Concetti Chiave
- Wilhelm Wundt fondò nel 1879 il primo laboratorio di psicologia sperimentale, segnando l'inizio della psicologia come scienza.
- Il funzionalismo di William James si oppose allo strutturalismo, focalizzandosi sulle funzioni dei processi mentali per la sopravvivenza umana.
- La psicologia della Gestalt, rappresentata da studiosi come Max Wertheimer, enfatizza la totalità dell'esperienza soggettiva piuttosto che la sua frammentazione.
- Sigmund Freud sviluppò la psicoanalisi, descrivendo la personalità attraverso tre punti di vista: topografico, strutturale e dinamico.
- La psicologia umanistica, rappresentata da Abraham Maslow e Carl Rogers, pone l'accento sull'autorealizzazione e sul ruolo attivo del cliente nella terapia.
La nascita della psicologia
La nascita della psicologia come scienza si fa risalire all’opera di Wilhelm Wundt, che nel 1879 fondò a Lipsia il primo laboratorio di psicologia sperimentale. Il metodo utilizzato era quello introspettivo, che si dimostrò efficace per osservare e analizzare i contenuti mentali. Va a Edward Titchener, allievo di Wundt, il merito di aver iniziato lo strutturalismo, secondo cui la mente è scomponibile in unità semplici e analizzabili.
Il funzionalismo e la Gestalt
Il funzionalismo: allo strutturalismo si contrappose il funzionalismo, che si affermò negli Stati Uniti grazie all’opera di William James. Secondo questa corrente occorre studiare non già i processi mentali in se stessi, ma le loro funzioni, orientate e garantire la sopravvivenza e l’adattamento dell’uomo al mondo esterno.
La psicologia della Gestalt: in Europa fu la gestaltpsychologie (psicologia della forma) a prendere le distanze dallo strutturalismo. I suoi esponenti principali furono Max Wertheimer, Wolfgang Köhler e Kurt Lewin. Secondo questi studiosi l’esperienza soggettiva non può essere frammentata e analizzata nel dettaglio, ma dev’essere considerata nella sua totalità.
Il condizionamento classico e operante
Il condizionamento classico: agli inizi del Novecento John Broadus Watson inaugurò il comportamentismo, che intende il comportamento come la risposta dell’individuo a uno stimolo. Watson distinse le risposte incondizionate, cioè naturali e innate, dalle risposte condizionate, dovute cioè all’associazione più o meno meccanica di uno stimolo condizionato a uno stimolo incondizionato, in modo da trasferire al primo la reazione che suscita naturalmente il secondo. Questa forma di apprendimento venne chiamata “condizionamento classico”.
Il condizionamento operante: a Burrhus Frederick Skinner, invece, si deve il riconoscimento del “condizionamento operante”, che vede il soggetto attivo nell’ambiente, da cui riceve rinforzi ora positivi (gratificazioni) ora negativi (scomparsa di una situazione spiacevole) e che modifica il suo operato.
La psicoanalisi di Freud
Tre modi di descrivere la personalità: un altro indirizzo che ha contribuito all’indagine della psiche umana è la psicoanalisi, inaugurata da Sigmund Freud agli inizi del Novecento. Freud descrisse la personalità dell’essere umano adottando tre punti di vista differenti. Secondo il punto di vista topografico, la mente si suddivide in conscio (costituito da contenuti consapevoli), inconscio (costituito da contenuti non consapevoli) e preconscio (costituito da contenuti inconsci, ma che possono diventare consci con una certa facilità). Secondo il punto di vista strutturale la mente si compone di tre istanze: Es (componente istintuale e primitiva), Io (componente organizzata) e Super-Io (che rappresentala coscienza morale). Secondo il punto di vista dinamico nell’uomo vi sono pulsioni orientate alla vita, alimentate da un’energia sessuale denominata libido, e pulsioni aggressive, orientate all’autodistruzione.
I meccanismi di difesa
I meccanismi di difesa: per Freud quando l’Io si sente minacciato dalle altre due istanze si carica di angoscia e attiva meccanismi di difesa (come la rimozione, la proiezione, la formazione reattiva, l’identificazione), per mezzo dei quali allontana dalla coscienza contenuti psichici ritenuti immorali o inaccettabili.
La teoria della sessualità
La teoria della sessualità: nella teoria freudiana lo sviluppo psico-sessuale dell’individuo avviene seguendo determinate fasi. Esse sono: la fase orale, che caratterizza il primo anno di vita, in cui la libido si concentra nella zona orale; la fase anale, che dura dai 18 mesi ai 3 anni circa, in cui la libido investe la zona uretrale-anale; la fase fallica, fra i 3 e i 5 anni, in cui la libido investe la zona del fallo; la fase di latenza, dai 6 anni all’inizio della pubertà, che è caratterizzata da una relativa quiescenza delle pulsioni; la fase genitale, che coincide con la pubertà ed è caratterizzata dalla capacità di costruire una relazione matura con un partner.
La piramide dei bisogni
La piramide dei bisogni: la psicologia umanistica nacque negli Stati Uniti negli anni Sessanta del Novecento. Uno dei suoi rappresentanti principali, Abraham Maslow, affermò che ogni individuo deve soddisfare alcuni bisogni fondamentali per poi potersi dedicare a esigenze di livello superiore, fino al raggiungimento dell’autorealizzazione. Maslow creò una gerarchia dei bisogni ben rappresentata da una piramide suddivisa in bisogni di carenza e bisogni di crescita.
La terapia centrata sul cliente
La terapia “centrata sul cliente”: un’altra figura-simbolo della psicologia umanistica è Carl Rogers, per il quale ogni individuo possiede un Sé, che rappresenta la consapevolezza di ciò che si è e che si sviluppa introiettando i giudizi e le valutazioni altrui. L’organismo, invece, rappresenta l’individuo nella sua totalità, con i suoi bisogni innati e sociali. Se tali bisogni vengono soddisfatti la persona sviluppa un Sé congruente, diversamente sviluppa un Sé incongruente. L’utente della psicologia umanistica non è più “paziente”, soggetto passivo, ma “cliente”, soggetto attivo e responsabile che indirizza consapevolmente il percorso terapeutico. Quest’ultimo si avvale del colloquio non diretto (il cliente non è guidato ma solo sostenuto dal terapeuta) e dall’ascolto attivo (il terapeuta si sintonizza profondamente con lo stato emotivo del cliente).
Il cognitivismo e il ruolo attivo
La rivalutazione dell’interiorità: il cognitivismo è un orientamento inaugurato da Ulric Neisser, che rivaluta i concetti di mente e di interiorità accantonati dal comportamentismo. Per descrivere il funzionamento della mente gli psicologi cognitivisti si avvalsero dell’analogia con il computer, che riceve degli input (dati di ingresso), li trasforma e restituisce degli output (dati in uscita).
Il ruolo attivo del soggetto: secondo Neisser l’individuo possiede un insieme di schemi mentali che sono alla base della sua continua interazione con il mondo esterno; tali schemi sono a loro volta condizionati e modificati da quest’ultimo. L’uomo, pertanto, non è un soggetto passivo, come voleva il comportamentismo, ma un soggetto attivo, che esplora consapevolmente il proprio ambiente e seleziona le informazioni utili e funzionali al suo agire.
Domande da interrogazione
- Chi è considerato il fondatore della psicologia come scienza?
- Qual è la differenza principale tra strutturalismo e funzionalismo?
- Cosa sostiene la psicologia della Gestalt riguardo all'esperienza soggettiva?
- Qual è la distinzione tra condizionamento classico e condizionamento operante?
- Come si struttura la personalità secondo la psicoanalisi di Freud?
Wilhelm Wundt è considerato il fondatore della psicologia come scienza, avendo istituito nel 1879 il primo laboratorio di psicologia sperimentale a Lipsia.
Mentre lo strutturalismo, avviato da Edward Titchener, si concentra sull'analisi dei contenuti mentali, il funzionalismo, promosso da William James, si focalizza sulle funzioni dei processi mentali per garantire l'adattamento dell'individuo all'ambiente.
La psicologia della Gestalt, rappresentata da studiosi come Max Wertheimer, afferma che l'esperienza soggettiva non può essere frammentata, ma deve essere considerata nella sua totalità.
Il condizionamento classico, introdotto da John Watson, si basa sull'associazione tra stimoli, mentre il condizionamento operante, sviluppato da Burrhus Skinner, implica che il soggetto attivo riceva rinforzi che influenzano il suo comportamento.
Freud descrive la personalità attraverso tre punti di vista: topografico (conscio, inconscio, preconscio), strutturale (Es, Io, Super-Io) e dinamico (pulsioni orientate alla vita e all'autodistruzione).