Concetti Chiave

  • Kant distingue tra fenomeno e noumeno, sostenendo che il noumeno non è conoscibile poiché la conoscenza umana è mediata da forme a priori di spazio e tempo.
  • Schopenhauer riprende l'idea kantiana del fenomeno come rappresentazione umana, riducendo le 12 categorie a una sola: la causalità.
  • Contrariamente a Kant, Schopenhauer afferma di aver trovato un accesso al noumeno, considerandolo conoscibile e non inconoscibile.
  • Il fenomeno è visto da Schopenhauer come un'illusione, un “velo di Maya” che distorce la realtà e deve essere rimosso per raggiungere il noumeno.
  • Secondo Schopenhauer, soggetto e oggetto sono inscindibili nel fenomeno, criticando sia l'idealismo che il materialismo per la loro visione riduttiva della realtà.

Il punto di partenza è Kant, ossia la differenza tra fenomeno e noumeno. Kant afferma che il noumeno (la cosa in sé) non è conoscibile dall’uomo perché quando l’uomo conosce, trasforma il fenomeno attraverso le forme a priori di spazio e tempo e attraverso le 12 categorie.

Schopenhauer e la rappresentazione umana

Schopenhauer riprende questa tesi dicendo che il fenomeno è una rappresentazione umana, è la percezione umana della realtà: dice inoltre che l’intuizione maggiore di Kant è quella di aver individuato le forme a priori che lui riprende. Schopenhauer però riduce le 12 categorie ad una sola categoria, ossia la causalità e quindi il fenomeno per Schopenhauer è la realtà percepita attraverso le forme a priori di spazio, tempo e causalità.

La critica di Schopenhauer a Kant

Però cambia completamente il senso della visione kantiana perché mentre Kant scrive la critica della ragion pura con

motivazioni gnoseologiche (cioè la conoscenza), Schopenhauer trasferisce invece nell’ambito metafisico le tesi di Kant, e dà dunque un significato completamente diverso: dice che il fenomeno è appunto la realtà percepita attraverso le forme a priori di spazio, tempo e causalità, ma dall’altra parte non considera il noumeno inconoscibile, anzi si vanta di aver scoperto la via di accesso alla cosa in sé (cioè al noumeno).

Il velo di Maya e la realtà

Inoltre considera il fenomeno non come l’unica realtà accessibile all'uomo ma lo considera come pura apparenza, come inganno, illusione, come velo di Maya.

Questa è una delle prime citazioni dei testi indiani, perché Maya per gli indiani è una divinità ingannatrice, quindi i sensi ci ingannano, la realtà percepita attraverso le forme a priori è una realtà distorta, è pura apparenza.

Il compito dell’uomo, o meglio del filosofo, dev’essere dunque quello di stracciare il velo di Maya per giungere alla realtà, rappresentata appunto dal noumeno.

Soggetto e oggetto secondo Schopenhauer

Schopenhauer si vanta di aver scoperto la via di accesso al noumeno, perché anzitutto nella percezione vi sono fondamentalmente due elementi: ossia il soggetto (il soggetto che conosce) e l’oggetto (l’oggetto conosciuto).

Secondo Schopenhauer soggetto e oggetto sono inscindibili, sono strettamente connessi tra loro all’interno del fenomeno, quindi all’interno della rappresentazione, tanto che a un certo punto Schopenhauer dice “ il mondo è la mia rappresentazione”, cioè “non posso scindere tra me (soggetto) e il mondo (oggetto) all'interno del fenomeno”.

Ma oltre al fatto che soggetto e oggetto siano inscindibili, tanto che Schopenhauer critica sia l’idealismo, che riduce la realtà al solo soggetto, e sia il materialismo che riduce la realtà al solo oggetto,

(il mio essere soggetto mi dà la prospettiva fenomenica, il mio essere oggetto mi dà la prospettiva noumenica, nel senso che io posso guardare dentro

me stesso, essendo io stesso noumeno, e scoprire la cosa in sé).

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la differenza principale tra fenomeno e noumeno secondo Kant?
  2. Kant sostiene che il noumeno, ovvero la cosa in sé, non è conoscibile dall'uomo, poiché la conoscenza umana trasforma il fenomeno attraverso le forme a priori di spazio e tempo e le 12 categorie.

  3. Come modifica Schopenhauer la visione kantiana del fenomeno?
  4. Schopenhauer riduce le 12 categorie di Kant a una sola, la causalità, e considera il fenomeno come la realtà percepita attraverso le forme a priori, ma non lo vede come l'unica realtà, bensì come pura apparenza e illusione.

  5. Cosa rappresenta il "velo di Maya" nella filosofia di Schopenhauer?
  6. Il "velo di Maya" simboleggia l'inganno dei sensi e la distorsione della realtà percepita; il compito del filosofo è strappare questo velo per accedere alla realtà autentica, rappresentata dal noumeno.

  7. In che modo Schopenhauer concepisce il rapporto tra soggetto e oggetto?
  8. Schopenhauer afferma che soggetto e oggetto sono inscindibili all'interno del fenomeno, sostenendo che "il mondo è la mia rappresentazione", evidenziando la connessione tra chi conosce e ciò che è conosciuto.

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