Concetti Chiave
- La Sicilia, un tempo "granaio di Roma", continua a basarsi sull'agricoltura, con una rilevante produzione di grano e pasta.
- La produzione di agrumi è un primato dell'isola, con la maggior parte destinata all'esportazione dalle province di Catania, Palermo e Messina.
- La viticoltura è diffusa in Sicilia, che si colloca al 4° posto in Italia, mentre l'olivicoltura è prominente nelle province meridionali.
- Il sottosuolo siciliano è ricco di risorse minerarie, con giacimenti di petrolio e metano attualmente sfruttati, mentre le zolfatare e le miniere di potassio sono state chiuse.
- Palermo e Catania rappresentano i centri industriali più sviluppati, con settori agroalimentari, meccanici, elettronici e turistici in continua espansione.
L'agricoltura siciliana
Al tempo dei Romani, la Sicilia era chiamata “il granaio di Roma” per la grande quantità di frumento prodotto. Per quanto oggi la Sicilia non detenga più questo primato, l’agricoltura resta alla base della sua vita economica.
La cultura del grano occupa ancora un posto importante per la produzione della pasta.
Produzione e esportazione di agrumi
La cultura degli agrumi (aranci, mandarini e limoni) costituisce un primato. Dell’enorme quantità prodotta all’anno, solo una minima parte resta nell’isola, in quanto il resto è destinato all’esportazione. Le zone di maggior raccolta sono le province di Catania, Palermo e Messina.
Oltre a questo, la Sicilia ha anche il primato per la produzione del cotone (piana di Gela).
Vite e olivo in Sicilia
Un’altra cultura particolarmente diffusa ed apprezzata è quella della vite: per questa, la Sicilia si colloca al 4° posto dopo la Puglia, il Piemonte ed il Veneto.
Il clima mediterraneo, favorisce anche la cultura dell’olivo, particolarmente diffusa nelle province di Messina, Ragusa, Catania e Agrigento e nella produzione dell’olio, la Sicilia si colloca al 3° posto dopo la Puglia e la Calabria.
A causa della fertilità del terreno e della bontà del clima, è anche sviluppata la coltivazione degli ortaggi di ogni tipo.
Risorse minerarie e petrolifere
La ricchezza del sottosuolo, un tempo, era rappresentata dalle zolfatare (province di Enna, Agrigento e Caltanissetta) che verso la metà degli anni ‘50 del secolo scorso sono state chiuse a causa dei prezzi concorrenziali praticati dagli USA in cui lo zolfo viene estratto col metodo Frasch, molto meno costoso. Anche le tradizionali miniere di potassio, presenti nella provincia di Caltanissetta sono state chiuse a favore dell’importazione dai paesi dell’Est in cui il potassio è venduto a prezzi più vantaggiosi. Attualmente, sono sfruttati i giacimenti di petrolio sulla terra ferma (Ragusa) e nel Canale di Sicilia dove sono state installate apposite piattaforme estrattive. Sono presenti anche discreti giacimenti di metano. Tradizionale è la produzione di sale marino finissimo nelle saline di Trapani.
Industria e turismo in Sicilia
Dal punto di vista industriale, pur non essendo al livello delle grandi città industrializzate del nord Italia, Palermo e Catania sono le città più sviluppate. Qui l’industria ruota intorno al settore agroalimentare, meccanico, elettronico e chimico. A proposito dell’elettronica si parla di “Etna valley”.
Anche la pesca (Mazarra del Vallo) dà un notevole apporto all’economia, ovviamente legata all’industria alimentare della conservazione
L’industria turistica costituisce una grossa opportunità della Sicilia soprattutto per i numerosi siti archeologi (Agrigento, Selinunte), per le località balneari conosciute in tutto il mondo come Taormina, per la presenza di città d’arte e per zone di interesse naturalistico (isole Egadi, isole Eolie, Pantelleria, Lampedusa)
Il PIL pro-capite varia fra 13.000 a 16.600 annui (dati del 2016)
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo storico dell'agricoltura nella Sicilia antica?
- Quali sono i principali prodotti agricoli della Sicilia oggi?
- Come si è evoluta l'industria mineraria in Sicilia?
- Qual è l'importanza del turismo nell'economia siciliana?
Al tempo dei Romani, la Sicilia era conosciuta come “il granaio di Roma” per la sua abbondante produzione di frumento, evidenziando l'importanza storica dell'agricoltura nell'economia siciliana.
Oggi, la Sicilia è nota per la produzione di agrumi, grano, vino e olio d'oliva, con province come Catania, Palermo e Messina che giocano un ruolo chiave nella raccolta e nell'esportazione di questi prodotti.
L'industria mineraria siciliana ha subito un declino con la chiusura delle zolfatare e delle miniere di potassio, mentre attualmente si sfruttano giacimenti di petrolio e metano, oltre alla tradizionale produzione di sale marino.
Il turismo rappresenta una significativa opportunità economica per la Sicilia, grazie ai suoi siti archeologici, località balneari famose e zone di interesse naturalistico, contribuendo così al PIL regionale.