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Concetti Chiave

  • L'uomo, nel tentativo di dominare il mondo, mostra una natura distruttiva, spinta da sentimenti irrazionali come l'odio, che creano divisioni e conflitti.
  • Il Novecento è un periodo di fallimento umano, caratterizzato da guerre devastanti che hanno distrutto ogni ottimismo e idea di progresso, come evidenziato dalla tecnologia avanzata dell'epoca.
  • Le teorie di Nietzsche e dei maestri del sospetto rispecchiano la crisi di valori e certezze che ha segnato il secolo, portando a una sfiducia diffusa nel progresso umano.
  • Poeti francesi del Novecento, come Rimbaud e Prévert, hanno immortalato l'orrore della guerra e la perdita di umanità nelle loro opere, rifiutando la violenza e la morte.
  • La poesia di questo periodo storico esprime una sensibilità profonda nei confronti della sofferenza umana, evidenziando il dramma della guerra e la fragilità della vita.

Qual è la natura distruttiva dell'uomo?

L'esigenza di uno scontro nasce nel momento in cui ci dimentichiamo di essere "morti che conversano con morti" (Borges). In effetti, osservandoci dall'alto, dalla distanza del Pale Blue Dot (Sagan) di Voyager 1 , la guerra non è solo spaventosa, ma è anche inutile. Nonostante ciò, sin dai primi istanti in cui l'uomo, imparando a plasmare il terreno secondo i suoi bisogni, ha rinunciato a millenni di nomadismo ritagliando per sé "pezzetti di mondo", si è sempre avvertita l'irrazionale e vana esigenza di averne di più, spesso limitando territori "di" un altro. Infatti, già Fedro aveva capito che l'uomo, l'essere vivente tra i più sviluppati e intelligenti (questo, ovviamente, secondo l'uomo stesso), nient'altro era che più bestia degli altri animali, che quando agiscono lo fanno unicamente per istinto, mentre noi siamo mossi da sentimenti (ir)razionali, come l'odio. L'odio, che crea spaccature tra uguali. Nonostante siano passati duemila anni da allora, nella nostra indole continua a prevalere la distruzione alla costruzione.

Il fallimento del Novecento

Il Novecento, in effetti, è stato il risultato diretto ed evidente del fallimento dell'uomo: davanti a non una, ma due tra le guerre in assoluto più distruttive, sanguinose e folli di tutti i nostri registri storici, proprio in un periodo in cui il progresso tecnologico era sotto gli occhi di tutti, ogni idea di ottimismo, di progresso come movimento graduale e ideale dal male al bene, automaticamente decade.

In effetti, il Novecento è stato l'effettivo avvento della distruzione di ogni certezza, tradizione, verità e fede così teorizzata da Nietzsche e dagli altri maestri del sospetto.

Poesia e sensibilità in Francia

In Francia, alcuni poeti vissuti in questo periodo storico hanno scritto poesie ormai senza tempo e di un valore inestimabile circa la sensibilità e l'umanità. Rimbaud in Le dormeur du val descrive un giovane ragazzo senza vita, caduto in guerra, che riposa in una valle. Prévert in Barbara definisce l'effetto delle armi come una plutei de fer dalla quale niente resta intatto o vivo. Vian in Le Déserteur scrive al Président di rifiutarsi di fare la guerra, perché non è nato per uccidere.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la visione dell'uomo rispetto alla guerra secondo il testo?
  2. Il testo evidenzia che l'uomo, pur essendo un essere razionale, è spinto da sentimenti irrazionali come l'odio, che portano alla distruzione piuttosto che alla costruzione. La guerra è vista come un'azione inutile e spaventosa, frutto di una continua insoddisfazione e desiderio di possesso (citando Borges e Sagan).

  3. Come viene descritto il Novecento nel contesto del fallimento umano?
  4. Il Novecento è descritto come un periodo di grande distruzione e fallimento, caratterizzato da due guerre mondiali devastanti che hanno minato ogni idea di progresso e ottimismo, portando alla distruzione di certezze e valori fondamentali, come teorizzato da Nietzsche.

  5. Qual è il contributo dei poeti francesi alla sensibilità umana durante il Novecento?
  6. I poeti francesi, come Rimbaud, Prévert e Vian, hanno creato opere di grande valore che riflettono sulla guerra e sulla perdita umana. Le loro poesie esprimono la tragicità della guerra e il rifiuto della violenza, sottolineando la fragilità della vita e l'umanità in un contesto di distruzione.

Domande e risposte

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