Concetti Chiave
- Mario Sironi si unì al movimento futurista nel 1913, ispirato da artisti come Balla e Boccioni, e partecipò attivamente alle sue manifestazioni.
- Dopo la guerra, la sua arte si evolve verso un primitivismo, rappresentando paesaggi urbani aridi e desolati, esprimendo il senso oppressivo della situazione operaia.
- Nel 1920, firmò il manifesto "Contro tutti i ritorni in pittura" e nel 1923 aderì al movimento "Novecento", interpretando ideali neoclassici con una poetica miserabilista.
- Sironi collaborò con l'architetto Gio Ponti per opere monumentali, incluse vetrate e decorazioni murali, influenzando il suo stile con motivi archeologici fantastici.
- Attivo anche nel teatro, le sue opere sono conservate principalmente in collezioni private a Milano e Roma, con una mostra dedicata nel 1989.
Formazione e influenze futuriste
Mario Sironi si formò a Milano a contatto con il gruppo futurista, in particolare con Balla e Boccioni. Si unì al movimento nel 1913 e da allora partecipò a tutte le sue manifestazioni, arruolandosi come volontario con Marinetti, tra gli altri, durante la guerra.
I suoi primi disegni (1912-1915), a cui Boccioni dedica un saggio, e i suoi dipinti si rifanno allo stile futurista. In essi, Sironi riprende il tema dei "miti moderni": la macchina, la velocità, la meccanizzazione dell'oggetto, tratta le figure umane come robot e inserisce nelle sue composizioni complesse elementi meccanici su sfondi architettonici; Le opere più note di Sironi di questo periodo sono Il camion, Il ciclista, La ballerina, in cui l’artista fa uso di collage.
Evoluzione artistica post-guerra
Dopo la guerra, l’artista si evolve verso un primitivismo, un elemento caratterizzante la pittura metafisica pur continuando a sottolineare l'affermazione di volumi geometrici. Si è poi rivolto alla rappresentazione di paesaggi urbani che mostrano architetture aride e deserte, che costituiscono il meglio del suo lavoro e che ha eseguito la maggior parte tra il 1920 e il 1924.
Si tratta di rappresentazioni di squallide periferie dove, l'artista, forse involontariamente, rende il senso cupo ed oppressivo della situazione operaia.
Manifesti e movimenti artistici
Nel 1920 firma, insieme ad altri, il manifesto " Contro tutti i ritorni in pittura ". Nel 1923 si associò al movimento “Novecento”, con il quale condivise gli stessi ideali neoclassici, che interpretò attraverso una personalissima poetica fortemente venata di miserabilismo. Considerato il precursore dell'arte neorealista del dopoguerra, traduce solitudine e silenzio nelle sue opere raffigurando paesaggi suburbani industriali dove sorgono complessi abitativi popolari, gasometri e gru, mentre realizza composizioni più storiche, come la Famiglia, di grandezza monumentale. Dal 1933, le sue composizioni divennero più emblematiche e arcaiche, sensibili alla metafisica archeologica suscitata dal movimento del Novecento.
Opere monumentali e collaborazioni
Sironi eseguì anche molte opere monumentali, la maggior parte in collaborazione con l'architetto Gio Ponti (vetrate sul tema del lavoro, 1931; decorazione murale alla Triennale di Milano, 1933, e il grande anfiteatro della Città degli Studi di Milano, 1935; grande decorazione per l'Università di Roma, 1935; mosaici per il Palazzo della Stampa a Milano).
Motivi archeologici fantastici e visionari (rapporti trompe-l'oeil sulla tela di frammenti di bassorilievi immaginari) dominano nei suoi dipinti, la cui fattura appare influenzata dalle sue opere monumentali, e compongono un universo enigmatico e inquieto.
Attività teatrale e collezioni
Sironi fu anche molto attivo come decoratore teatrale, lavorando per importanti eventi artistici e pubblici (Triennale di Milano, 1933; padiglione Fiat alla fiera di Milano, 1936; padiglione "Overseas Italy" all'Esposizione Universale di Parigi, 1937).
La maggior parte delle sue opere sono conservate in collezioni private, soprattutto a Milano e Roma. Una mostra è stata dedicata a Sironi a Milano nel 1989.
Domande da interrogazione
- Quali sono le influenze principali che hanno plasmato lo stile di Mario Sironi?
- Come si è evoluto lo stile artistico di Sironi dopo la Prima Guerra Mondiale?
- Quali movimenti artistici ha sostenuto Sironi e quali ideali ha condiviso?
- Quali sono alcune delle opere monumentali e collaborazioni significative di Sironi?
Mario Sironi si formò a Milano con il gruppo futurista, in particolare con Balla e Boccioni, e si unì al movimento nel 1913, partecipando attivamente a tutte le sue manifestazioni e arruolandosi come volontario durante la guerra.
Dopo la guerra, Sironi si è evoluto verso un primitivismo caratteristico della pittura metafisica, rappresentando paesaggi urbani aridi e desolati, esprimendo un senso cupo della situazione operaia, soprattutto tra il 1920 e il 1924.
Nel 1920, Sironi firmò il manifesto "Contro tutti i ritorni in pittura" e nel 1923 si associò al movimento “Novecento”, condividendo ideali neoclassici e interpretandoli con una poetica caratterizzata da un forte miserabilismo.
Sironi realizzò opere monumentali in collaborazione con l'architetto Gio Ponti, tra cui vetrate sul tema del lavoro e decorazioni murali alla Triennale di Milano, contribuendo a un universo artistico caratterizzato da motivi archeologici fantastici e visionari.