Concetti Chiave

  • La dipendenza da benzodiazepine (bdz) può manifestarsi in forme fisiche e psicologiche, rendendo difficile per i pazienti interrompere l'assunzione del farmaco.
  • I fattori di rischio includono non solo la durata e il dosaggio del farmaco, ma anche caratteristiche personali del paziente che possono predisporre alla dipendenza.
  • Una gestione adeguata delle bdz richiede un approccio preventivo, evitando la prescrizione a pazienti con personalità inclini alla dipendenza e limitando la durata del trattamento.
  • L'assunzione di sostanze può provocare sintomi clinici simili a disturbi psichiatrici, rendendo importante escludere cause organiche durante la diagnosi.
  • Gli effetti collaterali delle bdz sono dose-dipendenti, aumentando con l'aumento della dose, il che rende fondamentale un monitoraggio attento durante il trattamento.

Indice

  1. Dipendenza da farmaci
  2. Fattori di rischio
  3. Gestione delle bdz
  4. Effetti delle sostanze
  5. Tolleranza e effetti collaterali
  6. Classi di farmaci
  7. Trattamento dei disturbi d’ansia

Dipendenza da farmaci

Quando a seguito della sospensione del farmaco il paziente prova una sensazione di malessere è portato a riassumere le bdz, l’astinenza porta alla ricerca del farmaco. Questo è il motivo per cui le bdz possono indurre dipendenza.
La dipendenza ha due componenti:

● Fisica, se qualora si interrompa l’assunzione del farmaco si ha una risposta fisica dell’organismo, espressa dal quadro clinico suddetto. Le persone in cui si realizza questo meccanismo prolungano il trattamento fino ad arrivare a una situazione in cui non si sa più se ci sia un reale bisogno;

● Psicologica, legata al fatto che il paziente si è “affezionato” alla terapia e, nonostante prenda un dosaggio molto basso, nel momento in cui si propone la sospensione del farmaco, il paziente è spaventato perché convinto che non dormirà.

Fattori di rischio

Nel concetto della dipendenza ci sono fattori di rischio farmacologici (durata e dosaggio), ma anche fattori non farmacologici (personalità del paziente: in persone con personalità improntata alla dipendenza, le BDZ possono indurre una dipendenza di tipo psicologico che si associa alla dipendenza di tipo fisico).

Gestione delle bdz

Le bdz sono quindi difficili da gestire perché sono associate a entrambe queste modalità di dipendenza, sia psicologica che fisica.
L’atteggiamento giusto è quindi quello preventivo in cui si evita di dare bdz a chi ha una personalità improntata alla dipendenza, e qualora fosse necessaria la terapia bisogna limitarne la durata, somministrare il dosaggio minimo sufficiente e decidere già in partenza la durata del trattamento.

Ciò è temibile perché aumenta il rischio di incidenti e cadute e quindi rischio di fratture (in particolare d’anca). Se non evitabili, si preferiscono BDZ a emivita breve.

Effetti delle sostanze

L’introduzione di alcune sostanze nell’organismo può portare a quadri clinici molto simili a quadri di natura funzionale (disturbo bipolare, schizofrenico, d’ansia).
Nel dsm, infatti, in corso di diagnosi di disturbo schizofrenico, ad esempio, viene ricordata l’importanza di escludere cause organiche o l’introduzione di sostanze che possono essere responsabili del quadro. Se la patologia fosse indotta dalla sostanza, nel momento in cui la si elimina, il quadro andrebbe in teoria in remissione.

Tolleranza e effetti collaterali

Il fenomeno della tolleranza in pz trattati con Bdz è più controverso, non è tanto evidente quando l’uso delle BDZ è per fini ansiolitici ma ipnoinducenti.

Questo preoccupa perché gli effetti collaterali sono dose- dipendenti; quindi, aumenta la probabilità che si verifichino all’aumentare della dose.

Classi di farmaci

Vengono riassunte le classi di farmaci trattati finora:

Ansiolitici: usati per gestire i disturbi d’ansia o per gestire altri sintomi (insonnia, agitazione, angoscia) in altre patologie psichiatriche;

Antidepressivi: per la depressione e per i disturbi d’ansia misti;

Antipsicotici: in tutte le situazioni cliniche in cui si hanno sintomi psicotici come deliri e allucinazioni;

Stabilizzatori dell’umore: per patologie di instabilità affettiva (tipicamente il disturbo bipolare).

Trattamento dei disturbi d’ansia

É importante ricordare che la prima linea di trattamento da intraprendere nei disturbi d’ansia è la terapia cognitivo-comportamentale.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le due componenti della dipendenza da benzodiazepine?
  2. La dipendenza da benzodiazepine ha due componenti: fisica, che si manifesta con sintomi di astinenza alla sospensione del farmaco, e psicologica, legata all'affezione del paziente alla terapia, che teme di non riuscire a dormire senza il farmaco.

  3. Quali fattori possono influenzare il rischio di dipendenza da benzodiazepine?
  4. I fattori di rischio per la dipendenza includono sia aspetti farmacologici, come la durata e il dosaggio del trattamento, sia fattori non farmacologici, come la personalità del paziente, in particolare in quelli predisposti alla dipendenza.

  5. Qual è l'atteggiamento raccomandato nella gestione delle benzodiazepine?
  6. L'atteggiamento raccomandato è preventivo: evitare di prescrivere benzodiazepine a pazienti con personalità improntata alla dipendenza, limitare la durata del trattamento e somministrare il dosaggio minimo necessario.

  7. Qual è la prima linea di trattamento per i disturbi d'ansia?
  8. La prima linea di trattamento per i disturbi d'ansia è la terapia cognitivo-comportamentale, che dovrebbe essere preferita rispetto all'uso di farmaci come le benzodiazepine.

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