Concetti Chiave
- Le società semplici non presentano stratificazioni sociali e tutti gli individui svolgono sia ruoli di consumatori che di produttori.
- Il prestigio all'interno delle bande di cacciatori-raccoglitori è legato a capacità tecniche e conoscenze che migliorano le performance di gruppo.
- La divisione del lavoro tra uomini e donne, con gli uomini dediti alla caccia e le donne alla raccolta, non porta a una stratificazione sociale marcata.
- Alcuni membri delle comunità possono dedicarsi ad attività artigianali e artistiche, evitando i pericoli associati alla caccia e alla guerra.
- Nelle società agricole e pastorali emerge una divisione gerarchica del lavoro, con la formazione di classi sociali e un apparato organizzativo distinto.
Società semplici e divisione del lavoro
Nelle società convenzionalmente definite "semplici" dagli antropologi, cioè nelle società prive di classi sociali e di organizzazione statuale, non esistono stratificazioni sociali basate su una divisione gerarchica del lavoro. In linea di principio tutti sono consumatori e al tempo stesso produttori.
Prestigio e divisione del lavoro
Nelle bande di cacciatori-raccoglitori, generalmente costituite da venti o cinquanta individui, alcuni membri godevano di maggiore prestigio per le loro particolari capacità tecniche (intagliatori di ossa, costruttori di armi o collane, pittori) o per le loro conoscenze (sciamani e stregoni), che consentivano al gruppo migliori risultati nelle attività produttive o di superare eventuali situazioni di crisi, come per esempio i periodi di carestia o i momenti in cui si verificavano contrasti interni che avrebbero minare la coesione del gruppo.
Ruoli di genere e sopravvivenza
Tendenzialmente gli uomini si dedicavano alla caccia e le donne alla raccolta, ma questa divisione del lavoro non creò una vera stratificazione sociale (data anche la grande importanza, per la sopravvivenza dei gruppi, della raccolta che provvedeva sino all’80 % al reperimento degli alimenti).
Attività artigianali e artistiche
Alcuni individui del gruppo potevano essere impiegati esclusivamente, o quasi, in attività che non li esponevano ai pericoli della caccia e della guerra: in attività di tipo artigianale, come la fabbricazione degli strumenti o di tipo artistico, come l’incisione o la pittura.
La divisione gerarchica del lavoro
Nelle società basate sulla coltivazione e sull’allevamento si sviluppò gradualmente la divisione sociale del lavoro ed emerse un apparato organizzato distinto da quello produttivo. La vita della comunità era regolata da un gruppo ristretto di persone che basava il proprio potere sul controllo esclusivo di alcune tecniche. Si affermarono così progressivamente gli specialisti di determinate attività produttive ( fabbri), dell’arte militare (guerrieri) e delle funzioni religiose (sacerdoti).
Ciò rappresentava un significativo momento di passaggio alle cosiddette "società complesse" di una divisione gerarchica del lavoro, di classi sociali differenti e di un’organizzazione statuale.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale caratteristica delle società semplici secondo gli antropologi?
- Come influisce il prestigio sulle bande di cacciatori-raccoglitori?
- Qual è l'importanza della divisione del lavoro tra uomini e donne nelle società semplici?
Le società semplici, prive di classi sociali e organizzazione statuale, non presentano stratificazioni sociali basate su una divisione gerarchica del lavoro, dove tutti sono sia consumatori che produttori.
In queste bande, alcuni membri acquisiscono prestigio grazie a capacità tecniche o conoscenze particolari, contribuendo a migliorare i risultati nelle attività produttive e a mantenere la coesione del gruppo durante le crisi.
Sebbene gli uomini si dedicassero alla caccia e le donne alla raccolta, questa divisione non portò a una stratificazione sociale, poiché la raccolta era fondamentale per la sopravvivenza, fornendo fino all'80% degli alimenti.