Concetti Chiave
- Alla fine della guerra, la Gran Bretagna perse la sua influenza globale, mentre l'Unione Sovietica e gli Stati Uniti emersero come potenze dominanti con enormi risorse e una vasta popolazione.
- Gli Stati Uniti erano una democrazia liberale, mentre l'Unione Sovietica era un regime comunista sotto il controllo di un unico partito, con una forte repressione della libertà di espressione.
- La guerra fredda segnò un periodo di ostilità tra le due superpotenze, con la divisione dell'Europa in due blocchi contrapposti e l'instaurazione della "cortina di ferro".
- Il Piano Marshall, lanciato per la ricostruzione economica dell'Europa, sostenne principalmente Gran Bretagna, Germania, Francia e Italia nel dopoguerra.
- La Germania fu divisa in due stati: la Repubblica Federale di Germania a ovest e la Repubblica Democratica Tedesca a est, con la nascita di alleanze militari come il Patto Atlantico e il Patto di Varsavia.
Le potenze vincitrici e la loro situazione
La situazione in cui si trovavano le tre grandi potenze vincitrici alla fine della guerra era profondamente diversa.
All'origine della coalizione ci fu la Gran Bretagna, una potenza imperiale e coloniale che dal giugno 1940 al giugno 1941 aveva combattuto da sola contro la Germania nazista e l'Italia, e si era impegnata allo stremo su molti fronti. Nel dopo guerra non fu più in grado di esercitare un ruolo importante su scala planetaria.
A contribuire alla vittoria non fu la resistenza britannica, bensì il ruolo di altri due membri della coalizione: l'Unione Sovietica e gli Stati Uniti. Si trattava di due stati che presentavano tra loro molte somiglianze e molte differenze. Avevano entrambi un'enorme estensione territoriale, che consentiva loro di disporre di immense risorse naturali. Disponevano di una popolazione molto numerosa e avevano entrambi un'organizzazione statale di tipo federale.
Differenze tra Stati Uniti e Unione Sovietica
Ma gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica, oltre ad aver terminato la guerra in condizioni differenti, rappresentavano anche due sistemi politici, sociali ed economici. Gli Stati Uniti erano una democrazia liberale, basata su libere elezioni, sulla competizione tra partiti e sulla libertà d'opinione, di stampa, di associazione e di religione. Il presidente americano era eletto direttamente dal popolo attraverso il sistema presidenziale. La democrazia americana era diventata un modello, ovvero un punto di riferimento e di imitazione.
Alla fine della guerra mondiale, l'Unione Sovietica era il solo stato del mondo a regime comunista. Il potere era detenuto da un unico partito legale ed era ammessa un'unica dottrina ufficiale, il marxismo-leninismo. Le libertà di opinione, stampa, associazione e religione non erano riconosciute: ogni forma di dissenso era repressa. Al vertice del Partito comunista, dello stato e delle forze armate sovietiche, vi era un dittatore, Stalin. Intorno alla sua figura si era concentrata una specie di idolatria, definita “culto della personalità”, da parte delle masse sovietiche e dei militanti comunisti.
La guerra fredda e la dottrina Truman
I maggiori vincitori della guerra rappresentavano dunque due sistemi politici ed economici contrastanti e basati su diversi sistemi di valori. Si fece difficile il proseguimento della collaborazione tra gli americani e i sovietici: vinti i comuni nemici, essi si trasformarono da alleati in diretti avversari. Inoltre, gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica vennero a costituire due poli internazionali, ovvero due punti di convergenza dominanti per una molteplicità di stati e di movimenti politici. La scena internazionale assunse una conformazione bi-polare, perché due sole potenze furono in grado di esercitare una funzione egemonica su vasta scala.
La locuzione “guerra fredda” fu introdotta per indicare lo stato di permanente ostilità, ma senza un diretto scontro militare. Winston Churchill aveva parlato di una “cortina di ferro” innalzata dai sovietici attraverso il continente europeo. Le ragioni di contrasto tra gli ex alleati si stavano aggravando e le aree di tensione si erano estese.
Il 12 marzo 1947 il presidente americano Truman enunciò l'impegno degli Stati Uniti, denominato dottrina Truman, a soccorrere i popoli minacciati dalla sovversione interna di gruppi armati o da interventi esterni. La dottrina Truman traduceva in un obbligo politico la linea del continment del comunismo sul piano internazionale.
Il Piano Marshall e il Patto Atlantico
Tre mesi più tardi il segretario americano George Marshall delineò un programma di aiuti da parte degli USA, noto come Piano Marshall, per la ricostruzione dei paesi e delle economie europee. Il piano divenne operativo nel 1948 e ne beneficiarono principalmente la Gran Bretagna, le tre zone della Germania, la Francia e l'Italia.
Il 4 aprile 1949 fu stipulato a Washington il Patto Atlantico: esso raccoglieva, intorno agli Stati Uniti, diversi stati tra cui Canada, Danimarca, Norvegia, Olanda. Si trattava di un patto militare difensivo che impegnava gli stati aderenti a intervenire in caso di attacco armato ad uno di essi. L'importanza del Patto risultò accresciuta dalla prima esplosione sperimentale della bomba atomica realizzata dall'Unione Sovietica nel settembre del 1949. La fine del monopolio atomico degli USA diede avvio ad una corsa per la fabbricazione di ordigni nucleari sempre più potenti.
Creazione del blocco sovietico
Creazione del blocco sovietico → Dopo la guerra il potere di Stalin poté avvalersi di nuovi strumenti: il prestigio guadagnato con la vittoria, la rapida ripresa del sistema industriale sovietico e la disponibilità di un potente apparato militare.
Il rilancio industriale fece compiere al sistema economico sovietico un nuovo passo in avanti, giovandosi di un considerevole prelievo di risorse dai paesi occupati dall'Armata Rossa. La forza dell'esercito, la potenza industriale e la grande espansione del comunismo furono fattori preminenti nel predominio sovietico. Questo poté avvalersi poi di un nuovo organismo di controllo tra i partiti comunisti europei, denominato Cominform. Il blocco sovietico riguarda l'area dell'Est europeo. Fu applicata una cintura di stati europei dotati di regimi politici analoghi a quello sovietico, denominati Repubbliche popolari, e strettamente legati all'URSS. Tra il 1947 e il 1949 il quadro politico dell'Est europeo cambiò rapidamente in seguito alla costituzione delle Repubbliche popolari. I partiti comunisti di erano assicurati il controllo delle forze armate e della polizia, godevano dell'appoggio dell'Unione Sovietica e avviarono un processo di concentrazione esclusiva del potere nelle loro mani.
Le due Germanie → In coincidenza con la nascita delle Repubbliche popolari, giunse a compimento la divisione della Germania in due stati diversi e contrapposti. Fra le tre zone della Germania occupate dagli americani, dai britannici e dai francesi era in corso un processo di integrazione. Gli aiuti del Piano Marshall e l'introduzione nelle tre zone occidentali di un'unica moneta, il marco tedesco, avevano dato nuovi impulsi all'integrazione delle tre zone in una sola area politica ed economica. Per tutta risposta, i sovietici misero in atto il blocco di Berlino, ovvero bloccarono militarmente gli accessi all'ex capitale tedesca, situata nell'area di occupazione sovietica, ma divisa a sua volta in 4 zone controllate da americani, britannici, francesi e sovietici. Il blocco chiudeva le vie di transito dei rifornimenti assicurati dagli occidentali alla popolazione berlinese. L'obiettivo di questa mossa estrema era costringere gli occidentali a rivedere la loro politica nei confronti della Germania. La reazione degli americani fu invece la costruzione di un ponte aereo che, utilizzando gli aeroporti di Berlino, permise i rifornimenti necessari alla sopravvivenza della popolazione berlinese.
Negli stessi giorni in cui terminava il blocco di Berlino, nell'area tedesca occidentale fu proclamata la Repubblica Federale di Germania, dotata di una legge fondamentale di tipo democratico parlamentare e basata sull'autonomia delle 11 regioni storiche. I sovietici provocarono, nella loro area, la formazione di un secondo stato tedesco: il 7 ottobre 1949 nacque la Repubblica democratica di Germania, la DDR, imperniata su un solo partito, il Partito socialista unificato.
Come reazione all'ingresso della Repubblica Federale di Germania nel Patto Atlantico, precedenti accordi bilaterali tra Unione Sovietica e i singoli stati del blocco furono trasformati in un patto militare collettivo, denominato Patto di Varsavia: esso prevedeva lo stabile insediamento di truppe sovietiche nei paesi dell'Est europeo e la possibilità di interventi militari congiunti.
Rinnovamento politico e economico post-bellico
Un primo fattore di rinnovamento fu la spinta proveniente dalle classi popolari a svolgere un ruolo da protagoniste nella ricostruzione del nuovo ordine bellico. Da qui nacque una domanda di partecipazione diretta alla vita pubblica e alla gestione di attività produttive. Questa domanda seguì due linee: una generale affermazione dei partiti di massa e l'approvazione di nuove Costituzioni nella maggior parte degli stati.
Consenso diffuso raccoglieva anche l'idea che gli stati dovessero abbandonare la politica del laissez faire. Ma sui modi di intervenire le linee divergevano: da una parte si prendeva come punto di riferimento il New Deal americano, cioè una riforma del capitalismo che non ne metteva in discussione le caratteristiche principali; dall'altro si pensava a forme di economie pianificate nel rispetto della libertà politica, ovvero una specie di terza via tra capitalismo e socialismo.
La Repubblica Federale di Germania e il "miracolo tedesco"
La Repubblica Federale di Germania comprendeva due terzi della popolazione tedesca. Gli sviluppi della Guerra Fredda avevano conferito alla Germania Occidentale una rilevante posizione strategica e ideologica.
La volontà degli Stati Uniti di fare della Repubblica federale un riparo contro il blocco sovietico unita alla volontà dei tedeschi di realizzare una rinascita rapida, impresse un ritmo impetuoso alla ricostruzione del paese.
Un contributo rilevante a quello che fu definito “miracolo tedesco” arrivò dalla stabilità politica e dall'integrazione della Repubblica Federale tedesca nel blocco occidentale. Il principale promotore di questi indirizzi fu il cancelliere Adenauer, la cui politica si basava principalmente sull'opposizione al comunismo, che si tradusse in iniziative discusse, ad esempio la messa fuorilegge del Partito comunista o il rifiuto di riconoscere la Repubblica democratica tedesca.
Politica estera americana durante la guerra fredda
USA all'epoca della Guerra Fredda → La politica estera americana aveva seguito nel dopoguerra alcune linee di orientamento:
- rapida ricostruzione dei sistemi economici dei paesi occidentali e del Giappone e creazione di un mercato capitalistico;
- stabilizzazione degli stati e dei governi democratici in senso anticomunista;
- sostegno ai movimenti di indipendenza dei popoli coloniali;
- creazione di un sistema di alleanze militari in grado imporsi all'espansione dell'Unione Sovietica e del comunismo.
Alla base di questa politica internazionale vi era la contrapposizione attiva al comunismo. Ma la psicosi anticomunista raggiunse il suo culmine e divenne una vera e propria “caccia alle streghe”.
Domande da interrogazione
- Quali erano le differenze principali tra gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica alla fine della Seconda Guerra Mondiale?
- Che cosa rappresentava la dottrina Truman e quale obiettivo perseguiva?
- Quale ruolo ha avuto il Piano Marshall nella ricostruzione post-bellica?
- Come si è sviluppato il blocco sovietico in Europa orientale dopo la guerra?
- Qual è stato il significato del "miracolo tedesco" nella Repubblica Federale di Germania?
Gli Stati Uniti erano una democrazia liberale con libertà di opinione e un sistema elettorale diretto, mentre l'Unione Sovietica era un regime comunista con un unico partito e repressione del dissenso, guidato da Stalin (testo).
La dottrina Truman, enunciata il 12 marzo 1947, impegnava gli Stati Uniti a soccorrere i popoli minacciati dalla sovversione, traducendo in obbligo politico la linea del contenimento del comunismo (testo).
Il Piano Marshall, avviato nel 1948, fornì aiuti economici per la ricostruzione dei paesi europei, beneficiando principalmente Gran Bretagna, Germania, Francia e Italia (testo).
Il blocco sovietico si formò con la creazione di Repubbliche popolari in Europa orientale, sostenute dall'Unione Sovietica, e il Cominform per il controllo dei partiti comunisti (testo).
Il "miracolo tedesco" rappresentò una rapida rinascita economica della Germania Occidentale, favorita dalla stabilità politica e dall'integrazione nel blocco occidentale, sotto la guida del cancelliere Adenauer (testo).