Concetti Chiave
- L'irrazionalismo moderno, nato dalla filosofia di Schopenhauer, sostiene che la vita è volontà e che la ragione non ha potere di verità, ma serve solo gli istinti.
- Nietzsche sviluppa l'irrazionalismo trasformando la volontà di Schopenhauer in volontà di potenza, rifiutando l'idea di verità e affermando che il mondo vero è diventato favola.
- La contraddizione interna di Nietzsche emerge quando afferma che senza un criterio di verità non può comunicare alcunché, minando la sua stessa argomentazione.
- L'irrazionalismo, simile all'antiessenzialismo, non può stabilire alcuna verità oggettiva, poiché i concetti sono validi solo in relazione all'individuo e alla sua volontà di potenza.
- La conoscenza, secondo l'irrazionalismo, è asservita agli istinti e alla vita biologica, rendendo impossibile una condivisione comune della verità.
Qual è l'origine dell'irrazionalismo moderno?
Come esiste un razionalismo moderno, esiste anche un irrazionalismo moderno, che nasce nella filosofia di Arthur Schopenhauer: egli dichiara che la vita è volontà e che il lògos è semplicemente un’espressione fenomenica al servizio della vita. L’irrazionalismo non riconosce più alla ragione nessun potere di verità, affermando che il pensiero è soltanto al servizio degli istinti e non ha nessuna autonomia nel trovare la verità.
Nietzsche e la volontà di potenza
In seguito, l’irrazionalismo prende forma in Nietzsche, in cui la volontà schopenhaueriana prende la forma della volontà di potenza: non a caso, dal pessimismo di Schopenhauer, la filosofia nietzscheana divine ottimista, ma si tratta pur sempre di irrazionalismo. Nietzsche non crede più all’idea di verità, quando afferma che il mondo vero è diventato favola, ma non si accorge che se questa sua frase fosse vera sarebbe la smentita di ciò che sta affermando: non avendo più alcun criterio di verità, se Nietzsche sostenesse la verità della sua affermazione si contraddirebbe e non potrebbe più comunicare alcunché.
Il limite dell'irrazionalismo
Al pari dell’antiessenzialismo, l’irrazionalismo non riesce ad affermare più nulla, perché i concetti che si affermano hanno valore soltanto a partire dalla mia vita, o dalla mia volontà di potenza, ma non possono avere valore oggettivo: non c’è più l’idea di una ragione come medium tra me e te, essa non è più il luogo della verità in cui possiamo riconoscerci come uniti nella verità. L’irrazionalismo si risolve soltanto sul piano della prassi, cioè della potenza: chi ha più potere decide della verità, ma sul piano teorico non può portare ad alcuna condivisione comune, perché l’irrazionalismo afferma che la conoscenza non conosce nulla di oggettivo, ma è semplicemente asservita agli istinti e alle dinamiche della vita come bios universale.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine dell'irrazionalismo moderno secondo Schopenhauer?
- Come si sviluppa il concetto di volontà di potenza in Nietzsche?
- Qual è il limite dell'irrazionalismo secondo il testo?
L'irrazionalismo moderno nasce dalla filosofia di Arthur Schopenhauer, che sostiene che la vita è volontà e che il lògos è un'espressione fenomenica al servizio della vita, negando alla ragione il potere di verità e affermando che il pensiero serve solo gli istinti.
In Nietzsche, la volontà schopenhaueriana si trasforma nella volontà di potenza, rappresentando un'interpretazione ottimista dell'irrazionalismo, ma Nietzsche stesso contraddice l'idea di verità, affermando che il mondo vero è diventato favola, il che mette in discussione la validità delle sue affermazioni.
L'irrazionalismo non riesce ad affermare nulla di oggettivo, poiché i concetti hanno valore solo in relazione alla vita e alla volontà di potenza individuale; non esiste più una ragione comune che possa unire le persone nella verità, e la conoscenza è vista come asservita agli istinti e alle dinamiche della vita.