Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • La riforma attribuita a Servio Tullio, sebbene storicamente discutibile, ha avuto un impatto significativo nel favorire i plebei e migliorare l'organizzazione militare romana.
  • Prima della riforma, il servizio militare era occasionale e basato su una leva ad hoc, con i cittadini pronti a rispondere a chiamate per la difesa della città.
  • La riforma ha portato all'eliminazione della divisione in curie e tribù, introducendo cinque classi sociali basate sulla ricchezza e una classe di proletari senza mezzi economici.
  • Ogni classe sociale aveva obblighi militari specifici, con i più ricchi arruolati come cavalieri, mentre i proletari erano esclusi dall'esercito, influenzando i diritti politici.
  • L'organizzazione dell'esercito è diventata più efficace, con un arruolamento basato sulle capacità economiche, incrementando la dimensione e l'armamento dell'esercito romano.

Qual è la riforma di Servio Tullio?

La leggenda attribuisce a Servio Tullio un’importante riforma della società romana. In effetti una riforma ci fu, anche se non è storicamente esatto attribuirla al periodo in cui avrebbe regnato Servio: essa comunque fu opera dei re etruschi e ciò è comprensibile, poiché si trattò sostanzialmente di una riforma che favoriva i plebei.

La riforma fu necessaria anche per regolare il servizio militare.

Organizzazione militare romana

Prima della riforma il servizio era occasionale, nel senso che ogni cittadino si procurava delle armi e le teneva da parte, continuando ad attendere alle sue abituali occupazioni. In caso di assalti nemici o di spedizioni da farsi contro «oppida» vicini, i re bandivano la legio, cioè la leva militare (in latino «legio» = raccolta). Tutti lasciavano il lavoro, prendevano le armi ed accorrevano alla Curia, il grande recinto ai centro della città dove avvenivano le votazioni.

Qui si sceglievano i meglio armati e i più validi: si dovevano mettere insieme per ogni curia di cittadini almeno cento fanti e dieci cavalieri. Siccome le curie erano dieci per tribù, ogni tribù forniva mille fanti e cento cavalieri. Questo complesso era chiamato legio (legione, frutto della raccolta) ed era comandato da un tribunus militum (= capo dei mille uomini forniti dalla tribù). Nella legione i gruppi di cento fanti erano chiamati centurie e comandati da un centurione. In complesso l’esercito romano dei primordi contava tre legioni, per un ammontare di tremila fanti e trecento cavalieri. Terminata la guerra, l'esercito si scioglieva e ciascuno tornava alle proprie occupazioni.

Con l’allargamento della città e la crescita della popolazione, aumentarono le esigenze di difesa e di offesa e si pose il problema di organizzare meglio l’esercito. La riforma che va sotto il nome di Servio Tullio cercò quindi di risolvere due problemi: favorire l’elemento etrusco-plebeo e riorganizzare l'esercito.

Divisione in classi sociali

Venne eliminata la divisione della popolazione in curie e tribù; la popolazione venne invece divisa in cinque classi, in base alla ricchezza (in terre o in danaro). Vi era poi una sesta classe alla quale appartenevano coloro che non avevano ricchezze, ma soltanto prole, figli, ed erano detti proletari.

Conseguenze politiche e militari

Ogni classe aveva obblighi militari: i più ricchi (patrizi o plebei che fossero) dovevano fornirsi a proprie spese di cavalli ed armi adeguate e venivano arruolati come cavalieri, gli altri si armavano più semplicemente e combattevano come fanti. I proletari, che non avevano mezzi per procurarsi le armi, non erano tenuti a far parte dell'esercito. Ciò potrebbe apparire un vantaggio ma era invece un danno, poiché in base alla partecipazione all’esercito si godevano i diritti politici. Vennero infatti aboliti i comizi curiati e al loro posto vennero istituiti i comizi centuriati, cioè l'assemblea dei cittadini che facevano parte delle centurie in cui restava suddivisa la legione. Erano i comizi ad eleggere il re e le alte cariche dello stato.

Con questo sistema l’esercito romano diventò più numeroso e meglio armato, in quanto era formato in base alle possibilità economiche dei cittadini: più se ne armavano e più l’esercito aumentava, non essendovi limite ai numero dei soldati da arruolare. Inoltre i cittadini erano tutti messi alla pari dal punto di vista politico, eccettuati i proletari.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza della riforma attribuita a Servio Tullio nella società romana?
  2. La riforma di Servio Tullio, sebbene non storicamente attribuibile al suo regno, rappresenta un cambiamento significativo nella società romana, favorendo i plebei e regolando il servizio militare, come evidenziato nel testo.

  3. Come era organizzato il servizio militare romano prima della riforma?
  4. Prima della riforma, il servizio militare era occasionale, con i cittadini che si procuravano armi e rispondevano a chiamate militari in caso di attacchi, come descritto nel testo.

  5. Quali erano le nuove classi sociali introdotte dalla riforma e come influenzavano il servizio militare?
  6. La riforma eliminò la divisione in curie e tribù, introducendo cinque classi basate sulla ricchezza, con una sesta classe per i proletari, influenzando gli obblighi militari e i diritti politici, come spiegato nel testo.

  7. Quali erano le conseguenze politiche della riforma di Servio Tullio?
  8. La riforma portò all'abolizione dei comizi curiati e all'istituzione dei comizi centuriati, che permisero ai cittadini di eleggere il re e le alte cariche, aumentando la partecipazione politica, come indicato nel testo.

  9. In che modo la riforma ha reso l'esercito romano più efficace?
  10. La riforma ha reso l'esercito romano più numeroso e meglio armato, poiché i cittadini si arruolavano in base alle loro possibilità economiche, senza limiti al numero di soldati, come evidenziato nel testo.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community