Concetti Chiave
- San Bernardo guida Dante nell'Empireo, spiegando l'ordinamento della candida rosa e la disposizione dei beati, con la Vergine al seggio più alto.
- L'Empireo è descritto come un anfiteatro celeste, suddiviso in sezioni verticali e orizzontali, che riflettono un rigoroso ordine geometrico.
- I beati sono organizzati in due parti: a sinistra i credenti in Cristo venturo e a destra quelli in Cristo venuto, con un uguale numero di seggi per le due categorie.
- La costruzione della candida rosa simboleggia l'armonia della mente divina e l'infinità del Creatore, evidenziando il rapporto tra verticalità e cerchio.
- La gerarchia dei beati nell'Empireo distingue tra merito proprio e per merito altrui, rappresentando il fine della redenzione e l'ordine morale dell'universo.
La guida di San Bernardo
San Bernardo, che ha sostituito Beatrice come guida di Dante nell’Empireo, incomincia a spiegare l’ordinamento della candida rosa e la disposizione dei beati.Il seggio più alto è occupato dalla Vergine, ai cui piedi si trova Eva. Nel terzo scanno siede Rachele con Beatrice. Seguono Sara, Rebecca, Giuditta, Rut e, fino al gradino più basso, altre donne del Vecchio Testamento. Esse costituiscono così una lunga fila che taglia verticalmente, in due parti, l’immenso anfiteatro celeste: a sinistra, dove tutti i seggi sono ormai occupati, si trovano i credenti in Cristo venturo, a destra,: dove appaiono ancora dei posti vuoti, godono la loro beatitudine i credenti in Cristo venuto. In alto, nella parte opposta al seggio della Vergine, siede San Giovanni Battista. Sotto di lui appaiono San Francesco, San Benedetto, Sant’Agostino e altri teologi e fondatori di ordini religiosi. Le due parti dell’Empireo - continua San Bernardo - saranno occupate da uno stesso numero di beati, perché agli eletti del Vecchio e del Nuovo Testamento è stato riservato un uguale numero di seggi.La candida rosa appare divisa anche orizzontalmente in due parti uguali: mentre nella zona superiore appaiono le anime che si sono salvate per merito proprio, in quella inferiore si trovano le anime dei bambini che morirono prima di giungere all’età della ragione. Essi, nei primi secoli dell’umanità, da Adamo ad Abramo, ricevettero la salvezza grazie alla fede dei loro genitori; da Abramo a Gesù grazie al rito della circoncisione; dopo l’avvento di Cristo divenne necessario il battesimo, senza il quale i bambini morti precocemente sono relegati al limbo.San Bernardo invita Dante a guardare la Vergine, che appare circondata dagli angeli, mentre l’arcangelo Gabriele ripete, cantando, le parole dell’annunciazione: "Ave Maria, gratia plena".Il Santo riprende poi a presentare i beati dell’Empireo, indicando al suo discepolo gli eletti che occupano i seggi più vicini a quello di Maria. Infine afferma che, prima di volgere lo sguardo verso Dio, è necessario invocare l’aiuto della Vergine.
Descrizione del canto XXXII
Privo della liricità (originata dal commiato di Dante da Beatrice) e della ricchezza fantastica (diretto proseguimento della rappresentazione della candida rosa) del canto XXXI, il XXXII è, in larga misura, descrittivo: presenta, infatti, la più lunga rassegna di personaggi della Commedia, dopo quella del limbo (diciotto sono le figure che San Bernardo indica a Dante in questo momento). 
La struttura dell'Empireo
Esso, come molti canti della Commedia, ha una giustificazione d’intermezzo strutturale. S’imponeva a Dante la necessità di presentare il suo paradiso definitivo, I’Empireo, secondo una forma determinata e stabile, " in cui trovasse quasi esplicazione e fondamento il concetto della sua eternità nel tempo, la quale esso ha in comune solo con l’inferno, essendo... il purgatorio un regno di transizione" (Rossi-Frascino). D’altra parte, poiché ora trovano la loro sede quelle anime che il pellegrino ha già incontrato nei vari cieli e poi rivisto tutte unite nella sfera delle stelle fisse durante il trionfo di Cristo, era necessario evitare qui una rassegna che avesse sapore dl rappresentazione di personaggi e cose già note. A questa duplice necessità assolve egregiamente la rassegna di San Bernardo, con la quale il Poeta abbraccia, in un solo sguardo, tutta l’architettura e la sistemazione del terzo regno.
La geometria dell'Empireo
Poiché nell’immensità dell’anfiteatro celeste la presentazione a distanza dei personaggi non sarebbe stata possibile se non in base a precise linee di riferimento, Dante divide la candida rosa in due sezioni verticali e in due orizzontali. Come si vede, la tecnica costruttiva e il suo ineccepibile rigore geometrico sono gli stessi che hanno disposto, nelle viscere della terra, il baratro infernale ed elevato, in mezzo alle acque dell’oceano, la montagna del purgatorio. Non si vuole certo affermare che i temi topografici o architettonici possono sostituire la poesia del personaggio, dell’episodio, della lezione teologica, ma è certo che nella lettura della Commedia ci sono momenti nei quali è necessario soffermarsi sui motivi "costruttivi", sull’ordinato spiegarsi di piani, di linee, di misure geometriche. I cerchi dell’Inferno o i gironi del Purgatorio o i cieli del Paradiso sono elementi topografici, ma di una topografia fisica e morale, regolata dalle leggi del contrappasso o della beatitudine, satura delle persuasioni morali, politiche, teologiche di Dante. Ma se uniamo, attraverso i richiami che si protendono di regno in regno, di canto in canto, tutte queste sezioni di disegni, " avremo non la loro somma, ma la loro trasfigurazione, una successione di valori fantastici. Col saldarsi degli ordini architettonici, nasce infatti, dalle gettate spaziali, un concreto riflesso artistico, una sorta di "sentimento della struttura" che alla prima lettura vi sfugge, ma che da rigo a rigo, da terzina a terzina, da canto a canto filtra il colore unitario della struttura stessa" (Di Pino).
Il significato della costruzione
Cosi la costruzione della mistica rosa mostra, attraverso i dettagli offerti dal canto XXXII, linee sempre più rilevate. Nell’Empireo la circolarità è conforme a quella di tutto il terzo regno (in analogia con la circolarità dei cerchi infernali o dei gironi penitenziali), ma la sua geometria indica "un rapporto accentuato tra verticalità e cerchio" (Di Pino). In tal modo, osserva il Di Pino, "la circolarità dei gradi beati e l’immagine del muro si correggono, nella immaginazione di chi legge, in una fuga di piani: le sacre scalee", che dilatano all’infinito l’ampiezza dell’ultimo cielo, così che Dante raggiunge il duplice scopo di manifestare, attraverso la regolarità geometrica dell’Empireo, l’ordine e l’armonia della mente divina, e, attraverso la sua vastità, I’infinitezza del Creatore.Non è possibile determinare in quanta misura siano confluiti, in questa complessa costruzione dantesca, il dato di fede (Dio esaltato come armonia e generatore di armonia) e il dato di cultura, desunto dal mondo classico e tendente a chiudere ogni manifestazione dell’essere nell’ordine e nella proporzione figurativi. E’ certo, tuttavia, che nel canto XXXII non c’è il vigore fantastico di altri canti, nei quali il Poeta non era oppresso dalla sistematicità della descrizione, e che la rassegna dei beati interessa più la logica analitica che la sintesi poetica.Ci saremmo aspettati che Dante, almeno durante la rassegna dei beati nell’Empireo, offrisse una spiegazione definitiva dell’ordine morale del terzo regno (come ha fatto per l’Inferno nel canto XI e per il Purgatorio nel canto XVII), spiegazione particolarmente necessaria perché le anime del paradiso compaiono due volte in due diverse gerarchie (dapprima nella sfera di uno dei cieli fisici e poi nella rosa dell’Empireo), che sembrano non avere quasi alcun rapporto fra di loro. Invece egli si limita a presentare le sezioni orizzontali e verticali della rosa, citando molti nomi di santi, ma senza alcuna specificazione dei motivi che lo hanno guidato in questa classificazione. L’Auerbach avanza, con molta cautela, questa ipotesi: la gerarchia dei beati nelle sfere si riferisce all’ordine morale del mondo, mentre quella dell’Empireo, con la divisione fra i beati del Vecchio e quelli del Nuovo Testamento e fra coloro che si salvarono per merito proprio e coloro che si salvarono per merito altrui, rappresenta il fine della redenzione. In altre parole: la prima gerarchia serve a distinguere le anime secondo le loro naturali disposizioni (perciò esse appaiono nel cielo agli influssi del quale furono particolarmente soggette), ad assicurare che i beati conserveranno, nell’eternità del regno divino, la molteplicità dei caratteri umani; la seconda, costituita non più da sette gradi (quanti sono i cieli in cui erano ripartiti i beati), ma da più di mille soglie, vuole essere la civitas Dei nella quale le anime stanno in giusto ordine, in comune agire, godendo ciascuna del suo posto e partecipe, ciascuna in unione con le altre, del vero bene.
Domande da interrogazione
- Qual è la disposizione dei beati nell'Empireo secondo San Bernardo?
- Come si struttura la candida rosa nell'Empireo?
- Qual è il significato della geometria nell'Empireo?
- Perché Dante non offre una spiegazione dettagliata dell'ordine morale nell'Empireo?
- Qual è la differenza tra le gerarchie dei beati nei cieli e nell'Empireo?
San Bernardo descrive l'Empireo come un'architettura ordinata, con la Vergine al seggio più alto, seguita da Eva, Rachele e altre figure del Vecchio Testamento, divise in due parti: i credenti in Cristo venturo a sinistra e quelli in Cristo venuto a destra.
La candida rosa è divisa verticalmente in due sezioni, occupate da beati del Vecchio e del Nuovo Testamento, e orizzontalmente in due parti: le anime salvate per merito proprio sopra e quelle dei bambini morti prima dell'età della ragione sotto.
La geometria dell'Empireo riflette un ordine divino, con una circolarità che simboleggia l'armonia della mente divina e l'infinitezza del Creatore, simile alla struttura dei cerchi infernali e dei gironi del Purgatorio.
Dante si limita a presentare le sezioni della rosa senza specificare i motivi della classificazione, suggerendo che la gerarchia dei beati nell'Empireo rappresenta il fine della redenzione piuttosto che un ordine morale dettagliato.
Le gerarchie nei cieli riflettono le disposizioni naturali delle anime, mentre nell'Empireo, la divisione tra beati del Vecchio e Nuovo Testamento rappresenta un ordine giusto e comune, evidenziando la civitas Dei e l'unione delle anime nel bene.