Concetti Chiave
- Arthur Schopenhauer, nato a Danzica nel 1788, si laureò nel 1813 con una tesi sulla ragione sufficiente e inizò a insegnare a Berlino nel 1819, in contemporanea con Hegel.
- Il suo capolavoro "Il mondo come volontà e rappresentazione" esplora la realtà come un'illusione, proponendo la distinzione tra fenomeno e noumeno, influenzando pensatori successivi come Freud e Nietzsche.
- La volontà di vivere, descritta da Schopenhauer come una forza cieca e irrazionale, rappresenta il desiderio di perpetuare la specie ed è alla base della sofferenza umana.
- Per Schopenhauer, la vita è caratterizzata da un pendolo tra dolore e noia; il piacere è solo un'assenza temporanea di dolore e i progetti umani sono illusioni per affrontare la sofferenza esistenziale.
- La consapevolezza umana della volontà di vivere differenzia gli uomini dagli animali, portando a una condizione di sofferenza e ricerca di significato in un mondo privo di razionalità.
Le origini e gli studi
Nasce a Danzica, città tedesca, nel 1788.
Si laurea nel 1813 → “Sulla quadruplice radice del principio do ragion sufficiente”
Se qualcosa esiste, esiste anche una ragione per cui esiste.
1819 → anni in cui inizia ad insegnare a Berlino nello stesso periodo di Hegel
Le sue tesi si svilupparono in contemporanea a quelle di Hegel.
Scrive il suo primo capolavoro → “Il mondo come volontà e rappresentazione”
un testo che pensava potesse avere un grande successo, ma non fu così.
Nel momento in cui incominciò ad insegnare a Berlino, pose le sue lezioni in contemporanea a quelle di Hegel, perchè voleva che i suoi studenti scegliessero tra lui ed Hegel, ma quasi nessuno seguì le sue lezioni essendo Hegel maggiormente famoso e perse l’incarico.
1851 → pubblica una serie di saggi che ottennero un grande successo, questo perchè dopo il 1848 si era affermato il pensiero pessimista (a causa dei moti ribelli falliti), dunque i suoi saggi rispecchiavano la moda dell’epoca.
Parerga e Paralipomena (appendici e completamenti) → raccolta di saggi politici
Francesco De Sanctis in un articolo mette a confronto il pessimismo di Leopardi e quello di Schopenhauer.
A Schopenhauer si ricondussero e ispirarono grandi autori come Freud, Italo Svevo e Nietzsche.
Filosofia e rappresentazione della realtà
Rappresenta una filosofia che rimanda a quella di Kant, ovvero occorre ritornare alla distinzione tra fenomeno e noumeno. Nel momento stesso in cui ci poniamo di fronte alla realtà abbiamo una sua rappresentazione o percezione.
“Il mondo è una mia rappresentazione”
Noi vediamo il mondo tramite la sua rappresentazione.
Per gli idealisti non esiste un’altra realtà oltre a quella sensibile, mentre per Schopenhauer sì. Ciò che vediamo dietro le apparenze, esiste una realtà orribile e difficile da accettare per questo motivo ci creiamo delle illusioni per rendere la vita e la realtà meno dolorosa, dietro cui tentiamo di nasconderci.
Il fenomeno è rappresentato dalle forme a priori:
- Spazio
- Tempo
- Causalità
Mentre Kant sosteneva che la nostra rappresentazione della realtà sia vera, sia reale, Schopenhauer dice che potrebbe essere un’illusione, un sogno: noi ci sentiamo vivi sia se sogniamo sia se siamo svegli, non riusciamo a percepire la differenza, perciò come facciamo ad essere sicuri di non essere dentro un nostro sogno?
Recupera la distinzione tra fenomeno e noumeno.
Illusione e realtà secondo Schopenhauer
Il mondo che rappresentiamo è un'illusione, un sogno, ma Schopenhauer si ispira anche alla filosofia orientale iniziata a studiare nell'Ottocento.
Il velo di Maya → Maya era la dea dell’illusione che mostra la realtà nascondendone l’autentica natura.
Tra la vita e il sogno non esiste una distinzione di natura, perché è un tentativo di autodifesa. Essendo che se si guarda la realtà oltre il velo così per commessa è vediamo quanto possa essere orribile, dunque ci costruiamo delle illusioni per continuare a vivere.
Calderón De La Barca → La vida es sueño. (La vita è sogno)
Siamo in grado di vedere la realtà così per come essa è?
Secondo Schopenhauer è possibile.
Vi sono due sostanziali differenze con Kant:
- Il fenomeno è un'illusione
- Si può conoscere il numero
Noi ci rappresentiamo le cose, dunque abbiamo un rapporto esterno ma essendo un corpo possiamo vedere la realtà per come essa è. (es. mano). Il corpo è il tramite attraverso cui entriamo in contatto con la realtà, dunque il corpo è il passaggio segreto che ci permette di conoscere la vera natura del mondo. Il corpo lo viviamo da dentro, non è esterno a noi, non è un’illusione. Ma nel momento stesso in cui conosciamo la realtà comprendiamo che il mondo è volontà.
Squarciando il velo attraverso il nostro corpo vedo il mondo vero che è volontà e rappresentazione.
Volontà di vivere e sopravvivenza
La volontà rappresenta il desiderio di vivere punto tutto ciò che esiste non è altro che la manifestazione di una:
- Inconsapevole
- Cieca
- Irrazionale
- Unica
volontà di vivere.
Nel mondo della volontà di vivere c'è una forza cieca, in cui ogni oggetto è una particolare manifestazione. La lotta per la sopravvivenza che è l'autentica natura del nostro mondo.
Volontà radicale di vivere → la nostra funzione è quella di far perpetuare la specie, ovvero la tendenza a sopravvivere a qualunque costo; istinto di sopravvivenza.
Ciò è affine alla futura filosofia di Freud.
La lotta per la sopravvivenza è l'autentica natura del nostro mondo.
Noi siamo dei funzionari della specie→ viviamo per procreare
“L'unica crudele verità è che si vive per vivere”
Non c’è un progetto, solo voglia di vivere comune a tutti.
Noi ci creiamo dei progetti solo per evitare di essere consapevoli della sofferenza del mondo, essi sono solo un illusione creati per evitare di soffrire. I progetti che ci creiamo sono solo rappresentazione della volontà di vivere che c’è in noi.
Se in realtà che anima tutte le cose, la volontà di vivere, è comune a tutti dunque essa è unica. La nostra vita è generata dal desiderio di qualcosa che non si possiede. Quindi il mondo è dolore dato che viviamo nell'incapacità di realizzare tutti i nostri desideri. Il dolore è ciò che rappresenta appieno la realtà.
→ il piacere è solo una momentanea assenza di dolore.
Dolore e consapevolezza umana
La differenza tra noi uomini e gli animali/piante sta nel fatto che noi possiamo essere consapevoli di questa volontà di vivere. Questa volontà è irrazionale, è radicale, è eterna ed immutabile. Una continua intenzione di salvare se stessi.
“La vita è un pendolo che oscilla tra il dolore e la noia”
Se pensiamo di non desiderare nulla, soffriamo lo stesso.
I progetti che ci costruiamo sono solo illusioni per evitare di soffrire.
“L’uomo è un animale metafisico”
L'uomo si pone delle domande, ma ciò è considerato una condanna, perché è in grado di capire che la vita è dominata dal dolore .
La storia non segue un percorso razionale ma è solo un cammino che ci illudiamo possa avere una natura razionale
Società→ rimedio che noi costruiamo
Domande da interrogazione
- Qual è il concetto centrale della filosofia di Schopenhauer riguardo alla realtà?
- Come si differenzia la visione di Schopenhauer da quella di Kant?
- Qual è il ruolo della volontà di vivere nella filosofia di Schopenhauer?
- In che modo Schopenhauer descrive la condizione umana rispetto al dolore e alla consapevolezza?
- Qual è la visione di Schopenhauer sulla società e il suo scopo?
Schopenhauer sostiene che "il mondo è una mia rappresentazione" e che la realtà percepita è un'illusione, un sogno, dietro cui si cela una natura orribile e difficile da accettare.
A differenza di Kant, Schopenhauer afferma che il fenomeno è un'illusione e che la vera natura del mondo è la volontà, che si manifesta attraverso il corpo, il quale è il tramite per conoscere la realtà.
La volontà di vivere rappresenta un desiderio irrazionale e cieco, manifestandosi in ogni oggetto e guidando la lotta per la sopravvivenza, che è l'autentica natura del nostro mondo.
Schopenhauer afferma che gli esseri umani, a differenza degli animali, sono consapevoli della volontà di vivere, il che porta a una vita dominata dal dolore e dalla noia, poiché i progetti che costruiamo sono solo illusioni per evitare la sofferenza.
Schopenhauer considera la società come un rimedio che gli esseri umani costruiscono per affrontare la sofferenza e il dolore della vita, cercando di dare un senso a un'esistenza che altrimenti appare priva di razionalità.