Concetti Chiave
- La fase danese della guerra (1621-1625) vide l'alleanza dell'Unione evangelica con Danimarca, Svezia e Olanda contro l'Impero e la Spagna, ma si concluse con la vittoria cattolica.
- Vallenstein, un commerciante di successo, creò un esercito privato e si unì all'imperatore, risultando cruciale per le vittorie cattoliche durante la fase danese.
- La fase svedese (1630-1635) si innescò dopo l'editto di restituzione del 1629, che richiedeva ai protestanti di restituire beni ai cattolici, portando la Svezia a intervenire nella guerra.
- Sotto il regno di Gustavo Adolfo, la Svezia sviluppò un esercito moderno, ben equipaggiato e addestrato, che utilizzava artiglierie leggere e uniformi, segnando un'innovazione militare.
- Nella battaglia di Lützen, l'esercito svedese ottenne una vittoria ma subì la perdita del re Gustavo Adolfo, portando a una ritirata e al congelamento dell'editto di restituzione.
La fase danese della guerra
La seconda fase fu quella danese che durò dal 1621 al 1625 (?). in questa fase l’Unione evangelica si alleò con la Danimarca, la Svezia e l’Olanda contro l’Impero e la Spagna. È detta fase danese perché di fronte alla vittoria cattolica, il re di Danimarca Cristiano IV temeva che si formasse un pericoloso asse cattolico tra Spagna e Impero e così cercò di indebolire questa intesa. A questo progetto aderirono anche le maggiori potenze protestanti del tempo, cioè la Svezia e l’Olanda. Anche in questa fase, però, l’esito fu che la Spagna e l’Impero trionfarono sui protestanti.
Il ruolo di Vallenstein
L’artefice di questa vittoria fu soprattutto Vallenstein: egli era un commerciante ricchissimo che aveva sempre avuto il sogno di fare il generale. Così quando era scoppiata la seconda fase della guerra aveva deciso di comprare e allestire un proprio esercito e, affiancandosi all’imperatore, fu determinante per la vittoria. Nel corso della prima fase della guerra, si combatté anche in Italia perché la Valtellina, che apparteneva alla Svizzera, decise di rivoltarsi e nel 1620 avvenne il sacro macello della Valtellina in cui i valtellinesi massacrarono i funzionari svizzeri.
La fase svedese e Gustavo Adolfo
La terza fase è detta svedese e vide combattere gli stessi blocchi che si erano contrapposti nella seconda fase e durò dal 1630 al 1635. Dopo aver vinto contro la Danimarca, l’imperatore decise di promulgare nel 1629 l’editto di restituzione. L’imperatore impose di restituire ai cattolici tutto ciò che aveva loro usurpato dal 1519 in poi. Questo editto era considerato inaccettabile dai protestanti e fu così che intervenne in prima linea la Svezia. La Svezia era governata dalla dinastia Vasa e il re era Gustavo Adolfo. Sotto il suo regno, la Svezia si era molto sviluppata e si era arricchita grazie alle risorse di legname e ferro purissimo. La Svezia aveva pochi abitanti e per questo aveva inventato la leva obbligatoria.
L'esercito svedese e la battaglia di Lützen
L’esercito svedese non era numeroso, ma molto equipaggiato e addestrato. Fu il primo esercito a usare l’uniforme e a essere diviso in gruppi stabili. Ogni gruppo aveva un comandante esperto e l’esercito svedese è considerato il primo esercito moderno. In più era dotato delle artiglierie più efficienti e leggere così da essere trasportabili. Ogni soldato svedese aveva un forte senso nazionale e combatteva per la causa della sua nazione. Con questo esercito, Gustavo Adolfo sbarcò sul continente e sconfisse ripetutamente l’esercito imperiale anche perché Vallenstein era stato licenziato poiché era divenuto troppo potente. Gli svedesi arrivarono addirittura a conquistare monaco di Baviera. Nel corso della guerra, però, l’esercito svedese si assottigliava sempre di più; nel frattempo l’Impero in evidente difficoltà richiamò Vallenstein. Così nella battaglia di Lützen vinse nuovamente l’esercito svedese, ma morì in battaglia il re Gustavo Adolfo. A questo punto gli svedesi furono costretti a ritirarsi, vinse di nuovo l’Impero, ma venne congelato l’editto di restituzione.
Domande da interrogazione
- Qual è il motivo principale dell'alleanza tra l'Unione evangelica e la Danimarca durante la fase danese della guerra?
- Chi fu Vallenstein e quale ruolo ebbe nella fase danese della guerra?
- Quali furono le conseguenze dell'editto di restituzione promulgato dall'imperatore nel 1629?
- In che modo l'esercito svedese si distinse durante la fase svedese della guerra?
L'alleanza fu motivata dalla paura del re di Danimarca Cristiano IV di un pericoloso asse cattolico tra Spagna e Impero, spingendolo a cercare di indebolire questa intesa con l'aiuto di Svezia e Olanda.
Vallenstein, un commerciante ricchissimo con il sogno di diventare generale, acquistò e allestì un esercito che, affiancandosi all'imperatore, fu determinante per la vittoria cattolica sui protestanti.
L'editto di restituzione, che imponeva ai protestanti di restituire ai cattolici i beni usurpati dal 1519, fu considerato inaccettabile dai protestanti e portò all'intervento della Svezia nella guerra.
L'esercito svedese, considerato il primo esercito moderno, si distinse per la sua equipaggiamento, l'uso di uniformi, la divisione in gruppi stabili e l'adozione di artiglierie leggere, contribuendo a numerose vittorie contro l'esercito imperiale.