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Concetti Chiave

  • Ettore Majorana, nato a Catania nel 1906, proviene da una famiglia di scienziati e si dedica alla fisica sotto la guida di Enrico Fermi.
  • La sua carriera accademica include un’importante tesi sulla teoria quantistica dei nuclei e viaggi significativi in Germania e Danimarca, dove incontra fisici di spicco.
  • Majorana scompare misteriosamente nel 1938 durante un viaggio, con varie ipotesi che circolano riguardo alla sua scomparsa, inclusi suicidio e ritiro volontario.
  • Leonardo Sciascia, che analizza la figura di Majorana, esprime scetticismo sulle teorie riguardanti la sua scomparsa, suggerendo una possibile fuga dalla società scientifica.
  • Lo stile di scrittura di Sciascia è caratterizzato da periodi lunghi e complessi, rendendo il testo a tratti difficile da comprendere, ma efficace nel trasmettere il mistero di Majorana.

Qual è l'infanzia e la formazione di Ettore?

Ettore Majorana nasce a Catania il 5 agosto 1906 da Fabio Massimo Majorana e Dorina Corso. Suo padre fu anch’egli fisico ed ingegnere. Ettore ha conseguito il diploma liceale classico nel 1923, dopodiché ha studiato ingegneria a Roma fino al quarto anno in cui, spinto dal desiderio di occuparsi di “scienza pura” e dalle sollecitazioni di Emilio Segré , passò alla facoltà di fisica.

Carriera accademica e viaggi

Svolgendo la tesi La teoria quantistica dei nuclei radioattivi si laurea in fisica teoria nel 1929, sotto la direzione di Enrico Fermi. Negli anni successivi frequenta regolarmente l’Istituto di Fisica di via Panisperna, in cui continua ad intrattenere conversazioni con il professor Fermi, il quale sembra non essere totalmente stato la sua guida, anzi sembra che talvolta sia stato guidato dallo stesso Majorana. Tuttavia, Fermi convince Majorana ad andare in Germania. Questo viaggio seguitò la chiusura del cosiddetto “caso Majorana” in cui l’uccisione brutale di un bambino da parte di una cameriera sedicenne, Carmela Gagliardi, coinvolge alcuni membri della famiglia Majorana, in quanto imparentati con gli Amato, la famiglia del bambino. Non che questo fatto abbia avuto gravissime ripercussioni su Ettore, tuttavia avrà un certo peso nelle successive considerazioni sul suo conto. A Lipsia, nel gennaio del 1933, incontra il fisico tedesco Heinsenberg, una persona da lui definita cortese e simpatica, che lo convince a pubblicare sulla Zeitschrift für Physik un lavoro sulla teoria del nucleo. Qui Majorana viene sospettato di simpatie per il nazismo, confuse con le necessarie limitazioni presenti nelle lettere alla famiglia, che venivano in quel periodo controllate dal regime fascista. Successivamente Majorana si reca a Copenaghen, dove conosce Niels Bohr.

Insegnamento e scomparsa

Il ritorno a Roma dà inizio al periodo più oscuro della sua vita, in cui si parla addirittura di esaurimento nervoso. Nel 1937 accetta, quasi per competizione, la cattedra di Fisica teorica all’Università di Napoli, inserendosi in un meccanismo contrario a se stesso, in cui si trovava a disagio nell’insegnamento e nella comunicazione. Qui si sviluppa un legame con il direttore dell’Istituto Antonio Carrelli, a cui indirizzerà una lettera prima della scomparsa. Quest’ultima avviene il 25 marzo 1938, durante un suo viaggio per Palermo.

Ettore Majorana, genio precocissimo e preziosissimo per la scienza, viene descritto come un “saraceno”, magro, con capelli neri, carnagione scura, guance leggermente scavate, occhi vivacissimi e scintillanti, dall’andatura timida e quasi incerta. Religioso in modo drammatico “pascaliano”, è sempre stato un uomo particolare, tendente alla solitudine, che agisce come per scommessa o ironia, socievole ma in un certo senso superiore ai suoi colleghi, misterioso nella sua semplicità.

Ipotesi sulla scomparsa

-La prima ipotesi riguarda il suicidio di Majorana: da sempre considerato instabile e tendente alla solitudine, non è un’ipotesi da scartare. Sarebbe anche avvalorata dalle lettere scritte da Majorana prima della scomparsa, che tuttavia rimangono misteriose e codificabili in diversi modi, nonché lontani dal suo solito stile di scrittura, quasi forzate.

-La seconda ipotesi riguarda un ritiro di Majorana consacrato allo studio della scienza, poiché oppresso dagli incarichi di professore e dall’opinione pubblica sul suo conto.

-La terza ipotesi riguarda un ritiro di Majorana dovuto al timore per il futuro del mondo e per la guerra imminente. Questo rimanda al discorso sulla bomba atomica per il progetto della quale ebbero influenza diversi scienziati tra cui lo stesso Enrico Fermi, e al tema principale del testo che è la responsabilità sociale dello scienziato.

Leonardo Sciascia rimane scettico parlando di tutte e tre le ipotesi, tuttavia sembra portato a pensare ad un ritiro dello scienziato, sebbene i motivi non gli siano chiari. Sembra escludere il suicidio.

Opinioni e testimonianze

-Generali opinioni dei conoscenti

-Nisticò sostiene di aver ricevuto notizia di uno scienziato presente in un convento intorno al 1945. Majorana è stato effettivamente sospettato di essersi recato in un convento, tuttavia non c’è alcuna sicurezza della testimonianza.

Non si possono individuare veri e propri responsabili della scomparsa di Ettore Majorana, tuttavia alcune considerazioni vanno effettuate. Innanzitutto, l’ambiente scientifico in cui si è trovato a lavorare non era esattamente il suo ideale di solitudine e anonimato; questo potrebbe averlo portato alla volontà di fuggire da un sistema intricato in cui egli stesso si era incastrato, a causa delle sue caratteristiche comportamentali; in secondo luogo c’è il generale sfondo storico della guerra: dopo aver vissuto la Prima guerra mondiale, il pensiero di una Seconda guerra mondiale caratterizzata da armi spaventose quali la bomba atomica, potrebbe essere stato troppo pesante da sopportare; in seguito alla sua scomparsa, poi, c’è forse un’indagine troppo superficiale da parte delle forze dell’ordine. Sciascia non intende incolparle direttamente, poiché bisogna necessariamente ricordare il regime fascista di sfondo: fatti come la lettera di Fermi a Mussolini erano estremamente scomodi e di impiccio, perciò la responsabilità va in parte attribuita al governo italiano di quell’epoca. Ciò non significa che non si siano fatte ricerche attente: tuttora ci chiediamo che fine abbia fatto uno scienziato geniale e prezioso come Ettore Majorana.

Stile di Leonardo Sciascia

Leonardo Sciascia ha uno stile molto particolare: predilige senz’altro i periodi molto lunghi, che rende assai complessi da leggere (nella maggior parte dei casi) attraverso l’uso di inversioni sintattiche, punteggiatura abbondante e concetti spesso complicati. Anche il lessico è generalmente alto, ma più comprensibile della sintassi. Utilizza molto bene le fonti (Amaldi, Segré, Nisticò…). Complessivamente lo definirei uno stile quasi giornalistico, austero, praticamente privo di sentimento o pensiero personale, ma efficace e diretto: induce alla riflessione, anche grazie al fascino del mistero reso molto più percepibile grazie all’uso di vocaboli inerenti al tema.

Riflessioni sul libro

La scomparsa di Majorana è un libro che decisamente consiglierei per la conoscenza del soggetto principale, della cui vita io non ero a conoscenza prima della lettura, e per l’importanza dei fatti e del tema della responsabilità dello scienziato nei confronti della società. Tuttavia non ho apprezzato pienamente il libro perché i fatti sono trattati in modo eccessivamente “estraneo”, austero, freddo. Anche lo stile è stato un impedimento rilevante, in quanto mi ha spesso causato problemi nella comprensione del testo. È un libro da leggere più volte perché si capisca a fondo.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il contesto familiare e formativo di Ettore Majorana?
  2. Ettore Majorana nasce a Catania nel 1906 in una famiglia di scienziati, con un padre fisico e ingegnere. Dopo il diploma liceale, si dedica inizialmente all'ingegneria, ma poi si sposta alla fisica, spinto dal desiderio di occuparsi di "scienza pura" (Infanzia e formazione di Ettore).

  3. Quali eventi significativi hanno caratterizzato la carriera accademica di Majorana?
  4. Majorana si laurea in fisica teorica nel 1929 sotto la direzione di Enrico Fermi e partecipa a importanti incontri con fisici come Heisenberg e Niels Bohr, ma la sua carriera è segnata anche da eventi drammatici, come il "caso Majorana" e le sue difficoltà personali (Carriera accademica e viaggi).

  5. Quali sono le principali ipotesi riguardo alla scomparsa di Majorana?
  6. Le ipotesi sulla scomparsa di Majorana includono il suicidio, un ritiro dedicato allo studio della scienza e un ritiro dovuto al timore per la guerra imminente. Sciascia rimane scettico su tutte e tre, ma propende per un ritiro (Ipotesi sulla scomparsa).

  7. Come viene descritto il carattere e lo stile di vita di Ettore Majorana?
  8. Majorana è descritto come un uomo solitario, religioso e misterioso, con un'andatura timida e una personalità complessa, che si sentiva a disagio nel contesto accademico e sociale (Insegnamento e scomparsa).

  9. Qual è la valutazione di Sciascia riguardo allo stile del libro e alla sua efficacia?
  10. Sciascia utilizza uno stile complesso e austero, che può risultare difficile da comprendere, ma è efficace nel suscitare riflessioni sul mistero della scomparsa di Majorana e sulla responsabilità sociale degli scienziati (Stile di Leonardo Sciascia e Riflessioni sul libro).

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