Concetti Chiave
- I portoghesi conquistarono il Mozambico nel 1628, distruggendo il regno di Monomotapa e la civiltà degli shirazi, ma affrontarono sconfitte significative nel XVII secolo.
- La politica portoghese sulla costa occidentale si caratterizzava per la cristianizzazione dei locali e il commercio di schiavi, che devastava la regione del Congo.
- Nel 1626, i francesi fondarono la prima base in Africa occidentale e ampliarono il loro controllo, mentre gli inglesi ottennero il monopolio della tratta degli schiavi nel secolo successivo.
- I tentativi dei francesi di colonizzare il Madagascar furono ostacolati dalle reazioni indigene, rendendo l'annessione solo teorica per lungo tempo.
- I gesuiti spagnoli in Etiopia ottennero iniziali successi, ma furono espulsi nel 1632 dal negus Fasiidas, che ripristinò la religione copta come ufficiale.
Conquista portoghese del Mozambico
Nel 1628 i portoghesi riuscirono ad assoggettare il Mozambico, distruggendo il regno di Monomotapa e la ricca e plurisecolare civilta degli shirazi nell'isola di Kilwa: un originale connubio di elementi africani e musulmani, dediti al commercio intercontinentale fra le regioni africane e quelle asiatiche, fino alla Cina. Anche successivamente il Mozambico resto sotto il controllo dei portoghesi, ma questi subirono gravi sconfitte verso la fine del secolo XVII, come quando, nel 1698, vennero scacciati da Mombasa a opera degli arabi dell'Oman. Proprio i musulmani africani, con i loro alleati della penisola araba, costituivano il maggior ostacolo all'espansione portoghese sulla costa orientale africana: qui i loro insediamenti conservarono sempre un carattere semi-feudale, con una miscela di attività agricole concentrate nella produzione di cotone e di legname e di imprese commerciali basate sul traffico di oro e schiavi, frutto di razzie.
Politica portoghese sulla costa occidentale
Sulla costa occidentale, intanto, i portoghesi continuavano la loro tradizionale politica a due facce: da una parte, imponevano ai sovrani locali la cristianizzazione dei negri, e, dall'altra, esercitavano su larga scala il commercio di schiavi.
La tratta degli schiavi stremava la regione del Congo, perchè stimolava un'"economia" tribale basata sulla razzia e la guerra continua. Alia fine, negli anni sessanta, il re del Congo Antonio I (i re congolesi erano in genere convertiti al cristianesimo) tento di frenare le scorrerie degli schiavisti entrando in guerra contro i portoghesi, ma venne sconfitto e ucciso: il suo paese si disgrego ancora di più e i portoghesi rafforzarono il loro dominio anche nella regione meridionale dell'Angola.
Espansione coloniale francese e inglese
Nel 1626 venne fondata la prima base francese sulla costa occidentale dell'Africa, alla foce del fiume Senegal. Per accrescere la loro partecipazione al commercio degli schiavi, nel corso del secolo i francesi estesero il loro controllo su quella costa, occupando anche le basi commerciali olandesi. A loro volta anche gli inglesi cominciarono a interessarsi al lucroso commercio degli schiavi africani con la compagnia reale della Guinea, poi assorbita dalla compagnia reale dell'Africa: a questa fu assicurato il monopolio inglese della tratta. Un altro obiettivo dell'avanzata coloniale francese in Africa fu costituito dal Madagascar, le cui regioni interne erano difficilmente accessibili ed erano frazionate in un gran numero di regni indipendenti: questa grande isola (la sua estensione e quasi due volte l'Italia) poteva rappresentare un'ottima tappa intermedia nella navigazione e nei commerci fra l'Europa e l'Estremo Oriente. Nel 1643 i francesi fondarono la piccola base di Fort Dauphin sulla costa meridionale, ma il comportamento aggressivo dei nuovi arrivati provoco una forte reazione da parte degli indigeni, sicché l'annessione dell'isola alia monarchia francese, ripetuta piu volte fra il XVII e il XVIII secolo, fu per lungo tempo soltanto un'affermazione teorica, da utilizzare soprattutto nei confronti di eventuali appetiti di altre potenze europee.
Fallimento dei gesuiti in Etiopia
All'interno del continente africano la penetrazione dei gesuiti spagnoli in Etiopia parve dare i suoi frutti nei primi decenni del Seicento, grazie all'appoggio del negus (re) Susenyos: la chiesa cristiana abissina fu unita alia chiesa catto-lica e il re di Spagna nomino, con l'avallo del papa, come patriarca un padre della Compagnia di Gesu. Ma nel 1632 Fopera dei gesuiti si concluse con un clamoroso fallimento: il nuovo negus Fasiidas li scacciò dal paese e impose la confessione copta come religione di stato. I copti erano cristiani monofisiti, seguaci delFantica dottrina che attribuiva a Gesu soltanto una natura divina, e la comunita etiopica, guidata da un abuna (padre), dipendeva nominalmente dalla chiesa copta d'Egitto, rimasta vitale anche dopo la conquista araba e posta sotto Fautorita del patriarca del Cairo. La lotta fra cattolici e copti in Etiopia fu dura anche nei secoli successivi e nel XX secolo ha conosciuto momenti di particolare ferocia, con lo sterminio di intere comunita di chierici copti, durante Foccupazione italiana dell'Abissinia in epoca fascista. Nonostante i tentativi di accentramento statale del negus Giovanni, verso la fine del secolo l'Etiopia, colpita anche dalle incursioni delle tribu nomadi dei galla, cadde in una condizione di semianarchia: Fautorita centrale divenne sempre piu debole e il potere venne gestito di fatto dai principi-governatori delle varie provincie.
Domande da interrogazione
- Quali furono le conseguenze della conquista portoghese del Mozambico nel 1628?
- Come si manifestò la politica portoghese sulla costa occidentale dell'Africa?
- Quali furono le strategie coloniali di Francia e Inghilterra in Africa nel XVII secolo?
- Qual è stata la sorte dei gesuiti in Etiopia nel Seicento?
- Quali furono le conseguenze della lotta tra cattolici e copti in Etiopia?
La conquista portoghese portò alla distruzione del regno di Monomotapa e della civiltà degli shirazi, segnando l'inizio del dominio portoghese nella regione, che continuò nonostante le sconfitte subite, come quella di Mombasa nel 1698.
I portoghesi adottarono una politica duplice, imponendo la cristianizzazione ai sovrani locali mentre praticavano il commercio di schiavi, che devastò l'economia del Congo e portò a conflitti con i re locali, come Antonio I.
I francesi fondarono basi commerciali e ampliarono il loro controllo sulla costa occidentale, mentre gli inglesi si concentrarono sul commercio degli schiavi attraverso la compagnia reale dell'Africa, cercando di monopolizzare la tratta.
I gesuiti inizialmente ottennero successo con il supporto del negus Susenyos, ma furono scacciati nel 1632 dal nuovo negus Fasiidas, che ripristinò la confessione copta come religione di stato, segnando un fallimento per la missione cattolica.
La rivalità tra cattolici e copti portò a conflitti duraturi, culminando in episodi di violenza nel XX secolo, come lo sterminio di chierici copti durante l'occupazione italiana, mentre l'autorità centrale in Etiopia si indeboliva progressivamente.