Concetti Chiave
- William Shakespeare, nato a Stratford-Upon-Avon nel 1564, si sposa a 18 anni con Anne Hathaway e ha tre figli, ma gran parte della sua vita è avvolta nel mistero.
- Durante l'epidemia di peste tra il 1593 e il 1594, i teatri chiudono, spingendo Shakespeare a pubblicare opere poetiche e a comporre molti dei suoi sonetti.
- Shakespeare diventa un attore e autore teatrale di successo, riuscendo a soddisfare le aspettative di diverse classi sociali con le sue opere.
- Le sue opere spiccano per la varietà di generi, tra cui drammi storici, commedie e tragedie, con titoli celebri come "Amleto", "Riccardo III" e "Notte di mezza estate".
- Il teatro di Shakespeare è considerato barocco, enfatizzando fantasia e follia, e discostandosi dalle rigide regole del classicismo.
Qual è la vita e matrimonio di Shakespeare?
William Shakespeare è nato a Statford-Upon-Avon nel 1564 sotto il regno di Elisabetta I di Inghilterra.
Nel 1582, a 18 anni, sposa Anne Hathway, di otto anni più anziana, da cui avrà una figlia e poi due gemelli.
Il periodo che va dal 1585 al 1592, è definito dagli studiosi "Last year" che tradotto sarebbe "Anni perduti", dove appunto non si hanno informazioni dettagliate riguardanti la sua vita.
Una leggenda riportata da Nicholas Rowe, racconta che Shakespeare scappò da Statford, rifugiandosi a Londra, per sfuggire da un processo.
Nel 1592 si hanno le prime notizie su Shakespeare, il quale è diventato un attore ed un autore teatrale. Nel giro di qualche anno si conquista una certa fama.
Epidemia e opere poetiche
Tra il 1593 e il 1594, a causa di un'epidemia di peste, i teatri inglesi devono chiudere. Shakespeare in questo periodo pubblica due poemetti: "Venere e Adone" e "Il ratto di Lucrezia", entrambi dedicati a Henry Wriothesly.
Questo è anche il periodo in cui compone la maggior parte dei sonetti.
Successo teatrale e morte
Nel 1595, assume la funzione di amministratore nel "Chamberlain's men", la quale era una delle più grandi compagnie teatrali di allora. Nel 1616 muore a Stratford-Upon-Avon.
Si adeguò alle aspettative del pubblico e riuscì a soddisfare qualsiasi classe sociale.
Il tratto di Shakespeare si fondava su riferimenti ampi, ossia sulla cultura medievale e del tempo, su spunti filosofici o morali, sul contrasto tra ragione e follia e sul contrasto tra sogno e vita.
Egli era in pratica lo specchio della società in cui viveva e riusciva a combinare il senso dell'azione con il potere evocativo della parola.
Drammi storici e commedie
Nei primi tempi del suo esordio, compone i "Drammi storici" perché i suoi frequentatori avevano una predilezione per le rappresentazioni che ispiravano ai sovrani inglesi.
Le opere più famose sono "Riccardo III", ambientato nella guerra delle due rose e "Enrico IV" ed "Enrico V", ambientate invece nella guerra dei 100 anni.
Metà delle opere di Shakespeare sono commedie, cioè elaborazioni di un intreccio con una componente comica, un linguaggio colloquiale e vicende amorose con lieto fine.
Alcune opere sono invece tragicommedie, poiché avendo un lieto fine sono caratterizzate da personaggi tipici delle tragedie.
Come opere importanti ricordiamo il "Cimbellino" e le due commedie più famose "Notte di mezza estate" e "La tempesta".
Tragedie e monologo di Amleto
Le tragedie più famose sono: ""Amleto" è il più celebre monologo di Shakespeare e probabilmente anche la più celebre scena nella storia del teatro mondiale.
Nell'atto III, scena I, Amleto entra sul palco credendo di essere solo, mentre in realtà è spiato da Polonio e dal Re Claudio, che vogliono osservare il suo comportamento con la giovane Ofelia.
Il dilemma centrale del monologo è espresso dal primo verso "To be or not to be?" ovvero "Essere o non essere?", agire o non agire, vivere o morire?
Amleto si strugge non sapendo scegliere se agire o no e presenta due posizioni filosofiche: da un lato un'attitudine stoica che gli suggerirebbe di sopportare tutto il male e le sfortune che gli capitano, e dall'altra la scelta, vista quasi come salvifica, del suicidio che metterebbe fine a tutte le sue sofferenze.
La vita, è infatti presentata da Amleto come una battaglia.
Nel descriverla egli non accenna mai a fatti positivi o felici, ma solo a disgrazie.
Ecco quindi che la morte rappresenta l'unica via d'uscita, l'unica salvezza, ma affrontarla comporta coraggio, perché significa sfidare l'ignoto e le proprie paure; da qui l'incertezza di agire o non agire.
Teatro barocco di Shakespeare
Il teatro di Shakespeare si può definire barocco, in quanto esalta molto la fantasia e la follia, non rispettando pienamente il classicismo e le 3 unità aristoteliche(tempo, azione e luogo), e non mantenendo l'uniformità di tono prescritta dal classicismo.
Domande da interrogazione
- Qual è il contesto storico della vita di Shakespeare?
- Come influenzò l'epidemia di peste la produzione poetica di Shakespeare?
- Quali sono le caratteristiche principali delle opere teatrali di Shakespeare?
- Quali sono alcune delle opere storiche e comiche più celebri di Shakespeare?
- Qual è il significato del monologo di Amleto?
William Shakespeare è nato nel 1564 a Stratford-Upon-Avon, durante il regno di Elisabetta I. Sposò Anne Hathaway nel 1582 e visse un periodo di "Anni perduti" tra il 1585 e il 1592, prima di emergere come attore e autore teatrale.
Durante l'epidemia di peste tra il 1593 e il 1594, i teatri chiusero e Shakespeare pubblicò due poemetti, "Venere e Adone" e "Il ratto di Lucrezia", oltre a comporre la maggior parte dei suoi sonetti.
Shakespeare si adattò alle aspettative del pubblico, creando opere che riflettevano la società del suo tempo, con un mix di drammaticità e comicità, e utilizzando riferimenti culturali e filosofici.
Tra i drammi storici, spiccano "Riccardo III", "Enrico IV" e "Enrico V". Le sue commedie più famose includono "Notte di mezza estate" e "La tempesta", con elementi di intreccio comico e lieto fine.
Il monologo di Amleto, con la celebre frase "To be or not to be?", esplora il dilemma esistenziale tra agire e non agire, evidenziando la lotta interiore del protagonista tra la sofferenza della vita e la tentazione del suicidio come via di salvezza.