Concetti Chiave
- La riforma attribuita a Servio Tullio, sebbene storicamente discutibile, ha avuto un impatto significativo nel favorire i plebei e migliorare l'organizzazione militare romana.
- Prima della riforma, il servizio militare era occasionale e basato su una leva ad hoc, con i cittadini pronti a rispondere a chiamate per la difesa della città.
- La riforma ha portato all'eliminazione della divisione in curie e tribù, introducendo cinque classi sociali basate sulla ricchezza e una classe di proletari senza mezzi economici.
- Ogni classe sociale aveva obblighi militari specifici, con i più ricchi arruolati come cavalieri, mentre i proletari erano esclusi dall'esercito, influenzando i diritti politici.
- L'organizzazione dell'esercito è diventata più efficace, con un arruolamento basato sulle capacità economiche, incrementando la dimensione e l'armamento dell'esercito romano.
Qual è la riforma di Servio Tullio?
La leggenda attribuisce a Servio Tullio un’importante riforma della società romana. In effetti una riforma ci fu, anche se non è storicamente esatto attribuirla al periodo in cui avrebbe regnato Servio: essa comunque fu opera dei re etruschi e ciò è comprensibile, poiché si trattò sostanzialmente di una riforma che favoriva i plebei.
La riforma fu necessaria anche per regolare il servizio militare.
Organizzazione militare romana
Prima della riforma il servizio era occasionale, nel senso che ogni cittadino si procurava delle armi e le teneva da parte, continuando ad attendere alle sue abituali occupazioni. In caso di assalti nemici o di spedizioni da farsi contro «oppida» vicini, i re bandivano la legio, cioè la leva militare (in latino «legio» = raccolta). Tutti lasciavano il lavoro, prendevano le armi ed accorrevano alla Curia, il grande recinto ai centro della città dove avvenivano le votazioni.
Qui si sceglievano i meglio armati e i più validi: si dovevano mettere insieme per ogni curia di cittadini almeno cento fanti e dieci cavalieri. Siccome le curie erano dieci per tribù, ogni tribù forniva mille fanti e cento cavalieri. Questo complesso era chiamato legio (legione, frutto della raccolta) ed era comandato da un tribunus militum (= capo dei mille uomini forniti dalla tribù). Nella legione i gruppi di cento fanti erano chiamati centurie e comandati da un centurione. In complesso l’esercito romano dei primordi contava tre legioni, per un ammontare di tremila fanti e trecento cavalieri. Terminata la guerra, l'esercito si scioglieva e ciascuno tornava alle proprie occupazioni.
Con l’allargamento della città e la crescita della popolazione, aumentarono le esigenze di difesa e di offesa e si pose il problema di organizzare meglio l’esercito. La riforma che va sotto il nome di Servio Tullio cercò quindi di risolvere due problemi: favorire l’elemento etrusco-plebeo e riorganizzare l'esercito.
Divisione in classi sociali
Venne eliminata la divisione della popolazione in curie e tribù; la popolazione venne invece divisa in cinque classi, in base alla ricchezza (in terre o in danaro). Vi era poi una sesta classe alla quale appartenevano coloro che non avevano ricchezze, ma soltanto prole, figli, ed erano detti proletari.
Conseguenze politiche e militari
Ogni classe aveva obblighi militari: i più ricchi (patrizi o plebei che fossero) dovevano fornirsi a proprie spese di cavalli ed armi adeguate e venivano arruolati come cavalieri, gli altri si armavano più semplicemente e combattevano come fanti. I proletari, che non avevano mezzi per procurarsi le armi, non erano tenuti a far parte dell'esercito. Ciò potrebbe apparire un vantaggio ma era invece un danno, poiché in base alla partecipazione all’esercito si godevano i diritti politici. Vennero infatti aboliti i comizi curiati e al loro posto vennero istituiti i comizi centuriati, cioè l'assemblea dei cittadini che facevano parte delle centurie in cui restava suddivisa la legione. Erano i comizi ad eleggere il re e le alte cariche dello stato.
Con questo sistema l’esercito romano diventò più numeroso e meglio armato, in quanto era formato in base alle possibilità economiche dei cittadini: più se ne armavano e più l’esercito aumentava, non essendovi limite ai numero dei soldati da arruolare. Inoltre i cittadini erano tutti messi alla pari dal punto di vista politico, eccettuati i proletari.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della riforma attribuita a Servio Tullio nella società romana?
- Come era organizzato il servizio militare romano prima della riforma?
- Quali erano le nuove classi sociali introdotte dalla riforma e come influenzavano il servizio militare?
- Quali erano le conseguenze politiche della riforma di Servio Tullio?
- In che modo la riforma ha reso l'esercito romano più efficace?
La riforma di Servio Tullio, sebbene non storicamente attribuibile al suo regno, rappresenta un cambiamento significativo nella società romana, favorendo i plebei e regolando il servizio militare, come evidenziato nel testo.
Prima della riforma, il servizio militare era occasionale, con i cittadini che si procuravano armi e rispondevano a chiamate militari in caso di attacchi, come descritto nel testo.
La riforma eliminò la divisione in curie e tribù, introducendo cinque classi basate sulla ricchezza, con una sesta classe per i proletari, influenzando gli obblighi militari e i diritti politici, come spiegato nel testo.
La riforma portò all'abolizione dei comizi curiati e all'istituzione dei comizi centuriati, che permisero ai cittadini di eleggere il re e le alte cariche, aumentando la partecipazione politica, come indicato nel testo.
La riforma ha reso l'esercito romano più numeroso e meglio armato, poiché i cittadini si arruolavano in base alle loro possibilità economiche, senza limiti al numero di soldati, come evidenziato nel testo.