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Concetti Chiave

  • La crisi della modernità segna l'inizio di una lotta per la secolarizzazione, utilizzando il metodo sperimentale e la filologia come strumenti principali.
  • La filologia analizza i testi religiosi in modo controverso, portando a conflitti tra le diverse confessioni e alla persecuzione di pensatori come Richard Simon.
  • Spinoza, attraverso la sua analisi dell'Antico Testamento, sostiene che i testi sacri sono invenzioni umane, contribuendo a una nuova visione storica centrata sull'uomo.
  • Voltaire promuove una rivoluzione storiografica, spostando l'attenzione dalle narrazioni sacre a una storia materiale che valorizza tutte le civiltà e il progresso sociale.
  • La società dell'antico regime è caratterizzata da una gerarchia tripartita che sancisce giuridicamente la disuguaglianza, giustificata dai privilegi dei proprietari terrieri.

Qual è la crisi della modernità?

Con la crisi della modernità inizia una grande guerra per la secolarizzazione tramite due strumenti principali:

- il metodo sperimentale;

- la filologia.

Il ruolo della filologia

Attraverso la filologia i testi vengono analizzati attraverso un meccanismo controverso (i protestanti cercano di screditare i cattolici e viceversa).

Nel 1670 Richard Simon si accorge che un testo dell’Antico Testamento è stato travisato, viene addirittura perseguitato dai suoi (Bossuet), in quanto il disordine e la libertà di pensiero vengono percepiti come pericolosi.

C’è anche chi usa la filologia per demolire i testi sacri, rivendicando la libertà di pensiero e coscienza. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, non comunicano ciò che sanno al pubblico per timore di venire perseguitati.

Spinoza e la filologia biblica

Spinoza vene perseguitato e scacciato dalla comunità ebraica pur essendo ebreo. Nel 1670 aveva analizzato l’Antico Testamento (filologia biblica) e aveva scoperto che era un testo storico (non poteva essere stato scritto da Mosè); non era quindi la parola di Dio ma di persone vissute dopo, un’invenzione poetica degli uomini. Non avrebbe dunque senso utilizzare quel libro come forma di orientamento comportamentale.

Si comincia a pensare che la storia la crea l’uomo, non Dio.

Voltaire e la rivoluzione storiografica

La prima rivoluzione storiografica si ha con Voltaire. Voltaire dal 1730 si occupa della storia materiale, vi è una sostituzione tra la vecchia teologia storica e una nuova filosofia storica, che rimpiazza l’historia salutis.

Alla storia sacra interessava solo ciò che avevano fatto il popolo eletto e i popoli che interagivano con esso.

Secondo Voltaire, invece, tutte le civiltà sono degne di essere studiate. Con l’Illuminismo si passa quindi da un ordine celeste ad un ordine terreno.

Ciò che è importate diventa ciò che ci rende moderni e diversi dagli altri, i soggetti della storia diventiamo “noi”, la collettività. Dall’immobilità si passa al movimento, quindi al progresso.

La società dell'antico regime

La figura del re si ispira a quella del patriarca biblico, in un rapporto di dipendenza diretta con i sudditi. Secondo la dottrina dei due corpi il sovrano ha un corpo mortale e uno mistico (all’interno del mortale, che vive nel nuovo re quando il vecchio muore). Il sovrano risponde solo alla legge di Dio.

Con il tiranno il rapporto con Dio si interrompe.

La società dell’antico regime è composta da tre ordini principali:

• Gli oratores (pregano assicurando a tutti la benevolenza di Dio)

• I bellatores (combattono, sicurezza)

• Il terzo stato

Le persone non esistono quindi come singoli ma solo come facenti parte di quest’ordinamento di tipo teologico. Il tempo perfetto, infatti, è quello ternario (essendo il 3 un numero sacro).

La concezione di ordine tripartito ha origini platoniche, la grande catena di esseri creati era divisa in oggetti inanimati, esseri animati e intelligenza celeste.

La società organica è un sistema al quale è impossibile sottrarsi, un ordine eterno e immutabile.

L’uomo è sottoposto a un ordinamento particolarmente repressivo; questo mondo tri funzionale (canonizzato nei scoli XI – XIII) rimane giuridicamente in piedi fino al 1789.

La disuguaglianza giuridica

La società dell’antico regime, dunque, sancisce giuridicamente la disuguaglianza.

Quando Turgot (fisiocratico) decide di far abolire la corvé e far pagare le riparazioni delle strade ai proprietari terrieri, essi (per difendere i loro privilegi) si rifanno alla ripartizione tri funzionale.

Il privilegio consiste nella negazione dell’uguaglianza giuridica dei soggetti.

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Domande da interrogazione

  1. Quali strumenti principali hanno caratterizzato la secolarizzazione durante la crisi della modernità?
  2. La secolarizzazione è stata guidata principalmente dal metodo sperimentale e dalla filologia, che hanno permesso un'analisi critica dei testi e delle credenze religiose.

  3. Come ha influenzato la filologia la percezione dei testi sacri?
  4. La filologia ha portato a scoperte come quella di Richard Simon, che ha rivelato travisamenti nei testi dell’Antico Testamento, suscitando timori di persecuzione per la libertà di pensiero.

  5. Qual è stata la scoperta di Spinoza riguardo all'Antico Testamento?
  6. Spinoza ha concluso che l'Antico Testamento non era la parola di Dio, ma un testo storico scritto da uomini, suggerendo che la storia è creata dall'uomo e non da Dio.

  7. In che modo Voltaire ha rivoluzionato la storiografia?
  8. Voltaire ha spostato l'attenzione dalla teologia storica a una nuova filosofia storica, affermando che tutte le civiltà meritano di essere studiate, promuovendo un'idea di progresso e movimento.

  9. Qual è la struttura della società dell'antico regime e come si manifesta la disuguaglianza giuridica?
  10. La società dell'antico regime è divisa in tre ordini (oratores, bellatores e terzo stato) e sancisce giuridicamente la disuguaglianza, come evidenziato dalla resistenza dei proprietari terrieri contro le riforme di Turgot.

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