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Concetti Chiave

  • La prima guerra punica rafforzò il partito democratico romano, portando un afflusso di appaltatori e affaristi in Sicilia, dove gli abitanti divennero sudditi tassati.
  • Cartagine, sotto la guida della famiglia Barca, si espanse in Spagna per compensare le perdite, trasformando tribù iberiche in soldati mercenari.
  • Annibale, dopo aver occupato Sagunto, attraversò le Alpi con un esercito ridotto, utilizzando tattiche astute come imboscate per infliggere perdite ai Romani.
  • La battaglia di Canne del 216 d.C. rappresentò una devastante sconfitta per Roma, con 70.000 soldati uccisi, evidenziando la superiorità strategica di Annibale.
  • Dopo la sconfitta, Roma impose a Cartagine severe condizioni di pace, inclusa la cessione di possedimenti africani e un pagamento annuale di 200 talenti d'oro per 50 anni.

Quali sono le conseguenze della prima guerra punica?

Il partito democratico che aveva voluto la guerra contro Cartagine, dopo la prima guerra Punica, ne uscì rafforzato: schiere di appaltatori vecchi e nuovi, di affaristi, finanzieri, si gettarono sulla Sicilia. Gli abitanti dell’isola vennero considerati sudditi e dovevano pagare la «decima», cioè una tassa pari a 1 /10 di ogni loro entrata.

Nel 238 Roma completò la conquista della Sardegna e più tardi vennero eliminati dal Mediterraneo i pirati illirici, rendendo così i traffici più sicuri.

Espansione cartaginese in Spagna

Nel frattempo Cartagine cercava di riorganizzarsi. La famiglia dei Barca divenne la più influente nella città ed Amilcare sostenne la necessità di occupare, per compensare la perdita di Sicilia e Sardegna, la Spagna, dove già esistevano colonie puniche e dove si trovavano ricche miniere d'oro, argento, ferro, rame, nonché pianure fertili.

La Spagna era allora abitata da tribù rozze, quelle degli Iberi, che i Cartaginesi domarono facilmente, trasformandone parecchi in fedeli soldati mercenari. Il genero di Amilcare, Asdrubale, fondò la città di Cartagena. Nel 221 Asdrubale morì e gli successe alla guida della famiglia il giovane figlio di Amilcare, Annibale, che aveva allora venticinque anni.

Annibale attraversa le Alpi

A Roma la ripresa punica veniva seguita con attenzione: a un certo punto il senato ingiunse ad Annibale di non espandersi oltre il fiume Ebro. Annibale, che desiderava riaccendere la guerra, occupò invece la città di Sagunto, alleata di Roma, e, fulmineamente, con un esercito composto da 90.000 fanti, 10.000 cavalieri, 50 elefanti, valicò i Pirenei, traversò il Rodano su zattere, passò le Alpi al Piccolo S. Bernardo.

Battaglia del Ticino e Trebbia

Durante la durissima traversata (era il settembre del 218 e la neve copriva i monti) l’esercito africano soffrì moltissimo: in Italia giunsero solo 25.000 fanti e 6000 cavalli. I Romani mandarono contro Annibale un esercito guidato dal console Publio Cornelio Scipione, il quale traversò il fiume Ticino ed attaccò battaglia, sicuro di vincere. Invece la cavalleria punica, che Annibale aveva nascosto per farla intervenire al momento opportuno, decise della battaglia; il console romano fu ferito e venne salvato dal figlio di 17 anni, il futuro Scipione l’Africano. Giungeva intanto da Roma l’altro esercito consolare, guidato dal console Sempronio, che si accampò alla destra del fiume Trebbia. Era di dicembre ed il fiume era gelato: Annibale mandò la cavalleria ad attaccare i Romani, poi i Cartaginesi finsero di fuggire e guadarono il fiume, inseguiti dalle fanterie romane. Quando i soldati romani, intirizziti, giunsero all’altra sponda, vennero assaliti dai Cartaginesi usciti dai loro nascondigli e furono sterminati.

Annibale avanza verso Roma

Annibale proseguì velocemente verso il Sud. Per far presto traversò le paludi della Maremma toscana, ove, a causa dell’umidità, perse la vista ad un occhio. Da Roma gli spedirono contro il console Flaminio, che si fece attirare in un’imboscata presso il lago Trasimeno, dove tutti i soldati romani, compreso il console ed eccettuati i prigionieri, vennero uccisi.

A questo punto a Roma si tremò: vennero rinforzate le mura e fu nominato un dittatore (cioè un console con pieni poteri): Quinto Fabio Massimo, mentre Annibale prendeva la via della Puglia. Fabio Massimo lo tallonava passo passo, cercando di indebolirne le forze, ma senza mai accettare battaglia in campo aperto, in quanto aveva compreso che la forza di Annibale stava anche nell’uso intelligente della cavalleria. A Roma questa tattica venne criticata dai democratici, i quali dettero a Fabio l’ironico soprannome di «Cunctator», il «perditempo».

Battaglia di Canne

Quando finì il mandato di Fabio, dietro la pressione dei democratici, vennero rieletti i consoli, che furono L. Emilio Paolo, di nobile famiglia, e M. Terenzio Varrone, figlio di un macellaio ed esponente del partito democratico.

I consoli marciarono verso Annibale, il quale si era fermato in Puglia, presso il villaggio di Canne, lungo il fiume Ofanto. Intorno si stendeva una sterminata pianura; il console Emilio era per attestarsi sulle lontane alture, Varrone voleva l'attacco immediato. Il giorno 2 agosto del 216 il comando toccò a Varrone, il quale schierò in battaglia gli 80.000 fanti e i 6000 cavalieri di cui disponeva. Annibale aveva 40.000 fanti e 10.000 cavalieri. Il capo cartaginese si dispose in modo che lo scirocco (caldo vento del Sud) soffiasse verso i Romani, poi nascose una parte della propria cavalleria. I Romani attaccarono al centro ed Annibale indietreggiò, disponendosi a ferro di cavallo ed accerchiando così i soldati nemici; nel frattempo la cavalleria punica nascosta si diresse alle spalle dei Romani e fu una strage. 70.000 Romani caddero, compreso il console Emilio; Varrone si salvò con pochi superstiti, fuggendo. Annibale perse 6000 soldati.

Reazione di Roma e battaglia di Zama

A Roma si presero provvedimenti di emergenza; vennero arruolati tutti gli uomini dai 17 anni in su, si promise la libertà ad 8000 schiavi se avessero combattuto per Roma, si tolsero persino le armi conservate nei templi.

Annibale, intanto, attendeva rinforzi da Cartagine per marciare su Roma. Fortunatamente una parte dell’esercito che i Romani erano riusciti faticosamente a mettere insieme, guidato dai consoli Claudio Nerone e Livio Salinatore, batté presso il fiume Metauro i rinforzi punici guidati dal fratello di Annibale, Asdrubale.

Annibale allora si ritirò in Lucania, in attesa di nuovi aiuti. Roma, senza indugio, decise di capovolgere la situazione e coraggiosamente inviò tutto ciò che aveva dal punto di vista militare (25.000 uomini e 50 navi) in Africa, sotto il comando del console Publio Cornelio Scipione (il ragazzo del Ticino). Scipione si rinforzò con la cavalleria fornitagli dal re della Numidia (piccolo stato africano ostile a Cartagine) Massinissa, e marciò su Cartagine. Annibale venne allora richiamato in patria d’urgenza, giusto in tempo per affrontare i Romani a Zama, a sud di Cartagine. Stavolta anche i Romani disponevano di una brillante cavalleria, inoltre i soldati di Annibale erano ormai stanchi: caddero a Zama 10.000 veterani cartaginesi delle campagne d’Italia (202 a.C.). Annibale fuggì dall’Africa, e Scipione venne autorizzato dal senato a fregiarsi del soprannome di «Africano».

Condizioni di pace imposte a Cartagine

Roma impose a Cartagine terribili condizioni di pace: la città punica doveva cedere tutti i possedimenti in Africa, consegnare tutte le navi e gli elefanti, mantenere a sue spese gli eserciti romani in terra africana, pagare per 50 anni 200 talenti d’oro annui, consegnare 100 ostaggi presi dalle famiglie più ricche.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le conseguenze della prima guerra punica per Roma?
  2. Dopo la prima guerra punica, il partito democratico di Roma si rafforzò, con un aumento di affaristi e appaltatori in Sicilia, dove gli abitanti divennero sudditi e dovevano pagare una tassa del 10% sulle loro entrate.

  3. Come si espanse Cartagine in Spagna dopo la prima guerra punica?
  4. Cartagine, sotto la guida della famiglia Barca, occupò la Spagna per compensare la perdita di Sicilia e Sardegna, sfruttando le ricche miniere e trasformando le tribù iberiche in soldati mercenari.

  5. Quali furono le strategie di Annibale durante la sua campagna contro Roma?
  6. Annibale utilizzò tattiche sorprendenti, come l'occupazione di Sagunto e la traversata delle Alpi, e si distinse per l'uso astuto della cavalleria, come dimostrato nelle battaglie del Ticino e di Trebbia.

  7. Qual è stata l'importanza della battaglia di Canne per il conflitto tra Roma e Cartagine?
  8. La battaglia di Canne, avvenuta il 2 agosto 216, fu una delle più devastanti per Roma, con 70.000 soldati romani uccisi, e dimostrò la superiorità strategica di Annibale, che accerchiò e distrusse l'esercito romano.

  9. Quali furono le condizioni di pace imposte a Cartagine dopo la sconfitta?
  10. Roma impose condizioni severe a Cartagine, tra cui la cessione di tutti i possedimenti africani, la consegna di navi ed elefanti, il pagamento di tributi per 50 anni e la consegna di ostaggi dalle famiglie più ricche.

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