Concetti Chiave
- Leonardo Sciascia, nato nel 1921 a Racalmuto, è influenzato dal Romanticismo, specialmente dal romanzo storico, integrando creatività e documentazione storica nella sua scrittura.
- Il pensiero di Sciascia è permeato da uno scetticismo riguardo alla prevalenza della ragione sull’ingiustizia, ma ciò non ostacola il suo impegno attivo per la giustizia sociale.
- Sciascia apprezza Pirandello per la sua rappresentazione della Sicilia come metafora dell'esistenza, pur rifiutando l'irrazionalismo e il fascismo presenti nelle sue opere.
- Antifascista convinto, Sciascia si iscrive al Partito Comunista e successivamente al Partito Radicale, venendo eletto sia al Parlamento italiano che a quello europeo.
- Il caso Moro è un evento cruciale nella vita di Sciascia, che lo coinvolge in una commissione di inchiesta e riflette sulla politica italiana attraverso la sua opera.
Quali sono le radici culturali di Sciascia?
Leonardo Sciascia nasce nel 1921 a Racalmuto, un piccolo paese siciliano in provincia di Agrigento.
Per quanto riguarda la sua formazione, gli elementi più importanti sono:
Il Romanticismo e in particolare il romanzo storico; i suoi punti di riferimento fondamentali sono Manzoni e Victor Hugo. Il romanzo storico fa del vero storico il proprio oggetto e il suo scopo è quello di educare il proprio pubblico; Sciascia trae dal Romanticismo l’idea che la letteratura debba avere una funzione educativa, e che per raggiungere il proprio scopo essa debba conciliare l’aspetto creativo (proprio della scrittura narrativa) all’aspetto documentario (proprio della storia). Di Manzoni, Sciascia ha amato non soltanto “I Promessi Sposi”, ma anche la “Storia di una colonna infame”, un saggio storico nel quale Manzoni, avvalendosi di documenti, ricostruisce i processi ai quali vennero ingiustamente sottoposti alcuni innocenti cittadini milanesi con l’accusa di essere stati gli “untori”, cioè coloro che avevano diffuso il morbo della peste. Sciascia riprende la struttura e la forma del saggio manzoniano in due racconti-inchiesta, l’ “Affair Moro”, dedicato a un caso contemporaneo, ovvero il caso Moro, e “Morte di un Inquisitore”, dedicato a un caso del ‘600.
Influenze letterarie e scetticismo
I suoi autori sono Diderot e Voltaire; tra i romanzi di Sciascia ve n’è uno intitolato “Candido”, una riscrittura in chiave attuale del “Candide di Voltaire”. Sciascia crede profondamente nella ragione umana. Tuttavia, egli deve constatare che nella società umana in generale, e in particolare in quella italiana e in quella siciliana, a dominare non è la ragione, ma l’ingiustizia, la prevaricazione, la corruzione. Quindi, il pensiero e la scrittura di Sciascia presentano anche una componente di scetticismo in merito alla possibilità che la ragione possa prevalere sull’ingiustizia e sulla prepotenza e condurre a una società fondata sui valori della libertà e della giustizia. Questo scetticismo non gli impedisce però di agire, ma si accompagna a una sua volontà di impegno.
Pirandello: per Sciascia, la Sicilia di Pirandello diventa metafora dell’intera esistenza; egli è inoltre attratto dall’idea che l’essere umano non sia uno, ma tante personalità diverse, e che la personalità non sia statica, ma dinamica. Di Pirandello tuttavia rifiuta l’irrazionalismo e l’adesione al fascismo.
Vitaliano Brancati: si tratta di un intellettuale siciliano che Sciascia conosce alle scuole magistrali dove entrambi insegnano. Anche Brancati riprende gli ideali illuministi ; inoltre, scrive romanzi di argomento storico nei quali la storia si sposa a una visione disillusa, disincantata della realtà.
L’impegno politico:
L'impegno politico di Sciascia
Sciascia è antifascista e prende questa posizione nei propri articoli e nei propri scritti narrativi.
Sciascia si iscrive al Partito Comunista e si candida all’elezioni per il consiglio comunale di Palermo. Viene eletto, ma si dimette dopo breve tempo.
Uscito definitivamente dal Partito Comunista, si candida all’elezioni per il Parlamento italiano e in seguito per quello europeo come membro del Partito Radicale. Viene eletto entrambe le volte, e nel periodo in cui è deputato parlamentare avviene il caso Moro. Aldo Moro è stato leader della Democrazia Cristiana, che in quegli anni era il partito più importante insieme al Partito Comunista. Nella seconda metà degli anni ’70, prima che venisse rapito e ucciso, Moro stava lavorando, insieme a Berlinguer, leader del Partito Comunista, al “compromesso storico”, ovvero il tentativo di trovare linee comuni per favorire lo sviluppo dell’ Italia in senso autenticamente democratico. Il progetto è naufragato in seguito all’uccisione di Moro, compiuta nel maggio del 1978 dalle Brigate Rosse, le frange terroristiche dell’estrema sinistra al fine di ottenere concessioni da parte dello Stato. Sciascia entra a far parte della commissione di inchiesta sul caso Moro; la relazione che scrive in merito ai lavori della commissione di inchiesta viene pubblicata sotto forma di appendice del racconto-inchiesta intitolato l’ “Affaire Moro”. Muore a Palermo nel 1989.
Domande da interrogazione
- Quali sono le influenze letterarie che hanno plasmato il pensiero di Sciascia?
- Come si manifesta lo scetticismo di Sciascia nella sua opera?
- Qual è il ruolo dell'impegno politico nella vita di Sciascia?
- In che modo Sciascia rielabora il pensiero di Pirandello?
- Qual è l'importanza del romanzo storico per Sciascia?
Sciascia è influenzato dal Romanticismo, in particolare da Manzoni e Victor Hugo, e da autori come Diderot e Voltaire. La sua scrittura combina elementi creativi e documentari, come evidenziato nei suoi racconti-inchiesta "Affaire Moro" e "Morte di un Inquisitore".
Sciascia esprime scetticismo riguardo alla prevalenza della ragione sull'ingiustizia e la corruzione nella società, in particolare in quella italiana e siciliana. Tuttavia, questo scetticismo non lo frena dall'impegnarsi attivamente per il cambiamento.
Sciascia è un antifascista attivo, si iscrive al Partito Comunista e successivamente al Partito Radicale, candidandosi e venendo eletto in diverse occasioni. La sua attività politica è segnata dall'impegno nel caso Moro, di cui scrive una relazione per la commissione d'inchiesta.
Sciascia vede la Sicilia di Pirandello come una metafora dell'esistenza umana, apprezzando l'idea di personalità multiple. Tuttavia, rifiuta l'irrazionalismo e l'adesione al fascismo presenti nel pensiero pirandelliano.
Per Sciascia, il romanzo storico è un mezzo educativo che unisce creatività e documentazione. Attraverso opere come "Morte di un Inquisitore", egli esplora eventi storici per riflettere su questioni contemporanee e sociali.