Concetti Chiave
- Le opere "La volontà nella Natura", "La libertà del Volere Umano" e "Il fondamento della Morale" ampliano i temi di libertà e volontà presenti nell'opera principale di Schopenhauer.
- Schopenhauer descrive la libertà come una chimera, sostenendo che le azioni umane sono influenzate dalla volontà e dalle motivazioni, con la responsabilità metafisica delle scelte individuali.
- Il filosofo critica la morale kantiana per la sua base su imperativi categorici ingiustificati, proponendo una morale empirica che si fonda sulla compassione.
- La compassione è vista come il fondamento morale, incoraggiando a non infliggere dolore a nessuna creatura e condannando la crudeltà verso gli animali.
- Schopenhauer individua colpe abominevoli come infliggere sofferenza agli indifesi e la disonestà intellettuale, avvertendo del rischio di disillusione nei giovani riguardo agli ideali morali.
Al Mondo come Volontà e come rappresentazione fanno da corollario tre importanti opere che approfondiscono alcuni temi trattati in parte nell'opera principale e, soprattutto nel quarto libro e nell appendice.
Si tratta dei trattati "La volontà nella Natura, "La libertà del Volere Umano" e "Il fondamento della Morale”.
La libertà e la volontà nell'uomo
Schopenhauer in queste tre opere chiarisce come la libertà sia una chimera e come tutto risponda alle determinazioni della Volontà, cosa che avvicina molto la concezione schopenhaueriana a quella spinoziana. Tuttavia, se nella natura la Volontà rende ogni aspetto della Natura effetto di una causalità immanente, nell'uomo, proprio per il fatto di essere volontà consapevole le cose non stanno completamente così.
Certo, l'uomo non è libero perché solo la volontà in sé, e cioè il carattere intelligibile nell’uomo è libero, mentre i singoli individui, vale a dire le manifestazioni, i modi (per dirla alla spinoziana) sono determinati dalla volere del carattere intelligibile che ne motiva l’agire. La libertà del volere è per Schopenhauer esistenza senza essenza nel senso che ogni azione è il prodotto del carattere e della motivazione e la motivazione più forte determina l’azione. Detto in altre parole la volontà come movente occulto da alla motivazione la forza di operare. L'intelletto riflettente e il mero strumento attraverso cui operano le motivazioni. L'uomo però può non volere ciò che vuole, può cioè optare contro una motivazione e, in questo senso l’uomo diventa responsabile metafisicamente delle proprie scelte.
Critica alla morale kantiana
Nei Fondamento della Morale poi, il filosofo, pur elogiando l'onestà intellettuale di Kant ne demolisce la Critica della Ragion Pratica in quanto fondata su imperativi categorici del tutto ingiustificati, così come, per Schopenhauer, è assurdo voler fondare una morale ponendo delle idee a priori. Per questa via si produce solo una forma di morale teologica ed astratta.
La compassione come fondamento morale
Quella che Schopenhauer prospetta è, invece, una morale empirica che parta dalla considerazione di quali siano gli impulsi morali che possano far superare all'uomo l’egoismo Schopenhauer riprende qui il tema della compassione sviluppata nell'opera principale. Anzitutto viene ribadita la condanna per il suicidio, visto come un vigliacco e sciocco tentativo di sfuggire alla volontà cancellando una semplice rappresentazione con un atto
di volontà che rafforza la volontà stessa a scapito delle altre rappresentazioni, quindi filosofo si concentra sulla funzione moralmente rilevante della compassione.
E la compassione che porta a sentire in sé il dolore dell'altro e quindi a spingere l'uomo moralmente buono a non volere il dolore per nessuna creatura. Schopenhauer sottolinea con grande forza come la compassione si debba estendere anche agli animali verso i quali la crudeltà è un crimine (durissime le parole che il filosofo di Danzica rivolge a Descartes, per il quale gli animali potevano essere fatti tranquillamente a pezzi).
È dalla compassione che scaturisce anche la condanna di quelli che Schopenhauer ritiene colpe abominevoli e cioè il dare dolore ad altre creature, ed in particolare ai più deboli ed indifesi siano essi vecchi, bambini, donne, animali, ecc.; e la pederastia per la quale si corrompono gli animi dei giovani, portandoli ad agire contro natura e perciò stesso provocando a sé male e la disonestà intellettuale, attraverso cui si ingannano gli altri. In particolare da quest'ultima colpa Schopenhauer ritiene che debbano guardarsi bene gli insegnanti di morale che, assai spesso presentano la morale come se essa fosse praticata generalmente, mentre, purtroppo le cose non stanno in questa maniera. Il risultato di tale leggerezza è che i giovani poi, nel momento in cui si rendono conto che il mondo non agisce affatto secondo gli ideali dell'etica, cadono in uno stato di sconforto, aggravato dalla sensazione di essere stati ingannati e, spesso, questo produce poi l'effetto di rovinare per sempre le disposizioni etiche di quei giovani. Per questo, Schopenhauer conclude affermando che il buon maestro di morale è quello che, onestamente dice ai propri allievi: "Il mondo è a mal partito, gli uomini non sono come dovrebbero, ma non lasciarti sviare e sii tu migliore".
Domande da interrogazione
- Qual è la concezione di Schopenhauer sulla libertà umana?
- Come critica Schopenhauer la morale kantiana?
- Qual è il fondamento morale proposto da Schopenhauer?
- Qual è la posizione di Schopenhauer sul suicidio?
- Qual è il messaggio finale di Schopenhauer riguardo all'insegnamento della morale?
Schopenhauer sostiene che la libertà sia una chimera, poiché le azioni umane sono determinate dalla Volontà, con l'unica eccezione del carattere intelligibile che è libero. Gli individui, in quanto manifestazioni, agiscono secondo le motivazioni del loro carattere (come indicato nel testo).
Schopenhauer elogia l'onestà intellettuale di Kant, ma critica la sua "Critica della Ragion Pratica" per la sua fondazione su imperativi categorici ingiustificati, ritenendo che una morale basata su idee a priori sia astratta e teologica (come menzionato nel testo).
Schopenhauer propone una morale empirica basata sulla compassione, che spinge l'uomo a non volere il dolore per nessuna creatura, estendendo la compassione anche agli animali e condannando la crudeltà (come evidenziato nel testo).
Schopenhauer condanna il suicidio, considerandolo un tentativo vigliacco di sfuggire alla volontà, che in realtà rafforza la volontà stessa a scapito delle altre rappresentazioni (come affermato nel testo).
Schopenhauer sottolinea l'importanza di un insegnamento morale onesto, avvertendo che il mondo non agisce secondo gli ideali etici e incoraggiando i giovani a non lasciarsi sviare, ma a essere migliori (come concluso nel testo).