Concetti Chiave
- La compensazione dei fluidi avviene rapidamente, spostando i fluidi dal comparto interstiziale a quello intravascolare, fondamentale per i donatori post-donazione.
- L'emorragia di classe 2 è difficile da identificare, specialmente se interna, e viene spesso riconosciuta solo quando si evolve in classe 3 con calo della pressione arteriosa.
- Il deficit ematico può arrivare al 20-30% del volume normale, rendendo la diagnosi complessa poiché i valori monitorati possono apparire quasi normali.
- I pazienti con anemia subacuta non riescono a tollerare stress e emorragie; il trattamento include reintegro volemico e trasfusioni, con disponibilità di sangue per interventi.
- I pazienti coronaropatici o con Bpco possono necessitare di livelli di emoglobina e ematocrito superiori per mantenere un adeguato trasporto di ossigeno e prevenire angina.
Eccoli:
Compensazione dei fluidi
- Shift di fluidi dal comparto interstiziale (2/3 dei fluidi) a quello intravascolare (1/3 dei fluidi). Questo compenso è immediato e per questo, per esempio ai donatori si consiglia di idratarsi bene dopo la donazione;
- Sistema renina-angiotensina-aldosterone: impiega qualche ora. Pz ipovolemico per compenso diventa oligoanurico;
- Secrezione di eritropoietina dal rene per aumentare la produzione di globuli rossi per ripristinare anche la concentrazione di emoglobina.
Qual è l'identificazione dell'emorragia di classe 2?
Per quanto riguarda l’emorragia di classe 2 non è sempre facile da identificare, soprattutto se dovuta ad un’emorragia interna, per questo frequentemente vengono identificate quando avanzate in classe 3 con calo della Pa:
● Sepsi cronica;
● Pancreatite;
● Fistola intestinale;
● Prolungata nutrizione parenterale totale (tpn);
● Neoplastici avanzati e cachettici;
● Prolungate degenze in terapia intensiva.
Diagnosi e monitoraggio del deficit ematico
Tale deficit può essere notevole e raggiungere il 20-30% del normale volume ematico. La diagnosi è difficile perché, oltre alla riduzione del contenuto (volume ematico), si ha anche una riduzione del contenente (il sistema vascolare si adatta alla deplezione ematica) proprio per il fatto che si è instaurata in modo subacuto.
Per tal motivo, i vari valori monitorati (Hr, Pa, Ht ed Hb, diuresi, Cvp, Pcwp e Co) possono essere quasi normali, come anche gli indici statici di precarico, perché si è raggiunto una sorta di equilibrio. Questi pazienti quando vengono sottoposti ad una minima sedazione o a una lieve vasodilatazione o in seguito ad una perdita ematica relativamente modesta, hanno un crollo della pressione e una tachicardia marcata, non giustificato dall’entità della causa. Nel pz critico sempre correlare dato laboratoristico (Hb, Ht) con la volemia!
Trattamento dell'anemia subacuta
I pazienti con anemia subacuta mal tollerano e non sono in grado di compensare: stress, anestesia (tutti i farmaci anestetici sono vasodilatatori) ed emorragie. Può essere sospettato quando perdite ematiche relativamente modeste alterano in maniera spropositata i parametri circolatori.
Il trattamento è riservato al paziente sintomatico e prevede il reintegro volemico e la trasfusione di emazie concentrate. Nel sospetto di un paziente con anemia subacuta che deve sottoporsi ad una procedura interventistica, è sempre consigliata l’accuratezza di avere a disposizione delle sacche di sangue. Nelle anemie croniche è ben tollerata anche una Hb di 6-7 g/dL ed un Ht di 18-22%.
Considerazioni sulla capacità di trasporto dell'ossigeno
Secondo l’Fda “una sufficiente capacità di trasporto dell’ossigeno può essere mantenuta anche con questi valori di Hb e Ht purché sia garantita un’adeguata perfusione (adeguata gittata e volemia)”. Tuttavia, se si associano anche altre comorbidità che incidono sul Do2, questo delicato equilibrio può venire meno.
Necessità di livelli ematici adeguati in pazienti critici
Infatti, i pazienti coronaropatici gravi o affetti da Bpco (in cui è presente anche ipossia) possono necessitare di un Ht del 30–35% ed un’Hb di 10–12 g/dl per controllare la comparsa di angina.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo della compensazione dei fluidi nel recupero post-donazione?
- Come si identifica un'emorragia di classe 2?
- Quali sono le sfide nella diagnosi del deficit ematico?
- Quali sono le considerazioni sul trattamento dell'anemia subacuta?
La compensazione dei fluidi avviene rapidamente, con un trasferimento di fluidi dal comparto interstiziale a quello intravascolare. Si consiglia ai donatori di idratarsi bene dopo la donazione per facilitare questo processo.
L'emorragia di classe 2 è difficile da identificare, specialmente se interna, e spesso viene riconosciuta solo quando progredisce a classe 3, con un calo della pressione arteriosa.
La diagnosi del deficit ematico è complessa poiché può raggiungere il 20-30% del volume normale, e i valori monitorati possono apparire quasi normali a causa dell'adattamento del sistema vascolare alla deplezione ematica.
I pazienti con anemia subacuta non tollerano bene stress e emorragie; il trattamento prevede il reintegro volemico e trasfusioni, con particolare attenzione a garantire sacche di sangue disponibili per procedure interventistiche.