Concetti Chiave
- Siddharta, noto come Buddha, abbandonò la sua vita familiare a ventinove anni per dedicarsi all'ascetismo e raggiunse l'illuminazione dopo sette anni di meditazione.
- Il Discorso di Benares, rivolto ai suoi primi discepoli, stabilisce che la vita è sofferenza e propone l'ottuplice sentiero come via per raggiungere il Nirvana.
- Il buddismo si diffuse ampiamente in India, diventando anche religione di stato sotto la dinastia di Ashoka, e si estese in tutto l'Oriente, da Ceylon a Giappone.
- Il buddismo influenzò profondamente arte e filosofia orientali, creando un sistema di pensiero unitario, ma subì un declino in India a partire dall'VIII secolo d.C.
- La religione brahminica riprese piede tra le masse popolari, segnando il rapido declino del buddismo nella sua terra d'origine.
Siddharta e il buddismo
L'illuminazione di Siddharta
Siddharta (560-480 a.C.) all’età di ventinove anni abbandonò la famiglia e la casa per dedicarsi alla vita dell’asceta mendicante; secondo la tradizione, dopo sette anni, mentre meditava all’ombra di un albero, ebbe un’illuminazione, ovvero Buddha, che significa“l’illuminato”.
Il discorso di Benares
I canoni del buddismo sono contenuti nel dicorso che Siddharta tenne a cinque asceti suoi primi discepoli: si tratta del cosiddetto Discorso di Benares, dal nome della città sacra dove fu pronunciato. Il buddhismo si ispirava all’antica tradizione indiana (vedica) che vedeva l’esistenza in una luce decisamente negativa: “ Nascere è soffrire, essere ammalato è soffrire, avere contatto con ciò che non si ama è soffrire, separarsi da ciò che si ama è soffrire: in breve, tutta l’esistenza corporale è sofferenza: ”La causa di questa universale sofferenza è ciò che Buddha chiamava “la sete di rinascita” connaturata alla anime: un desiderio che le tormenta e le costringe a cercare sempre nuove rinascite nel ciclo dell’esistenza. Come fare per interrompere questo tormento? A differenza del jainismo e delle altre filosofie ascetiche, il buddismo non suggerisce di compiere una vita di totale mortificazione, ma piuttosto di seguire una via mediana: astenersi da una vita ignobile dedita alle passioni e agli istinti, ma anche da un’esistenza penosa, di rinunce e di ascesi. Il Buddha indica, come alternativa, “l’ottuplice sentiero”: retta azione, retta vita, retta parola, retta fede, retta decisione, retto ricordo, retta concentrazione, retto sforzo. L’insieme di questi comportamenti condurrà all’eliminazione del dolore dalla vita e quindi al Nirvana, ossia all’eterna pace.
La diffusione del buddismo
Il buddismo si affermò largamente in India e per qualche tempo divenne anche la religione della dinastia regale (per esempio con Ashoka); centinaia di migliaia di monaci popolavano i monasteri in tutta la penisola indiana. In seguito, si diffuse oltre i confini dell’India per opera di monaci vaganti e mise radici in tutto l’Oriente: dal Tibet a Ceylon, sino in Cina e in Giappone. Esso costituì in definitiva un sistema di pensiero internazionale che contribuì a dare un volto unitario ad alcuni aspetti dell’arte e della filosofia orientali.
Tuttavia, proprio la patria del buddismo fu la prima a rigettarlo: la religione brahminica, infatti, a partire dall’VIII secolo d.C. tornò ad affermarsi tra le masse popolari, segnando un rapido declino della diffusione del buddismo.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato dell'illuminazione di Siddharta?
- Qual è il messaggio principale del Discorso di Benares?
- Come si è diffuso il buddismo oltre i confini dell'India?
L'illuminazione di Siddharta, avvenuta all'età di ventinove anni mentre meditava, lo portò a diventare Buddha, ovvero "l'illuminato", segnando l'inizio del buddismo e la sua ricerca per comprendere e superare la sofferenza.
Nel Discorso di Benares, Siddharta espone la visione buddista dell'esistenza come sofferenza e introduce l'ottuplice sentiero come via per eliminare il dolore e raggiungere il Nirvana, evitando sia l'eccesso di passioni che la mortificazione totale.
Il buddismo si diffuse oltre l'India grazie a monaci vaganti, stabilendosi in diverse regioni dell'Oriente, come il Tibet, Ceylon, Cina e Giappone, diventando un sistema di pensiero internazionale che influenzò arte e filosofia orientali.