Concetti Chiave
- Schopenhauer considera la vita un'esperienza intrinsecamente dolorosa, rifiutando il suicidio come un'affermazione della Volontà di Vivere.
- L'arte è vista come una via per liberarsi dalla Volontà di Vivere, permettendo di contemplare la vera realtà oltre il "velo di Maya".
- La musica occupa un posto speciale, essendo l'unica arte che esprime direttamente la Volontà, piuttosto che rappresentare solo idee.
- Il genio musicale è colui che riesce a oltrepassare il "velo di Maya", catturando l'essenza della realtà attraverso la musica.
- Schopenhauer critica la musica imitativa, preferendo melodie che emergono senza il filtro dell'intelletto, per mantenere la purezza espressiva.
La visione di Schopenhauer sulla vita
Emerge chiaramente come per Schopenhauer la vita sia sostanzialmente dolore, al di là di qualsiasi apparenza ingannevole. Studiando e facendo propri saggi orientali e scritti della tradizione indiana, il filosofo afferma che l’esistenza, a seconda del dolore che la forma, risulta una realtà che si impara poco per volta a non volerla. Ma il sistema schopenhauriano rifiuta il suicidio poiché è un atto di profonda affermazione della Volontà di Vivere e sopprime solo una manifestazione fenomenica di esso, lasciandolo, però, intatto.
L'arte come via di liberazione
Quindi Schopenhauer trova la risposta al dolore del mondo con la liberazione della stessa Volontà di Vivere, identificando delle vie di liberazione da essa. Una di queste vie è l’arte, come vari gradi di oggettivazione della Volontà. L’arte è vista come possibilità di contemplazione dei vari gradi di oggettivazione, per squarciare il velo di Maya del mondo, attraverso l oggettivazione di quella che è l’unica vera realtà, la Volontà.
Il ruolo unico della musica
Il filosofo, tra le varie arti, riserva uno spazio particolare alla musica, la quale si distingue dalle altre arti poiché in essa non è più rintracciabile nessun riferimento al mondo empirico e il suo linguaggio è universale.
La musica come espressione della volontà
[…]La musica, dunque, non è affatto, come le altre arti, l’immagine delle idee, ma è invece immagine della volontà stessa, della quale anche le idee sono oggettità: perciò l’effetto della musica è tanto piú potente e penetrante di quello delle altre arti: perché queste esprimono solo l’ombra, mentre essa esprime l’essenza. (A. Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione, I, 52)
Il genio musicale e il "velo di Maya"
La musica,quindi occupa un posto a sé poiché costituisce non rappresentazione delle idee, ma della stessa Volontà. Quindi se le altre arti oggettivano la Volontà in modo mediato, la musica lo fa in modo immediato. La musica è al di sopra di tutto e Schopenhauer identifica il genio come solo rappresentante dell’espressione del linguaggio musicale poiché è il solo che può andare oltre il “velo di Maya” catturando l’essenza della realtà, ovvero la Volontà. Il filosofo dice anche che per poter parlare di musica ci si potrà servire di metafore poiché le idee e la musica non hanno lo stesso livello di oggettivazione.
Parallelismo tra musica e mondo
Così facendo, Schopenhauer da vita ad un parallelismo tra musica e mondo vedendo il secondo come lo svolgersi fenomenico del primo, accostandoli cosi da sembrare “due diverse espressioni della cosa stessa” e continua dicendo che se si potesse tradurre in concetti la musica, sarebbe sufficiente per spiegare i concetti del mondo. Le infinite melodie che si possono comporre, con l accostamento di note, sono il modo per esprimere tutte le manifestazioni della volontà, tutte le infinite sfumature dell’uomo. Quindi la musica è la manifestazione dell’essenza più profonda del mondo, mentre la filosofia è una riproduzione parziale. Le stesse proporzioni musicali sono analoghe a quelle dell’ essenza del mondo. Noi, attraverso l’ascolto, cogliamo le proporzioni dei suoni anche senza uno studio della base musicale stessa. Ciò deriva dalla capacità della musica di penetrare nell’ essenza del mondo, ossia la volontà.
Critica alla musica imitativa
Continua il filosofo con una critica alla musica imitativa, ossia una composizione creata dall’ intelletto e da studi matematici (come le composizioni di Beethoven), a favore di una melodia scaturita senza mediazioni della ragione.
Strutture foniche e "Basso Fondamentale"
Il filosofo, così, da inizio ad uno studio delle strutture foniche della musica stessa accostando ai suoni caratteristiche ben precise. I suoni acuti e rapidi bisogna considerarli come creazioni di vibrazioni di suoni bassi e profondi (concetto di “Basso Fondamentale”).
Il ruolo del basso e del canto
Il basso è il suono che si muove più pesantemente e non è altro, per Schopenhauer, che la rappresentazione della forza bruta, il peso della materia, quindi non dovrebbe svolgere un lavoro propriamente melodico, poiché il movimento è caratterizzato da una forma naturale più evoluta che solo lo strumento principale può rappresentare. Ma come la materia costituisce il sostegno del mondo, cosi il basso costituisce il sostegno fondamentale dei vari livelli di tonalità. Il canto, di conseguenza, è una prerogativa delle voci acute. La musica deve assolutamente evitare di rimanere ferma al tono fondamentale, che rappresenta la materia, poiché genererebbe la noia. Infine Schopenhauer vede il testo di una canzone come un ritorno ad una musica imitativa poiché il testo cerca di far esprimere la musica in un linguaggio non suo. Infatti la musica parla un “linguaggio universale”, mentre le lingue degli uomini che formano il testo di una canzone sono limitate, limitando, così, anche la melodia stessa.
Domande da interrogazione
- Qual è la visione di Schopenhauer sulla vita e il dolore?
- In che modo l'arte offre una via di liberazione secondo Schopenhauer?
- Perché la musica ha un ruolo unico nella filosofia di Schopenhauer?
- Qual è il parallelismo tra musica e mondo secondo Schopenhauer?
- Qual è la critica di Schopenhauer alla musica imitativa?
Schopenhauer considera la vita come sostanzialmente dolore, affermando che l'esistenza si impara a non volerla. Rifiuta il suicidio, vedendolo come un'affermazione della Volontà di Vivere, che non elimina il dolore ma ne sopprime solo una manifestazione (testo).
Schopenhauer identifica l'arte come una delle vie per liberarsi dalla Volontà di Vivere, permettendo la contemplazione dei vari gradi di oggettivazione della Volontà e squarciando il velo di Maya del mondo (testo).
La musica è considerata da Schopenhauer come l'immagine della Volontà stessa, a differenza delle altre arti che esprimono solo idee. Essa ha un linguaggio universale e penetra direttamente nell'essenza della realtà (testo).
Schopenhauer stabilisce un parallelismo tra musica e mondo, vedendo il secondo come fenomeno della Volontà. La musica esprime tutte le manifestazioni della Volontà, mentre la filosofia è solo una riproduzione parziale di essa (testo).
Schopenhauer critica la musica imitativa, creata dall'intelletto e da studi matematici, sostenendo che la vera musica deve scaturire senza mediazioni della ragione, per esprimere autenticamente la Volontà (testo).