Concetti Chiave
- La filosofia di Schopenhauer, di carattere esistenziale, si distingue per il suo approccio unico all'uomo, diverso da quello dei suoi contemporanei, in particolare rispetto a Hegel.
- Il rapporto conflittuale con Hegel, considerato da Schopenhauer un ciarlatano, lo porta a sfidarlo pubblicamente, nonostante la mancanza di studenti.
- Le filosofie di Schopenhauer e Hegel sono opposte: per Hegel la realtà è razionale e conoscibile, mentre per Schopenhauer è priva di significato.
- Schopenhauer, dopo anni di difficoltà, ottiene riconoscimento solo nella metà del 1800 grazie all'apprezzamento di Nietzsche e Wagner, cambiando il panorama filosofico occidentale.
- La sua opera principale, "Il mondo come volontà e rappresentazione", inizialmente poco apprezzata, viene seguita da "Parerga e paralipomena", che contribuisce alla sua notorietà e al riconoscimento tardivo.
Inizio difficile per Schopenhauer
La sua filosofia non ha molta fortuna all’inizio perché è una filosofia di carattere esistenziale: legata alla razionalità e alla metafisica ma tratta dell’uomo in modo diverso dagli autori contemporanei, quindi non è apprezzato ma Hegel era più apprezzato. Cerca di fare una filosofia che cerca lo spirito umano, è quindi legata all’uomo e all’esistenza dell’uomo stesso.
Conflitto con Hegel
Ha un rapporto conflittuale con Hegel, al quale era contemporaneo: Schopenhauer considerava Hegel un cialtrone dalla mente ottusa e il suo pensiero lo considerava una buffonata filosofica. Quindi, tutto l’idealismo per lui era una ciarlataneria. Cercava sempre lo scontro con Hegel, infatti poneva le ore di lezione nelle stesse ore di quelle di Hegel perché credeva molto nella sua filosofia, ma anche se non aveva nessuno studente era tranquillo. Lui non ha scritto per gli imbecilli, per questo il suo gruppo è ristretto.
Filosofie opposte
Quella di Hegel e quella di Schopenhauer sono due filosofie opposte: per Hegel la realtà è razionale, piena di significato e tutta conoscibile dalla ragione umana, mentre per Schopenhauer la realtà è priva di significato/senso. Il successo di Schopenhauer arriva verso la metà del 1800 quando Nietzsche e Wagner (musicista) inizieranno ad apprezzarlo. Nietzsche lo farà conoscere al pubblico. Quindi, solo verso gli ultimi anni della sua vita acquisisce la fama. Quando si conoscerà la sua filosofia ci saranno cambiamenti notevoli nella filosofia occidentale.
Vita e formazione di Schopenhauer
Nasce nel 1788 a Danzica, in Polonia, da una famiglia ricca: padre commerciante e madre intellettuale. Alla madre, più giovane del padre, piaceva frequentare i salotti. Quando la loro città cade sotto dominio prussiano si spostano ad Amburgo e Schopenhauer compie molti viaggi importanti per la sua formazione. Tornato dai viaggi vuole iscriversi all’università ma il padre voleva che continuasse la carriera commerciale. Però, quando il padre muore è come una liberazione per lui e la madre. Entrano in possesso dell’eredità: Schopenhauer porta avanti la carriera del padre, affidandola ad altre persone. Con i soldi dell’eredità si spostano a Weimar, città molto vivace dal punto di vista culturale. A casa sua vanno Schlegel, Goethe, i fratelli Grimm. Finalmente può dedicarsi agli studi: è affascinato soprattutto alla filosofia di Platone e Kant. Si laurea e la sua tesi di dottorato è sostenuta da Goethe, con il quale c’è un’amicizia intellettuale. Però, pian piano si frattura il rapporto con la madre: lei è frivola e più interessata alla vita dei salotti e veniva meno al ruolo di madre.
Opere e riconoscimento tardivo
Nel frattempo scrive il suo testo principale: “Il mondo come volontà e rappresentazione”. È un testo impegnativo e per questo non piace a nessuno. Riprende a viaggiare e va in Italia, dove si innamorerà ma avrà solo delusioni. Poi torna a Berlino, che nel 1831 lascerà dopo un sogno provvidenziale giusto in tempo per sfuggire alla peste, che uccide Hegel. Si trasferisce a Francoforte, in solitudine ma ha ancora i soldi del padre e continua a scrivere. Leggo p.120 “le radici della misoginia di Schopenhauer”. Nel 1851, dopo aver riprovato a scrivere la sua opera principale e ad arricchirla, pubblica un altro libro: “Parerga e paralipomena”, che significa “postille (cose aggiunte) e cose tralasciate (dimenticate)”, cioè cose non fondamentali nella sua filosofia. Gli argomenti riguardano la cultura della società, argomenti sociali, scritti con arcaismo e stile dinamico che viene apprezzato dal lettore. Grazie a questo libro Schopenhauer viene conosciuto e prova per la terza volta a ristampare l’opera principale e ora verrà letto. Muore nel 1860.
Domande da interrogazione
- Perché la filosofia di Schopenhauer non ha avuto successo inizialmente?
- Qual era il rapporto tra Schopenhauer e Hegel?
- In che modo la filosofia di Schopenhauer si differenzia da quella di Hegel?
- Quali eventi hanno contribuito al riconoscimento tardivo di Schopenhauer?
- Quali sono le opere principali di Schopenhauer e il loro impatto?
La filosofia di Schopenhauer, di carattere esistenziale e legata all'uomo, non venne apprezzata all'inizio poiché si discostava dalle idee più razionali e metafisiche dei suoi contemporanei, come Hegel, che era molto più popolare.
Schopenhauer aveva un rapporto conflittuale con Hegel, considerandolo un "cialtrone" e la sua filosofia una "buffonata". Cercava sempre di scontrarsi con Hegel, persino programmando le sue lezioni in concomitanza con quelle del filosofo idealista.
Mentre Hegel sosteneva che la realtà fosse razionale e conoscibile, Schopenhauer credeva che la realtà fosse priva di significato e senso, rappresentando due visioni filosofiche opposte.
Il riconoscimento di Schopenhauer arrivò solo verso la metà del 1800, grazie all'apprezzamento di figure come Nietzsche e Wagner, che lo resero noto al pubblico, portando a cambiamenti significativi nella filosofia occidentale.
La sua opera principale, "Il mondo come volontà e rappresentazione", inizialmente non fu apprezzata, ma successivamente, con "Parerga e paralipomena", ottenne un riconoscimento che lo portò a essere letto e rispettato, culminando nella sua fama tardiva.