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Concetti Chiave

  • La filosofia di Schopenhauer si basa sull'idea che il mondo è una rappresentazione, con la conoscenza limitata alle strutture fenomeniche e al principio di ragion sufficiente.
  • Schopenhauer evidenzia l'unità tra vita e sogno, sostenendo che entrambi hanno lo stesso grado di verosimiglianza e che il risveglio è solo un passaggio tra diverse logiche.
  • La Volontà è vista come eterna e irrazionale, governando sia la natura che le singole volontà, e rappresenta il principio primo dell'universo.
  • Il destino dell'uomo è estraneo alla Volontà, portando a una visione tragica in cui gli individui sono sacrificati per il bene della specie.
  • Schopenhauer propone tre vie per annullare la volontà: l'arte, l'etica e l'ascesi, ognuna delle quali mira a liberare l'individuo dalla propria individualità e desideri.

Qual è la rappresentazione del mondo?

La filosofia di Schopenhauer si sviluppa sull’assunto kantiano secondo il quale il mondo è rappresentazione. La conoscenza è possibile mediante le strutture a priori del tempo e dello spazio e mediante un terzo principio a priori, il principio di ragion sufficiente (“Nulla è senza ragione perchè sia”). Il principio di ragion sufficiente è il fondamento delle scienze e sostituisce le dodici categorie kantiane. La conoscenza del mondo, che deriva da questo principio, è pero una conoscenza fenomenica della sua rappresentazione. Non si può andare oltre la conoscenza del fenomeno. Il mondo a sua volta è interpretato in maniera meccanicistica e deterministica.

Unità tra vita e sogno

Secondo Schopenhauer vi è una profonda unità fra la vita quotidiana e i fenomeni onirici. Non è infatti possibile distinguere la vita reale da un sogno, in quanto le visioni oniriche hanno lo stesso grado di verosimiglianza di quelle percettive. Il risveglio rappresenta solamente il passaggio da una logica all'altra.

Schopenhauer nella sua filosofia richiama alcuni tratti della filosofia orientale, specialmente quella indiana.

Il mondo è la rappresentazione e non sussiste di per sè come oggetto. C’è sempre bisogno di un soggetto che lo rappresenti. Il mondo esiste quindi solo se è percepito.

La cosa in sè, al contrario di ciò che affermava Kant, non è inconoscibile, l’intelletto non è l’unico strumento ad avere capacità conoscitiva. Per comprendere la cosa in sè non bisogna nemmeno sperare limiti conoscitivi, ma bisogna spostarsi su un piano diverso.

Il corpo e la volontà

La conoscenza della cosa in sè è possibile grazie al corpo, che non è solo un esistenza fenomenica, una rappresentazione come le altre cose del mondo, ma è anche volontà, ossia è caratterizzato da passioni, istinti e desideri. Le determinazioni delle volontà si oggettivano immediatamente nel corpo sotto forma di paciere o dolore. Il principio primo, che regola sia ogni singola volontà che la natura, è una Volontà unitaria, ovvero la cosa in se dell'universo (ogni singola volontà è la cosa in sè del nostro essere)

La volontà e la natura

La Volontà è esterna da ogni concezione di spazio e tempo e dal divenire; è quindi eterna e unica. Allo stesso motivo è estranea dal principio di ragion sufficiente, quindi è irrazionale, cieca e senza scopo. Da qui deriva la concezione negativa che Schopenhauer ha della natura.

Scetticismo e conoscenza

La conoscenza è improntata allo Scetticismo gnoseologico (possibilità di conoscere). Soggetto e oggetto sono reciprocamente dipendenti e lo spazio, il tempo e il principio di causa-effetto condizionano ogni conoscenza, ritenuti invece assoluti da Kant.

Il tragico destino dell'uomo

Importante in Schopenhauer è il problema del passaggio dall'Assoluto (la Volontà) al mondo della pluralità degli essere. Il filosofo concepisce le varie cose oggettivate in idee più o meno distanti dal principio primo in base alla loro importanza. Il destino degli individui è del tutto estraneo a quello della Volontà, che cerca invece di autoconservarsi eternamente. Tutto ciò è presente in molti caratteri della natura, in cui gli individui vengono sacrificati a vantaggio della specie (idea in cui la Volontà stessa si oggettiva). La natura è improntata al vitalismo, ma le manifestazioni della Volontà sono in continua lotta che vede una conflittualità fra le varie idee, ognuna delle quali cerca di affermare se stessa. Ne risulta una visione tragica dell'universo.

Analisi dell'esistenza umana

La filosofia di Schopenhauer è principalmente un'analisi dell'esistenza umana, poiché solo guardando dentro di sè l'uomo può individuare l'essenza della Volontà. L'opera "Il mondo come volontà e rappresentazione" è il cammino che l'uomo deve compiere per poter prendere coscienza della Volontà in lui è giungere alla liberazione.

Pessimismo e volontà

In primo luogo, il filosofo evidenzia come la vita umana sia precaria e senza significato. Questa descrizione demistifica anche le illusioni che l'uomo ha creato per rendere l'esistenza più piacevole, come ad esempio l'amore, visto come Unione sessuale unicamente destinata alla procreazione.

La volontà nell'uomo non ha altra finalità che non sia il volere per volere. Questo però deriva dal bisogno, da una mancanza. Si tramuta quindi in sofferenza, poiché l'uomo

desidera qualcosa che non ha. Una volta ottenuto, si passa alla noia e ad una successiva sofferenza causata dal desiderio di altro. La morte è l'orizzonte ineliminabile dell'esistenza umana.

Al pessimismo esistenziale si aggiungono anche quello storico e quello sociale. Schopenhauer rifiuta ogni ottimismo storico, poiché il mondo è sempre stato caratterizzato da errori e malvagità.

La volontà dell'uomo è solo uno strumento della Volontà universale, che lo limita nei propri desideri e passioni, liberandosi da se stessi verrà meno tutto ciò che è legato alla volontà. La morte, tuttavia, non è una soluzione, quanto rappresenta solo la morte del corpo fenomenico e la volontà non ne sarebbe scalfita.

Le vie per annullare la volontà

Le vie per annullare la volontà:

• L'arte; contemplando l'opera, l'oggetto si stacca dalle relazione temporali, spaziali e

causali che ne fanno un individuo, mentre il soggetto è sottratto alla volontà. Durante la

contemplazione il soggetto non analizza l'oggetto in base ai propri bisogni o passioni.

• L'etica; l'individuo si deve riconoscere parte della cosa in sè, in cui non vi sono individui

detto è unitario. L'uomo deve superare la propria individualità e prendere parte alla

sofferenza universale;

• L'ascesi; è il distacco dalla propria singolarità e il raggiungimento della noluntas. Il

riferimento al buddismo è esplicito, in quanto la via delineata dal filosofo è la stessa di questa filosofia orientale. Tuttavia, l'ultimo obiettivo da raggiungere è il nulla, non il Nirvana (annullamento delle passioni)

Schopenhauer e Leopardi

Schopenhauer e Leopardi

Leopardi muove da una concezione materialistica e meccanicistica in cui la natura è totalmente indifferente nei confronti dell'uomo;

La vita, come per Schopenhauer, è pervasa da noia e dolore e la morte è l'orizzonte finale.

Non esiste alcuna liberazione dalla volontà;

Il piacere è negativo

Nichilismo: la vita non ha senso;

La poesia ha una funzione consolatoria.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il fondamento della filosofia di Schopenhauer riguardo alla conoscenza del mondo?
  2. La filosofia di Schopenhauer si basa sull'assunto kantiano che il mondo è rappresentazione, e la conoscenza è possibile attraverso le strutture a priori del tempo, dello spazio e il principio di ragion sufficiente, che sostituisce le categorie kantiane (testo).

  3. In che modo Schopenhauer collega la vita quotidiana ai sogni?
  4. Schopenhauer sostiene che vi sia una profonda unità tra vita e sogno, poiché le visioni oniriche hanno lo stesso grado di verosimiglianza delle esperienze percettive, rendendo difficile distinguere tra realtà e sogno (testo).

  5. Come viene descritta la Volontà nella filosofia di Schopenhauer?
  6. La Volontà è vista come eterna, unica e irrazionale, estranea al principio di ragion sufficiente, e rappresenta il principio primo che regola sia la natura che le singole volontà degli individui (testo).

  7. Qual è la visione di Schopenhauer riguardo al destino dell'uomo?
  8. Schopenhauer descrive il destino dell'uomo come tragico, in quanto gli individui sono sacrificati a vantaggio della specie, e la loro esistenza è estranea alla Volontà, che cerca di autoconservarsi eternamente (testo).

  9. Quali sono le vie proposte da Schopenhauer per annullare la volontà?
  10. Le vie per annullare la volontà includono l'arte, che distacca l'oggetto dalla temporalità; l'etica, che riconosce l'unità con la cosa in sé; e l'ascesi, che mira al distacco dalla singolarità e al raggiungimento della noluntas (testo).

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