Concetti Chiave
- Schopenhauer sostiene che la volontà genera dolore e propone l'arte, l'etica e l'Ascesi come vie per liberarsene, ognuna con un approccio diverso alla realtà.
- La volontà, per Schopenhauer, è una forza che governa l'uomo, legata ai bisogni fisici e causa di un perpetuo ciclo di desiderio e sofferenza.
- Schopenhauer rielabora i concetti kantiani di fenomeno e noumeno, affermando che il mondo è una rappresentazione e che il noumeno può essere analizzato attraverso la volontà di agire.
- Kierkegaard si concentra sul singolo e sulle sue scelte esistenziali, evidenziando l'importanza di non fallire nella propria esistenza di fronte a infinite possibilità.
- Kierkegaard distingue tre stadi di vita: estetico, etico e religioso, ciascuno rappresentante un diverso approccio esistenziale e una diversa relazione con il desiderio e la fede.
A) Schopenhauer
1- Le vie dell’ascesi. Come liberarsi dalla volontà?
Le vie dell'ascesi
La volontà genera dolore e agisce nel mondo con diversi gradi. L’uomo deve liberarsi da questa volontà e può farlo in diversi modi. Può farlo grazie all’arte, poiché attraverso di essa posso fermare tempo e spazio e posso così cogliere l’idea, e cioè l’archetipo. In questo caso avviene uno sospensione della realtà ma senza alcun dolore (sospensione del giudizio). Secondo Schopenhauer un altro modo per liberarsi da questa volontà è l’etica. Egli spiega che dobbiamo sviluppare caratteristiche etiche che ci possano permettere di dedicarci degli altri a discapito della nostra volontà. Ultimo modo per liberarci della volontà è quello dell’Ascesi, ovvero rinunciare ai propri desideri e concentrarsi sul minimo essenziale per sopravvivere.
2- Definizione di volontà.
Definizione di volontà
La volontà è per Schopenhauer una forza che governa l’uomo e il mondo; è legata alla corporeità dell’uomo e ai suoi bisogni fisici più che morali. Va intesa come volontà di vivere, una volontà libera e razionale che desidera incessantemente se stessa intrappolando l’uomo in un meccanismo di dolore- piacere, poiché il continuo desiderare qualcosa che non ci appartiene provoca una condizione di dolore che neanche l’eventuale appagamento del desiderio può eliminare.
3- Paragone tra Schopenhauer e Kant. Fenomeno e Noumeno.
Qual è il paragone tra Schopenhauer e Kant?
Secondo Kant il fenomeno è la realtà che noi possiamo conoscere in base alle nostre categorie mentre, invece, il Noumeno è la cosa in sé ed è inconoscibile. Schopenhauer riprendere questi concetti dicendo che però che il mondo è una rappresentazione e che non si può conoscere ciò che non si vede. Parla dei due poli, soggetto e oggetto, spiegando che devono entrambi esistere. Il soggetto, secondo Schopenhauer, conosce non in base a tutte le categorie elencate da Kant ma sono grazie a 3 di esse: lo spazio, il tempo e la causalità. Schopenhauer si interroga anche sul fatto che il Noumeno sia inconoscibile o meno. Dice che dal punto di vista scientifico ha ragione Kant, ma ipotizza anche la possibilità di analizzare l’oggetto-uomo, il quale ha una parte materiale ma anche una parte razionale. L’uomo come soggetto studia se stesso e diventa l’oggetto della sua analisi. Individua il Noumeno come volontà di agire poiché è ciò che caratterizza l’uomo. Il Noumeno è perciò irrazionale e inconscio.

B) Kierkegaard
1- L’analitica esistenziale.
L'analitica esistenziale di Kierkegaard
Kierkegaard elabora la filosofia del singolo , ovvero del singolo uomo di fronte alla sua esistenza. L’unica cosa che conta è non fallire la propria esistenza (scelte esistenziali del singolo uomo). La vera filosofia consiste nell’analizzare le possibilità del singolo, ovvero l’uomo deve avere infinite possibilità e la libertà di scegliere. L’uomo tuttavia di fronte alle infinita possibilità di scelta, si blocca, provando un senso di angoscia e mentre la paura riguarda sempre un oggetto preciso, l’angoscia non ha oggetto.
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2- Gli stadi secondo Kierkegaard.
Gli stadi secondo Kierkegaard
L’uomo di fronte a infinite possibilità può avere 3 atteggiamenti che corrispondono a 3 ideali di vità:
1) Vita estetica: può essere rappresentata dalla figura del Don Giovanni, il
quale non seduce per l’atto sessuale in se ma per il piacere della conquista. Il suo problema è che una volta ottenuto l’oggetto del desiderio si perde interesse e si mette alla ricerca di un altro oggetto. Dopo un po’, il ripetersi di tutto ciò porta alla noia.
Egli può scegliere di fare un salto nella vita etica e morale. Può scegliere di fare tutto ciò poiché nella sua disperazione si rende consapevole del fatto che la sua vita non può funzionare e vuole riappropriarsi della sua vitalità, la quale aveva perso con la noia.
2) Vita etica e morale: può essere rappresentata dal marito e padre di
famiglia, ovvero colui che è importante perché sceglie un’unica donna ed rimane fedele a una legge (il matrimonio). Conta anche come padre di famiglia poiché si prende cura dei propri affetti.
Il problema di questa vita è il senso di ribellione alle convenzioni che porta a volerle infrangere. L’uomo in questo caso può scegliere di tornare indietro o fare un doppio salto verso la vita religiosa.
3) Vita religiosa: può essere rappresentata da Abramo, colui che è disposto a sacrificare il proprio figlio perché glielo ha chiesto Dio. In questa vita si
sceglie di affidarsi al fatto che Gesù Cristo ti salverà.
3) Cos’è l’angoscia?
Il concetto di angoscia
La vita secondo Kierkegaard è caratterizzata dall’angoscia, ovvero dal senso della possibilità di scegliere. Solo la fede può dare sollievo, dove il rapporto tra Dio e uomo si concretizza in Gesù. Questa sofferenza (l’angoscia) nei confronti di Dio fa si che la fede sia vista come uno scandalo (in senso positivo) che permette una vera apertura a Dio.
Domande da interrogazione
- Quali sono i modi proposti da Schopenhauer per liberarsi dalla volontà?
- Come definisce Schopenhauer la volontà e il suo impatto sull'uomo?
- Qual è la differenza tra fenomeno e noumeno secondo Schopenhauer e Kant?
- Qual è il focus dell'analitica esistenziale di Kierkegaard?
- Quali sono i tre stadi di vita secondo Kierkegaard e come si differenziano?
Schopenhauer suggerisce tre vie per liberarsi dalla volontà: attraverso l'arte, che permette di sospendere la realtà senza dolore; attraverso l'etica, sviluppando caratteristiche che ci portano a dedicarci agli altri; e infine attraverso l'Ascesi, rinunciando ai desideri e concentrandosi sul minimo essenziale per la sopravvivenza.
La volontà, secondo Schopenhauer, è una forza che governa l'uomo e il mondo, legata ai bisogni fisici e alla volontà di vivere. Essa intrappola l'uomo in un ciclo di dolore e piacere, poiché il continuo desiderare provoca una condizione di dolore che non può essere eliminata nemmeno dall'appagamento del desiderio.
Kant distingue tra fenomeno, la realtà conoscibile attraverso le categorie, e noumeno, la cosa in sé inconoscibile. Schopenhauer riprende questi concetti, affermando che il mondo è una rappresentazione e che il noumeno può essere analizzato attraverso la volontà di agire, che caratterizza l'uomo come soggetto.
L'analitica esistenziale di Kierkegaard si concentra sul singolo uomo e sulle sue scelte esistenziali. La filosofia del singolo implica che l'uomo deve affrontare infinite possibilità di scelta, ma questo porta a un senso di angoscia, poiché l'angoscia non ha un oggetto specifico.
Kierkegaard identifica tre stadi di vita: la vita estetica, rappresentata dal Don Giovanni, che cerca il piacere ma finisce per annoiarsi; la vita etica e morale, simboleggiata dal marito e padre di famiglia, che si confronta con le convenzioni; e la vita religiosa, rappresentata da Abramo, che si affida a Dio e alla fede per trovare significato.