Concetti Chiave
- I decretalisti hanno sviluppato la scienza del diritto canonico attraverso cinque compilazioni antiche, strutturando il diritto in cinque libri dedicati a diverse materie.
- Il Liber Decretalium Extravagantium, promulgato da Gregorio IX nel 1234, ha segnato un passo fondamentale verso la codificazione del diritto canonico, includendo fonti normative non presenti in precedenti opere.
- L'attività decretalistica ha rafforzato il potere ecclesiastico, creando un equilibrio tra le giurisdizioni ecclesiastica e imperiale, soprattutto in ambito di questioni spirituali.
- Le opere fondamentali del diritto canonico, come il Corpus iuris canonici, hanno consolidato le fonti di diritto ecclesiastico e sono diventate oggetto di studio accademico, simili al Corpus iuris civilis.
- L'università di Bologna ha integrato l'insegnamento del diritto civilistico e canonico, offrendo agli studenti la possibilità di specializzarsi in entrambi i diritti attraverso la laurea in "utroque iurae".
Evoluzione del diritto canonico
La scienza decretalistica relativa al diritto canonico fu continuata dai cosiddetti «decretalisti», studiosi legati al metodo della glossa, i quali, prendendo esempio da Graziano, diedero vita a veri e propri apparati di glosse canonistiche che confluirono in cinque decretales principali scritte tra il 1188 e il 1234. Le raccolte, definite «le cinque compilazioni antiche», fissarono il criterio della partizione in cinque libri del diritto canonistico, ognuno dei quali inerente a una diversa materia: fonti e norme generali (iudex); procedura (iudicium); ordine ecclesiastico (clerus); matrimonio (connubia); diritto penale (crimen). L’opera trovò una larga diffusione grazie alla scelta strategica del pontefice Innocenzio III di trasmetterla alla scuola di Bologna a scopi didattici.
Opere decretalistiche e codificazione
Altre importanti opere realizzate dai decretalisti sono: la Compilatio quarta (che raccolse la decretalistica realizzata durante il quarto concilio lateranense da Giovanni Teutonico); la Compilatio quinta, realizzata dall’arcidiacono della cattedrale Tancredi.
La pubblicazione di queste opere avviò il cammino del diritto canonico verso la codificazione, consolidata dal pontefice Gregorio IX, che nel 1234 promulgò il Liber Decretalium Extravagantium o Liber Extra, un testo che comprendeva le fonti normative di diritto canonico non annoverate (appunto extra) nella poderosa opera di Graziano. I successori di Gregorio IX, spinti dal suo esempio, incrementarono l’attività legislativa della Chiesa, facendo seguire al Liber extra il Liber sextus di Bonifacio VIII, la raccolta delle decretali di Clemente V e le raccolte extravagantes di Giovanni XXII.
Influenza del diritto canonico
L’attività decretalistica favorì l’affermarsi del potere ecclesiastico e il suo primato sulle gerarchie imperiali dando vita a un sistema di rapporti equilibrati tra le due giurisdizioni e garantendo la primazia del regime canonico solo in relazione alle fattispecie dal contenuto spirituale rilevante: matrimonio; usura, ecc.
Le opere sopraccitate (il Decretum di Graziano, il Liber extra di Gregorio IX, le Clementinae di Clementino V, il Liber sextus di Bonifacio VIII e le raccolte extravagantes di Giovanni XXII) confluirono nell’unitario Corpus iuris canonici, opera che consolidò la codificazione delle fonti di diritto ecclesiastico e che divenne oggetto di studio proprio come il Corpus iuris civilis.
Insegnamento a Bologna
Presso l’università di Bologna, sin dai primi anni della sua fondazione si impartì sia l’insegnamento del diritto civilistico che del diritto canonicistico: i due diritti universali, entrambi vigenti nel medesimo territorio, applicabili nei confronti dei medesimi soggetti ma distinti ratio materiae. Gli studenti potevano scegliere se dedicarsi all’una o all’altra disciplina, ma per chi voleva intraprendere entrambe le strade era possibile conseguire la laurea in «utroque iurae»: in entrambi i diritti. L’insolubile unione del Corpus iuris civilis e canonici sul piano della formazione scolastica dei professionisti fu sancita dall’endiadi utrumque ius.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo dei decretalisti nell'evoluzione del diritto canonico?
- Come ha contribuito Gregorio IX alla codificazione del diritto canonico?
- In che modo il diritto canonico ha influenzato il potere ecclesiastico?
- Qual è l'importanza dell'insegnamento del diritto canonico all'università di Bologna?
I decretalisti, seguendo il metodo della glossa e ispirandosi a Graziano, crearono apparati di glosse canonistiche che portarono alla redazione di cinque compilazioni principali tra il 1188 e il 1234, stabilendo una struttura fondamentale per il diritto canonico.
Gregorio IX ha consolidato la codificazione del diritto canonico promulgando nel 1234 il Liber Decretalium Extravagantium, che raccoglieva fonti normative non incluse nell'opera di Graziano, avviando un processo legislativo che continuò con i suoi successori.
L'attività decretalistica ha rafforzato il potere ecclesiastico, stabilendo un equilibrio tra le giurisdizioni ecclesiastica e imperiale e garantendo la primazia del diritto canonico in questioni di rilevanza spirituale, come il matrimonio e l'usura.
L'università di Bologna ha svolto un ruolo cruciale nell'insegnamento del diritto canonico e civilistico, permettendo agli studenti di specializzarsi in entrambe le discipline e sancendo l'unione dei due diritti attraverso la laurea in «utroque iurae».