Concetti Chiave
- A partire dal dodicesimo secolo, alcune regioni, come Venezia e il nord della Francia, iniziarono a cercare una giuridicità autonoma, allontanandosi dal diritto comune.
- Il diritto consuetudinario germanico era prevalente in queste regioni, ma alla fine si adattarono al ius commune per le sue soluzioni normative più sofisticate.
- Nell'età del diritto comune classico, i diritti territoriali erano limitati a questioni pubbliche, come diritto proto amministrativo e diritto penale.
- Con il tempo, i diritti territoriali si sono espansi a includere anche il diritto privato, riducendo l'intervento degli iura communia.
- Il giurista nel diritto comune aveva un ruolo versatile, agendo come estensore di diritti, giudice, certificatore di accordi e interprete delle figure giuridiche comuni, senza limiti territoriali.
Evoluzione del diritto nel dodicesimo secolo
A partire dal dodicesimo secolo d.C., molte regioni cominciarono a sottrarsi alla vigenza esclusiva del diritto comune al fine di ricercare una nuova giuridicità che potesse esprimere la loro posizione autonoma e individuale. Fra queste, la prima fu la repubblica italiana di Venezia, alla quale seguirono, poco dopo, le regioni della Francia del nord, le quali si sottrassero alla dipendenza dall’impero. In queste zone vigeva il diritto consuetudinario (droit coutumier) germanico. Alla fine, però, persino tali regioni ricorsero al ius commune, il quale presentava le soluzioni normative più complete e raffinate (imperio rationis).
Giurisdizione dei diritti territoriali
Nell’età del diritto comune classico (tra Duecento e Trecento) la giurisdizione dei diritti territoriali particolari (iura propria) era ristretta alla materia pubblicistica nei suoi due versanti:
- diritto proto amministrativo e costituzionale;
- diritto criminale.
I diritti particolari non si occupavano invece di diritto civile, che era delegato al diritto comune, vigente - o per lo meno influente - in tutta Europa. Con il tempo, però, i diritti territoriali si espandono a coprire anche i rapporti intersoggettivi di diritto privato. Ciò circoscrisse l’ambito di intervento degli iura communia.
Ruolo del giurista nel diritto comune
Nell’ambito del diritto comune, il giurista poteva coprire ruoli molteplici: egli era estensore e redattore dei diritti particolari; giudice e arbitro della giustizia pubblica; certificatore degli accordi tra privati; interprete delle figure giuridiche appartenenti al patrimonio condiviso degli iura communia. I libri legali giustinianei erano l’oggetto della formazione universitaria del giurista, la cui professione non incontrava limiti territoriali perché parlava la lingua universale del diritto comune.
Domande da interrogazione
- Quali regioni iniziarono a cercare una nuova giuridicità nel dodicesimo secolo?
- Qual era la giurisdizione dei diritti territoriali nel periodo del diritto comune classico?
- Qual era il ruolo del giurista nel contesto del diritto comune?
A partire dal dodicesimo secolo, molte regioni, tra cui la repubblica italiana di Venezia e le regioni della Francia del nord, iniziarono a sottrarsi al diritto comune per esprimere una posizione autonoma, sebbene alla fine ricorressero al ius commune per le sue soluzioni normative più complete.
Durante l'età del diritto comune classico, la giurisdizione dei diritti territoriali era limitata alla materia pubblicistica, comprendente il diritto proto amministrativo e costituzionale, e il diritto criminale, mentre il diritto civile era delegato al diritto comune, influente in tutta Europa.
Il giurista nel diritto comune svolgeva molteplici ruoli, tra cui estensore dei diritti particolari, giudice, certificatore di accordi privati e interprete delle figure giuridiche, con una formazione basata sui libri legali giustinianei e senza limiti territoriali.