Concetti Chiave
- La Germania nazista, nella seconda metà degli anni '30, puntava a rimettere in discussione gli accordi di Versailles e ad espandere il proprio territorio verso est.
- L'alleanza tra Italia e Germania, nota come Asse Roma-Berlino, si consolidò nel 1936 e portò all'annessione dell'Austria da parte della Germania nel 1938.
- La Conferenza di Monaco del 1938 sancì l'annessione dei Sudeti alla Germania, creando false aspettative di pace tra le potenze europee.
- Il patto d'acciaio tra Italia e Germania e il patto di non aggressione con l'Unione Sovietica furono determinanti per l'avvio della seconda guerra mondiale, culminando con l'attacco alla Polonia nel settembre 1939.
- La guerra subì una svolta decisiva nel 1943 con la vittoria sovietica a Stalingrado e la pianificazione dell'operazione Overlord, che portò alla liberazione dell'Europa.
Qual è l'espansione della Germania nazista?
Non è difficile individuare il soggetto che nella seconda metà degli anni Trenta spinse sistematicamente verso la guerra: è la Germania nazista, la quale si pose come si pose come principali obiettivi quelli di rimettere in discussione gli accordi di Versailles (trattato di pace della I guerra mondiale) e assicurare al terzo Reich tedesco nuovi spazi e territori verso est.
Si tratta di una linea aggressiva che muove in un progressivo crescendo; i primi obiettivi sono quelli di ricomporre il popolo tedesco sotto un unico Stato, il Reich, e quindi, in primo luogo, a Berlino si vuole l'annessione dell'Austria.
L'asse Roma-Berlino e l'annessione dell'Austria
In un primo momento Mussolini, preoccupato per quella che all'epoca gli sembrava un'esagerata espansione della Germania, pressa con decisione per non far intervenire le truppe tedesche in suolo austriaco. Dopo l'avventura in Etiopia l'Italia si avvicina sempre più alla Germania, dalla quale riceve sostegni materiali e appoggio diplomatico; nell'ottobre 1936 le buone relazioni diplomatiche si traducono in un'alleanza - l'Asse Roma-Berlino - risaldata ulteriormente con un nuovo accordo nel 1937, che include anche il Giappone, e dalla collaborazione nella guerra di Spagna a sostegno delle truppe di Franco.
Mussolini non ha più ragioni ti temere l'espansione della Germania verso l'Austria: il 13 marzo 1938 l'esercito nazista tedesco entra a Vienna. E' l'atto di forza che conduce alla formale annessione dell'Austria alla Germania.
Tutta l'operazione avviene senza alcun interessamento di nessun'altra potenza europea. In particolare il governo britannico, filo conservatore, dà la sensazione di accettare il fatto compiuto, "pro bono pacis" ovvero affinché la pace sia mantenuta.
Hitler interpreta questa decisione del governo britannico come un gesto di debolezza e decide di compiere un'altra mossa: annettere i Sudeti, territorio al confine tra Germania e Cecoslovacchia, con una maggioranza di popolazione tedesca, al Reich.
La conferenza di Monaco e l'annessione dei Sudeti
Mussolini prende l'iniziativa di una Conferenza internazionale alla quale partecipano lui stesso, Hitler, Regno Unito e Francia. La Conferenza si tiene a Monaco tra il 29-30 settembre 1938: senza consultare il governo cecoslovacco, Italia, Regno Unito e Francia, riconoscono alla Germania il diritto di annettesi i Sudeti.
La conclusione del patto di Monaco è accettata dall'opinione pubblica occidentale come un grande risultato perché si pensa, erroneamente, che il successo diplomatico e l'annessione dei Sudeti basti alla Germania e che la pace sia al sicuro.
La Germania però non è ancora soddisfatta: tutta la sua struttura socio-economica è basata in funzione di un'imminente espansione territoriale.
Il patto d'acciaio e l'inizio della seconda guerra mondiale
Nel maggio 1939 Italia e Germania stipulano un accordo, il patto d'acciaio, il quale prevede che se uno dei due paesi si trova impegnato in una guerra (non solo una guerra difensiva ma anche una aggressiva), l'altro è obbligato ad intervenire in aiuto. L'Italia fa notare che non è ancora pronta per un conflitto e viene rassicurata da Hitler il quale accetta di non avere intenzione di scatenate un conflitto prima di due-tre anni.
Il 23 agosto 1939 la Germania firma con l'Unione Sovietica un "patto di non aggressione" che garantiva rapporti diplomatici nazisti e sovietici.
Il 1° settembre 1939 le truppe tedesche attaccano la Polonia. Il 3 settembre Francia e Regno Unito dichiarano guerra alla Germania. L'Italia dichiara la sua non "belligeranza", ovvero la sua momentanea neutralità, a causa della sua impreparazione militare. A metà settembre i sovietici attaccano la Polonia, gli Stati baltici e la Finlandia. E' l'inizio della seconda guerra mondiale.
L'espansione della guerra e l'intervento del Giappone
Mussolini, convinto dell'invincibilità delle truppe naziste, dichiara guerra il 10 giugno 1940 alla Francia quando questo stato stava ormai per crollare. Nonostante ciò le truppe italiane danno pessima prova di sé. La Francia cede e i nazisti decidono di dividerla in due: l'area settentrionale gestita dalla diretta amministrazione nazista, quella meridionale è affidata al governo collaborazionista del generale Pètain che elegge la città Vichy come capitale.
Intanto tra il 1941 e il 1942 la guerra si fa davvero mondiale con l'intervento attivo del Giappone negli Stati Uniti. Il 7 dicembre 1941, senza notificare alcun ultimatum, l'aviazione giapponese attacca la flotta statunitense nella base di Pearl Harbor, Hawaii, distruggendola quasi completamente. Il presidente Roosevelt dichiara guerra al Giappone e contestualmente anche all'Italia e alla Germania. Direttamente minacciata nei suoi possedimenti coloniali l'Inghilterra dichiara guerra al Giappone. Dal 1941 dunque la guerra diventa davvero mondiale.
La svolta della seconda guerra mondiale
Nel 1943 l’andamento della seconda guerra mondiale subisce una svolta decisiva.
Dopo la vittoria di Stalingrado, è ormai chiaro che l’Armata Rossa è destinata al trionfo, nonostante lo strenuo tentativo di contrattacco messo a punto dai tedeschi. A metà luglio, infatti, la controffensiva sovietica si era già dimostrata inarrestabile e avanzerà fino alla caduta di Berlino (1° maggio 1945).
Nel novembre-dicembre 1943, Churchill, Roosevelt e Stalin nel corso della conferenza di Teheran, oltre a discutere di questioni politico-strategiche, pianificano l’operazione Overlord, lo sbarco in Normandia. In un secondo incontro, tenutosi nel 1945 a Jalta, gli Alleati decidono di attaccare la Germania e, mentre gli eserciti angloamericani puntano verso Berlino, in Italia i partigiani cominciano a liberare le città.
La fine della guerra e la resa del Giappone
Il 28 aprile 1945 Mussolini, arrestato da un gruppo di partigiani, viene fucilato insieme alla sua amante Clara Petacci. Due giorni dopo, Hitler, per sottrarsi alla ormai imminente cattura degli Alleati, si suicida.
Il Giappone, colpito dalla bomba atomica nell’agosto dello stesso anno, sarà costretto alla resa.
Il 2 settembre 1945 viene firmato l'armistizio: la guerra è finita
Domande da interrogazione
- Quali erano gli obiettivi principali della Germania nazista negli anni '30?
- Come si è sviluppata l'alleanza tra Italia e Germania?
- Qual è stata la reazione delle potenze occidentali alla Conferenza di Monaco?
- Qual è stato il ruolo del Giappone nell'espansione della guerra?
- Quali eventi hanno segnato la fine della Seconda Guerra Mondiale?
La Germania nazista mirava a rimettere in discussione gli accordi di Versailles e a garantire nuovi spazi e territori verso est, con l'obiettivo di unificare il popolo tedesco sotto un unico Stato, il Reich.
L'alleanza tra Italia e Germania, nota come Asse Roma-Berlino, si è consolidata nel 1936 e 1937, culminando nell'annessione dell'Austria da parte della Germania nel 1938, senza opposizione significativa da parte delle potenze europee.
La Conferenza di Monaco del settembre 1938 ha visto Italia, Regno Unito e Francia riconoscere il diritto della Germania di annettersi i Sudeti, con l'opinione pubblica occidentale che considerava questo accordo come un grande successo diplomatico, erroneamente credendo che avrebbe garantito la pace.
Il Giappone ha ampliato il conflitto mondiale attaccando la flotta statunitense a Pearl Harbor il 7 dicembre 1941, portando gli Stati Uniti a dichiarare guerra al Giappone, all'Italia e alla Germania, trasformando così la guerra in un conflitto globale.
La guerra si è conclusa con la fucilazione di Mussolini il 28 aprile 1945, il suicidio di Hitler due giorni dopo e la resa del Giappone, segnata dalla firma dell'armistizio il 2 settembre 1945, dopo il bombardamento atomico di agosto.