Concetti Chiave
- La Chiesa indivisa del primo millennio comprendeva comunità cristiane sia orientali che occidentali, unite nonostante le prime frammentazioni.
- Le differenze culturali e politiche tra Oriente e Occidente si intensificarono, culminando nella divisione dell'Impero romano e nell'allontanamento delle due Chiese.
- La rottura ufficiale del 1054 segnò la separazione tra la Chiesa cattolica e quella ortodossa, a seguito di scomuniche reciproche.
- Le crociate aumentarono i contrasti, con la conquista di Costantinopoli nel 1204 e l'imposizione di un Patriarca latino, senza però risolvere le tensioni.
- Negli ultimi decenni, i progressi verso la riconciliazione sono stati ostacolati da nuovi conflitti sorti dopo la caduta dei regimi comunisti in Europa dell'Est.
La chiesa indivisa e le sue divisioni
Per tutto il primo millennio della storia ecclesiastica, nonostante le prime frammentazioni, il nucleo principale era ancora rappresentato dalla “Chiesa indivisa” comprendente, cioè, la maggior parte delle comunità cristiane formatesi all’interno dell’Impero romano, sia nell’Oriente (di lingua greca), sia nell’Occidente (di lingua latina). Le differenze fra queste due grandi aree iniziarono però ad accentuarsi nel corso dei secoli, probabilmente per ragioni storiche, culturali, politiche, tanto che poi queste differenze sfocarono, dal punto di vista politico, nella divisione dello stesso Impero romano in due parti, d’Oriente e d’Occidente: le comunità cristiane orientali continuano a vivere nell’ambito dell’Impero romano d’Oriente, che ha la sua capitale in Costantinopoli e durerà fino al secolo lo XV. Mentre quelle occidentali subiscono le conseguenze della caduta dell’Impero d'Occidente nel V secolo, delle invasioni barbariche, delle nuove formazioni etniche e politiche europee. In queste diverse situazioni politiche, anche le differenze culturali, già notevoli all’inizio e rafforzate dalla diversità di lingua, cominciarono a risultare sempre più evidenti e senza una possibilità di mediazione, tanto che anche l’impegno missionario assunse direzioni diverse: le comunità orientali si volgono principalmente alle popolazioni slave, quelle occidentali all’Europa del Nord.
La rottura del 1054
Tutti questi fattori concorrono ad allontanare sempre più la Chiesa greca da quella latina e all’inizio del secondo millennio porteranno all’aperta rottura, la quale avvenne ufficialmente nel 1054, quando i legati del Papa scomunicarono il Patriarca di Costantinopoli, Michele Cerulario, e questi a sua volta scomunicò la Chiesa romana. Tali scomuniche durarono fino al 1965, quando l’abbraccio fra Paolo VI e il Patriarca Atenagora I, anche se non ricondusse le due Chiese ad una piena comunione, ristabilì certamente un clima di fraterna concordia. Dopo la frattura del 1054, la “Chiesa indivisa” si scinde dunque in due grandi aggregazioni:
1. Chiesa cattolica, quella occidentale, che riconosce il primato del Vescovo di Roma, fa proprio il nome di Chiesa “cattolica” dal greco katholikòs che significa universale
2. Chiesa orientale, che si raccoglie intorno al Patriarcato di Costantinopoli, si riserva il titolo assunto dalle Chiese fedeli al Concilio di Calcedonia, cioè si definisce “ortodossa” dal greco orthòs, ovvero giusto e dòxa, che si può tradurre come opinione o dottrina, dunque “che professa la retta dottrina di fede”.
Le conseguenze delle crociate
I contrasti s’inasprirono all’epoca delle crociate, quando le armate della cristianità occidentale conquistarono Costantinopoli (1204) e v’imposero un Patriarca latino: cercarono di porvi rimedio i Concili di Lione (1274) e di Firenze (1439): ma non fu trovata la via per una piena riconciliazione. Grandi passi in questo senso sono stati fatti negli ultimi decenni, a partire dal Concilio Vaticano II; ma i profondi sommovimenti avvenuti nell’Europa dell’Est dopo la caduta dei regimi comunisti hanno introdotto nuovi motivi di rivalità e di conflitto.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali cause della divisione tra la Chiesa orientale e quella occidentale?
- Cosa accadde nel 1054 e quali furono le conseguenze?
- Come si definiscono le due principali Chiese dopo la rottura del 1054?
- Qual è stato l'impatto delle crociate sulla relazione tra le due Chiese?
Le differenze culturali, politiche e linguistiche, accentuate dalla divisione dell'Impero romano in Oriente e Occidente, hanno portato a una crescente distanza tra le due Chiese, culminando nella rottura del 1054.
Nel 1054, i legati del Papa scomunicarono il Patriarca di Costantinopoli, portando a una frattura ufficiale tra la Chiesa cattolica e quella ortodossa, che si mantenne fino al 1965, quando si tentò un riavvicinamento.
La Chiesa cattolica, riconoscendo il primato del Vescovo di Roma, si definisce "cattolica" (universale), mentre la Chiesa orientale, attorno al Patriarcato di Costantinopoli, si definisce "ortodossa" (che professa la retta dottrina di fede).
Le crociate, in particolare la conquista di Costantinopoli nel 1204, hanno inasprito i contrasti, portando a tentativi di riconciliazione nei Concili di Lione e Firenze, ma senza successo duraturo, complicato da eventi successivi in Europa dell'Est.