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 46.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sociologia dei processi culturali Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 46.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sociologia dei processi culturali Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 46.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sociologia dei processi culturali Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 46.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sociologia dei processi culturali Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 46.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sociologia dei processi culturali Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 46.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sociologia dei processi culturali Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 46.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sociologia dei processi culturali Pag. 41
1 su 46
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher poolpetta di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di sociologia dei processi culturali e comunicativi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Istituto Universitario Salesiano Venezia - IUSVE o del prof Drusian Michela.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community