Concetti Chiave
- La scuola siriana, guidata da Giamblico, enfatizza la teurgia come approccio immediato al divino, differente dalla filosofia tradizionale.
- Giamblico critica Plotino, sostenendo che l'anima umana ha bisogno di aiuto divino per elevarsi all'intelligibile, richiedendo pratiche religiose.
- Giovanni Filopono nella scuola di Alessandria introduce l'idea di una forza motrice nei corpi e supporta la creazione dal nulla secondo la dottrina cristiana.
- Damascio, nella scuola di Atene, cerca di unire le teorie di Platone e Aristotele, integrando astrazione e reminescenza attraverso forme psichiche.
- Damascio propone un Uno completamente trascendente e ineffabile, che non può essere definito né considerato causa di nulla, preservando la sua assoluta trascendenza.
Qual è il ruolo della scuola siriana e Giamblico?
L’attività filosofica nel mondo tardo-antico si colloca in gran parte in oriente, con tre importanti scuole neoplatoniche.
• La scuola Siriana
Legata a Giamblico, in cui la teurgia ha un ruolo predominante: approccio al divino diverso e più immediato di quello reso invece possibile dal pensiero e dalla filosofia.
Giamblico prende anche esplicitamente le distanze dalla dottrina plotiniana dell’anima “indiscesa”: Plotino ha concesso uno statuto troppo elevato all’anima umana, innalzandola al livello delle anime superiori, che sono le uniche ad essere sempre a contatto con l’intelligibile. Giamblico invece sostiene che l’anima umana non è in grado con le sue sole forze (con il solo pensiero), senza aiuto divino, di risollevarsi al livello dell’intelligibile: da qui l’esigenza dei riti e delle pratiche di culto. L’anima è interamente scesa nel mondo del divenire e ne condivide l’assoluta mutevolezza.
C’è in Giamblico anche la tendenza alla moltiplicazione delle ipostasi:
i. Uno ineffabile
ii. Uno che è semplicemente tale (plotiniano)
iii. Coppia limite/illimitato il “misto”, o Uno-ente (in posizione subordinata
La “processione” giunge infine alla materia, attraverso l’intelletto e i gradi inferiori.
La scuola di Alessandria e Filopono
• La scuola di Alessandria
Giovanni Filopono prende un’interessante posizione nel campo della cosmologia e della fisica. Significativa è l’idea di una forza cinetica o motrice, impressa ai corpi mobili dal motore stesso.
Propende anche per la dottrina cristiana della creazione dal nulla del mondo o, per meglio dire, di un’interpretazione temporale della creazione del nulla.
Ammonio di Ermia sviluppa un elenco delle definizioni della filosofia, poi fissato da David l’Armeno:
A. Oggetto
i. Prossimo: conoscenza dell’esistente in quanto tale
ii. Remoto: conoscenza delle cose divine e umane
B. Scopo
i. Prossimo: meditazione sulla morte
ii. Remoto: diventare simili a Dio nella misura in cui ciò è umanamente possibile
C. Priorita: l’arte delle arti e la scienza delle scienze
D. Etimologia: amore della sapienza
La scuola di Atene e Damascio
• La scuola di Atene
Plutarco e Siriano. Il secondo di preoccupa di ripensare la compatibilità di Platone e Aristotele, mettendo insieme la teoria aristotelica dell’astrazione con la teoria platonica della reminescenza. La connessione si realizza in questo modo: tra i concetti aristotelici ottenuti per astrazione e le forme intelligibile separate si inserisce un altro tipo di forme intrinseche all’anima (forme psichiche). Esse possiedono lo stesso contenuto oggettivo dei concetti ottenuti per astrazione, ma sono d’altra parte anche immagini o riflessi immanenti all’anima delle forme pure presenti nell’intelletto divino.
Nel 529 l’imperatore Giustiniano fa chiudere la scuola di Atene. Dell’ultimo gruppo di suoi filosofi è rilevante Damascio, con il quale riesplode il conflitto tra le due esigenze contrapposte di garantire al principio primo sia un’assoluta trascendenza sia un ruolo causale nei confronti di ciò che segue.
Se l’Uno è veramente ineffabile, non può essere ritenuto principio o causa di nulla. Dire che l’Uno è principio o causa del resto significa in effetti dirne già qualcosa, e dunque rendere del tutto fittizia l’ineffabilità. L’Uno di Plotino veniva posto in relazione con altro, ovvero viene “coordinato” con altro, con il molteplice. Ma ciò che è coordinato è appunto relativo e non assoluto, ed è pensabile, e non assolutamente impensabile.
Allora, al di sopra di questo Uno-principio c’è un Uno completamente separato, che non sta in relazione, ovvero che è totalmente “scoordinato”, tanto rispetto al mondo intelligibile quanto a quello sensibile. Un simile uno è talmente impensabile che non se ne può dire nulla, neppure – paradossalmente – che è trascendente.
Infatti definendolo tale si nega proprio la sua vera trascendenza, perché nel termine “trascendente” è comunque implicito un riferimento ad altro: qualcosa si dice “trascendente” in quanto si pone al di là di altro, in quanto trascende altro. Non resta allora che seguire la via del silenzio, il più radicale.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo della teurgia nella scuola siriana di Giamblico?
- Come si differenzia il pensiero di Giamblico da quello di Plotino riguardo all'anima?
- Qual è l'idea principale di Giovanni Filopono nella scuola di Alessandria?
- Come cerca Damascio di conciliare le teorie di Platone e Aristotele?
- Qual è la posizione di Damascio riguardo all'Uno e alla sua trascendenza?
Nella scuola siriana, la teurgia ha un ruolo predominante, offrendo un approccio al divino più immediato rispetto al pensiero filosofico, come evidenziato nel testo.
Giamblico si distacca dalla dottrina plotiniana, sostenendo che l'anima umana non può elevarsi all'intelligibile senza aiuto divino, a differenza di Plotino che le conferisce uno statuto elevato.
Filopono propone l'idea di una forza cinetica impressa ai corpi mobili dal motore stesso, sostenendo anche la dottrina cristiana della creazione dal nulla, come descritto nel testo.
Damascio tenta di unire la teoria aristotelica dell'astrazione con quella platonica della reminescenza, introducendo forme psichiche intrinseche all'anima che riflettono le forme pure dell'intelletto divino.
Damascio sostiene che l'Uno deve essere completamente separato e ineffabile, non potendo essere considerato principio o causa di nulla, poiché ciò negherebbe la sua vera trascendenza, come indicato nel testo.