Concetti Chiave
- Le sillabe latine possono essere chiuse o aperte, determinando la loro durata in base alla vocale finale.
- Una sillaba chiusa è considerata lunga indipendentemente dalla vocale interna, mentre una sillaba aperta varia con la lunghezza della vocale.
- I grammatici antichi notarono che sillabe con consonante finale e vocale breve erano percepite come lunghe in certi contesti fonetici.
- Il termine greco "θῆσις" fu tradotto in latino come "positio", rappresentando un accordo convenzionale sul suono delle sillabe.
- La durata di una sillaba è relativa, definita rispetto a una sillaba breve di riferimento.
Le sillabe possono essere in base all’ultima lettera:
-sillaba chiusa,se terminante per consonante
-sillaba aperta, se terminante per vocale
In base alla durata si ha:
-sillaba chiusa, che è lunga indipendentemente dalla vocale in essa contenuta
-sillaba aperta, che se è con vocale lunga dà sillaba lunga
se è con vocale breve dà sillaba breve
Già i grammatici antichi greci e poi latini si resero conto che in determinati contesti fonetici una sillaba con consonante finale e vocale interna breve era percepita come lunga. In particolare, i grammatici alessandrini vagliarono i testi omerici e, non sapendosi spiegare certe scelte esametri che anche per la mancanza di conoscenza della moderna linguistica fonatoria, affermarono che tutto ciò si verificava per “θῆσις” (τίθεμι = pono), cioè per un allungamento.
Quintiliano e altri grammatici latini fecero poi lo stesso ragionamento e, avendo i greci usato la parola “θῆσις”, modellando i latini la propria terminologia su quella greca, tradussero con “positio” tale fenomeno. Quello dei latini fu un calco del vocabolo, che tuttavia non tenne conto del fatto che “θῆσις” significasse sì “positio”, ma nell’accezione grammaticale fosse usato come opposto a “φύσις” e quindi valesse “ciò che è posto per convenzione”, cioè un accordo che i grammatici greci individuavano tra i parlanti (poeta ed uditorio) ma di cui non sapevano bene il motivo. Ad oggi tuttavia si sa che sillaba si definisce lunga non perché arrivi ad una determinata durata di pronuncia, ma perché la sua durata si definisce in termini relativi. Infatti, se la sillaba breve è il punto di riferimento, un’altra sillaba si dice lunga semplicemente quando dura più di quella di riferimento
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza tra una sillaba chiusa e una sillaba aperta in latino?
- Come veniva percepita una sillaba con consonante finale e vocale interna breve dai grammatici antichi?
- Cosa significa che una sillaba è lunga in termini relativi?
Una sillaba chiusa termina con una consonante, mentre una sillaba aperta termina con una vocale. La durata di una sillaba chiusa è sempre lunga, indipendentemente dalla vocale contenuta, mentre una sillaba aperta è lunga se contiene una vocale lunga e breve se contiene una vocale breve.
I grammatici antichi greci e latini percepivano una sillaba con consonante finale e vocale interna breve come lunga in determinati contesti fonetici, un fenomeno che i greci chiamavano "θῆσις" e i latini tradussero come "positio".
Una sillaba è definita lunga non per una durata assoluta di pronuncia, ma perché dura più di una sillaba breve, che funge da punto di riferimento.