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Concetti Chiave

  • Schopenhauer sostiene che la volontà è intrinsecamente insoddisfatta, causando sofferenza poiché non esiste un fine ultimo da raggiungere.
  • La felicità è vista come un'illusione, poiché deriva solo dalla soddisfazione temporanea di un desiderio, che termina con la privazione.
  • Il dolore è un dato primitivo e diretto, mentre il piacere è conosciuto solo attraverso il ricordo delle sofferenze passate.
  • Per mitigare l'infelicità, Schopenhauer suggerisce di adottare la moderazione e ridurre le aspettative, evitando così delusioni e sofferenze eccessive.
  • La vita umana è caratterizzata da un ciclo di desideri e sofferenze, con la soddisfazione che non porta a un guadagno reale, ma solo a una temporanea liberazione dal dolore.

La volontà e la sofferenza

Schopenhauer, un filosofo tedesco, ne Il mondo come volontà e come rappresentazione afferma che la volontà non possiede un fine ultimo perchè per sua costituzione è un’aspirazione che non può essere conseguita. Perciò questa volontà causa sempre sofferenza in quanto non c’è nessun fine ultimo a cui tendere.

Il desiderio e il piacere

Schopenhauer afferma anche che la felcità, o soddisfazione, non esista di per sè perchè si deve alla soddisfazione di un desiderio, ossia alla privazione di un bisogno o di un dolore che ci affliggeva. Quindi il desiderio e la privazione sono condizioni preliminari di ogni piacere, tuttavia, con la soddisfazione, cessa il desiderio e quindi anche il piacere: aver soddisfatto un desiderio con molta fatica non ci porta perciò a nessun guadagno perchè ci siamo semplicemente liberati da un dolore.

Il bisogno e la conoscenza

Secondo il filosofo quindi il dato primitivo è il bisogno, il dolore che può essere conosciuto direttamente, al contrario del piacere abbiamo una conoscenza indiretta che si deve al ricordo delle precedenti sofferenze eliminate. Pertanto l’uomo non è in grado di dare un’esatta valutazione dei beni attualmente posseduti.

La moderazione come soluzione

Nell’Arte di essere felici esposta in 50 massime invece, Schopenhauer propone una soluzione all’uomo per non essere molto infelice a causa del suo desiderare: è necessario ridurre le proprie pretese. La moderazione è infatti un saggio comportamento perché è facile che l’uomo diventi molto infelice, mentre è impossibile che diventi molto felice, quindi, se l’uomo diminuisse le proprie aspettative e pretese, nel caso in cui non venissero soddisfatte, non ne rimarrebbe troppo deluso.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il concetto centrale della volontà secondo Schopenhauer?
  2. Schopenhauer sostiene che la volontà non ha un fine ultimo e, per sua natura, è un'aspirazione irraggiungibile, causando così sofferenza continua (Il mondo come volontà e come rappresentazione).

  3. Come si relazionano desiderio e piacere nella filosofia di Schopenhauer?
  4. Secondo Schopenhauer, la felicità deriva dalla soddisfazione di un desiderio, ma una volta soddisfatto, il desiderio svanisce e con esso anche il piacere, lasciando l'individuo senza guadagno reale (Il mondo come volontà e come rappresentazione).

  5. Qual è la proposta di Schopenhauer per affrontare l'infelicità?
  6. Schopenhauer suggerisce di adottare la moderazione e ridurre le proprie pretese, poiché ciò può prevenire delusioni e infelicità, dato che è più facile diventare infelici che felici (L'Arte di essere felici).

Domande e risposte

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