Introduzione alla sociologia
La sociologia cerca di comprendere leggi, dinamiche e problemi di una società. Comte coniò il termine. La società presuppone il fatto di essere sociali, senza questo saremmo solo un gruppo di persone individuali che non sopravvivrebbe. Gehlen affronta questo problema e cerca di comprendere la differenza tra la società umana e le altre società. Gehlen sostiene che gli uomini partono da una situazione di svantaggio rispetto agli animali perché loro sono specializzati fin da piccoli e quindi sanno come vivere insieme ai loro simili. Per l’uomo discorso diverso perché non essendo specializzato, è privo di capacità base e da solo morirebbe.
Attraverso alcuni studi sui mitocondri Alessandro Cavalli Sforza scopre che tutti gli uomini hanno una sola madre → “Mamma Africa”, inoltre osserva alcuni cambiamenti nella struttura delle donne, ovvero bacino e utero più piccoli, che porta ad un parto prematuro del bambino, ovvero non pronto a vivere in autonomia (alcuni studi hanno provato la completa maturazione dell’uomo a 23 anni). Questa “debolezza” dell’uomo rappresenta anche la sua “forza” poiché non nascendo specializzati siamo plastici e abbiamo bisogno di una società diversa, più solidale, dove ci si aiuta a vicenda.
L’uomo colmare questo deficit con le altre società tramite la cultura, che è capace di fabbricare istinti di cui il nostro corpo non è insito. Tomasello → studi su scimpanzé e bambini piccoli (un anno circa, età in cui si inizia a parlare). Lui nota che fin dalla fase prelinguistica c’è differenza che riguarda la capacità di cooperare, ovvero abbiamo un linguaggio prelinguistico che è quello di gesticolare. Grazie al linguaggio (che non abbiamo innatamente, ma fatto culturale) noi siamo capaci di comunicare fatti e conoscenze, di collaborare, cose che gli animali non sono in grado di fare (o non del tutto).
La cultura rappresenta una sorta di memoria esterna da cui gli uomini attingono, ed è ciò che ci distingue dalle altre società. L’ontogenesi conferma tutto ciò e afferma che le persone quando nascono apprendono tutto ciò che è stato dell’umanità molto velocemente, ripercorrendo tutti gli stadi che l’uomo ha compiuto in migliaia e migliaia di anni.
Storia delle società
La storia della società umana si divide in tre gruppi:
- Società arcaiche
- Società tradizionali
- Società moderne
Società arcaiche
Le prime tribù che compaiono erano piccole, formate da meno di 100 persone e hanno un’organizzazione sociale di tipo parentale, ovvero la tribù è vissuta come una grande famiglia e le persone più anziane comandano. La vita delle società arcaiche era basata sulla paura, un mondo dove non si potevano controllare malattie, carestie ed eventi naturali; per ovviare al problema si credeva nella magia e nella presenza di spiriti malvagi, streghe, stregoni, ciclopi. La società è basata sulla caccia e sulla raccolta, non c’è specializzazione nei ruoli (tranne che di tipo sessuale, donne accudiscono i bambini), tutti sanno fare tutto. Homo Sapiens rappresenta il predatore più feroce di tutti anche grazie alla capacità di linguaggio e comunicazione, unica nell’uomo. Queste società erano nomadi.
Marx vede nelle comunità arcaiche una forma di comunismo primitivo perché non c’era modo di accumulare ricchezza e tutto si condivideva.
Come avviene il passaggio? Le ipotesi sono diverse. La più plausibile: a seguito della crescita delle tribù (500/1000 persone) gestione parentale molto più difficile, non si sa più chi è imparentato con chi e diventa quindi una sorta di gruppo di estranei. Soluzione migliore → dividersi in piccole tribù. Man mano però lo spazio finisce quindi per risolvere il problema della crescita demografica deciso di superare la gestione parentale, tramite l’ascesa di una persona particolarmente carismatica che viene seguita dal popolo e riesce a imporsi come leader. Per la prima volta abbiamo un coordinamento della società non più parentale. La legittimazione del potere avviene attraverso la parola degli stregoni i quali tirano in mezzo gli spiriti dicendo che quella è la persona giusta. In questa nuova società inizia anche un processo di individualizzazione perché sovrano dà ordini a singole persone e non più a famiglie come prima.
Altra teoria collegata → la religione. Al sovrano servivano grandi monumenti religiosi per legittimare il suo potere, per la costruzione di questi servivano molte persone, quindi molto cibo, quindi si inizia a coltivare la terra, si diventa sedentari, nascita della città attorno al mercato e al tempio, mura per non far scappare gli schiavi.
Società tradizionali
Agricoltori, allevatori, si sviluppano nuove tecnologie tipo l’artigianato e l’aratro, la vita diventa più dura per alcune persone. Inizia un processo di stratificazione della popolazione. Alcune persone sottomesse, altre privilegiate, altri guadagnano tanto da poter non lavorare più (surplus economico in agricoltura), ma questo processo ha permesso lo sviluppo di attività tipo la scrittura o scienze tipo la matematica (gente non lavora più, si diletta in altro). Religione unica cosa ordinatrice → dà speranza ai ceti più bassi e ferma il sovrano (che è sempre al di sotto della religione).
Con il passaggio da arcaico a tradizionale la vita sociale cambia molto e si sposta il centro dell’attenzione, dagli anziani al sovrano e al mercato (col tempo queste due sfere sempre più grandi). Difatti, se in una tribù il giovane segue quello che gli dice l’anziano, ora segue quello che gli dice il sovrano o gli dice il mercato (esempio dell’anziano con le uova marce al mercato). L'invenzione della scrittura permette di tenere scritte le cose, il diritto permette di regolare dispute. Durante l’età assiale (800-200 a.C.) in tutte le grandi società si sviluppano nuove concezioni che sono alla base delle religioni che ora conosciamo.
Ebrei/cristianesimo → siamo tutti fratelli. Per la prima volta a Roma antica i cittadini decidono in cosa credere nonostante il sovrano non sia della stessa idea.
Medioevo → dopo il crollo dell’Impero Romano le società tradizionali ancora presenti ma si cambia il modo di vivere, ci si ritira in piccoli borghi murati, società basata sul sistema feudale. Economia, si produceva ciò che serviva, livello di vita molto basso. Anno 1000 si pensava la fine del mondo, non si produce nulla, mondo non finisce, grande crisi e carestia ma stimolo per rinnovare la società.
Intorno al 1100-1200 grande sviluppo economico, molte invenzioni, popolazione europea cresce e vengono formate circa la metà delle città tutt’oggi esistenti. Queste città ricoprono un ruolo fondamentale per il superamento della società tradizionale, molte persone scappavano dai feudi per andare in città dove la vita è più tranquilla. Molte città favorite dallo scontro tra Imperatore in Germania e il Papa diventano liberi comuni basati sul mercato, prime forme di capitalismo, nascono le banche, in molte città Rinascimento.
Passaggio dalla società tradizionale a società moderna
Gli studiosi trovano due date per il passaggio: il 1492 e il 1648:
- 1492: modernità sociale con scoperta dell’America, le grandi nazioni iniziano a solcare i mari e si impossessano di grandi territori in tutto il mondo, le città italiane restano tagliate fuori perché non avevano flotta, iniziano a svilupparsi forme di capitalismo in nord Europa soprattutto.
- 1648: modernità politica con la Pace di Westfalia, si mette fine alla guerra dei 30 anni, che nessuno vince ma crea solamente tanta distruzione e povertà. La pace imponeva la libertà religiosa nei paesi, si passa da un tipo di integrazione etico ad un tipo di integrazione giuridico. L’integrazione di tipo etico prevedeva norme della vita sociale vincolanti per tutti, ovvero si basava sull’ethos (norma di vita collettiva per tutti), quindi tutto è proibito quando non è espressamente detto dalla tradizione. Con la pace si determina che non è più un ethos particolare che domina, quindi si passa ad una integrazione di tipo giuridico, basata sulle leggi, quindi è tutto consentito tranne le cose espressamente vietate dalla legge.
Sono invece due le grandi rivoluzioni che determinano la nascita dello stato moderno:
- 1776 → Rivoluzione Americana
- 1789 → Rivoluzione Francese
Per la prima volta si stabiliscono dei principi costituzionali, il più importante è che l’autorità politica non viene più dal Re, dal dio o dalla tradizione ma dal popolo. Nella Costituzione americana si formula il diritto alla felicità dei cittadini, mentre quella francese elimina classi come i nobili, il clero, il re e stabilisce l’uguaglianza tra le persone, viene inoltre varata la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.
Sul piano sociale le società moderne sono più inclini al conflitto, perché le differenze sociali si fanno sentire di più, più che altro avendo alla base dei principi di uguaglianza chi si sentiva svantaggiato si lamentava, mentre in passato chi era svantaggiato lo accettava e basta. In questa nuova società si crea profitto come non mai, la vita diventa più ricca e sviluppata MA meno collante interno rispetto a società precedenti.
Sono i cambiamenti culturali quelli che si fanno sentire più di tutti. Michael Walzer sostiene che nel mondo oggi esistono 4 mobilità che prima non c’erano:
- Mobilità di tipo geografico, ovvero che oggi spesso le persone muoiono in un posto diverso da quello di dove sono nate.
- Mobilità politica, prima c’erano delle identità politiche radicate all’interno di una famiglia/stirpe, ora non più così ognuno vota chi vuole.
- Mobilità sociale, non si fa più parte della stessa classe sociale per sempre, è facile sia salire che scendere.
- Mobilità affettiva, matrimoni non più per sempre, ma possibilità di separarsi.
Processi di individualizzazione
Sono processi presenti in tutto il mondo. Per la sociologia un individuo moderno ha due caratteristiche:
- Dispone di autonomia di giudizio e di una morale, sa che può pensare con la sua testa e quando ha un problema lo risolve da solo.
- Spinta all’autorealizzazione, ovvero diritto che ciascuna persona ha di fare quello che lo fa più felice.
In passato le persone non erano individualizzate. Antico Egitto → muore faraone, devono morire anche tutti i suoi schiavi. India → muore il marito, moglie deve uccidersi, la sua vita non ha più senso senza il marito.
Nella Cina Antica invece troviamo un processo di individualizzazione nell’esercito di terracotta, tutti diversi. Parsons trova segni di individualizzazione anche nell’Antica Roma, una volta che arriva il cristianesimo e i singoli decidono di diventare cristiani, significa che sono individui. Grecia Antica, Socrate, condannato perché invitava i giovani a pensare con la propria testa e non dare conto ad un oracolo, Socrate diceva che lui un oracolo lo aveva dentro di sé, che gli diceva cosa fare (noi oggi la chiamiamo coscienza).
Dopo la caduta di Roma e durante il Medioevo però regresso di questi processi. Considerando l’arte, strumento che ci aiuta molto a capire i passi dell'individualizzazione, si può notare che come fino all’anno 1000 i dipinti raffigurano solo Gesù crocifisso, solo dopo l’anno 1000 iniziamo a trovare la Madonna col Bambino, col Rinascimento primi ritratti, 1800-1900 arte diventa astratta, pittura serve per far parlare l’anima, niente di più individuale.
Nascita della sociologia
Si inizia a parlare di sociologia dagli inizi dell’800. La sociologia nasce ad opera di vari personaggi i quali si trovano in un contesto intellettuale fatto di persone che hanno vissuto le due grandi rivoluzioni e ne sono state plasmate. Ma questo spirito rivoluzionario francese subisce gravi colpi a causa di Napoleone prima e della Restaurazione poi (Congresso di Vienna) la quale ristabilisce Re, duchi, dinastie. Ora quindi gli studiosi si ritrovano catapultati a 30 anni prima ma con molta esperienza sulle spalle e in due movimenti diversi: i socialisti di vario genere (volevano rilanciare la questione della libertà sociale, non erano solo privilegiati e intellettuali ma anche gruppi di lavoratori) e i socialisti utopistici (termine coniato da Marx, non credevano alla fine della Rivoluzione e coltivavano solo delle illusioni, non sapevano come fare quello che dicevano).
Henri de Saint-Simon (1760-1825)
Aristocratico francese, aveva vissuto tutto il periodo della rivoluzione. Secondo lui durante la Restaurazione il mondo non si era fermato ma andava avanti con una grandissima spinta di tipo economico capitalistico e così inizia a progettare un modello di società basato sullo sviluppo delle imprese e delle attività economiche di tipo capitalistico dove però non è importante l’aspetto economico ma i personaggi chiave che portano avanti questo momento → utopia degli ingegneri. Per Saint-Simon il mondo sarebbe stato felice grazie a grandi opere ingegneristiche (fu sua l’idea del Canale di Suez). Fa parte dei socialisti utopistici.
Saint-Simon rimane una figura importante perché aveva un giovane assistente, il quale col passare del tempo acquisì una sua personalità e un suo pensiero e divenne il vero e proprio fondatore della sociologia: Comte.
Auguste Comte (1798-1857)
Comte si forma nel rapporto con Saint-Simon da quale poi si allontana, ebbe un ruolo come studioso di rilievo in Francia e alla fine della sua vita passò una fase di follia che lo accompagnò fino alla morte. Comte viene ricordato per aver inventato il nome "sociologia" che significa “discorso sulla società”. Comte fa parte della corrente del positivismo e nonostante il suo distacco da Saint-Simon ne prende alcuni caratteri. Secondo lui la scienza doveva svolgere un ruolo centrale e che tutti i problemi debbano essere risolti con gli strumenti della scienza. Comte pensa che la società si sviluppa tramite un progresso che passa per tre stadi:
- Stadio teologico dove include le società arcaiche e le società basate sulla magia, sugli spiriti.
- Stadio metafisico il quale, secondo lui, si raggiunge nel tardo medioevo, fase in cui gli uomini iniziano a pensare a dei sistemi filosofici.
- Stadio positivo dove si sviluppano le scienze positive. Lui trova le scienze “superiori” alla filosofia perché si possono dimostrare in modo sperimentale, si tratta di un sapere più sicuro.
La teoria dei 3 stadi (dinamica sociale) viene integrata da Comte con una ricostruzione storica: dice che alcune scienze si sviluppano già nell’antichità. La matematica è la prima perché è la più lontana dall’uomo, solo numeri, poi si sviluppa l’astronomia, poi la fisica più vicina a noi, poi la chimica e la biologia e per ultima la sociologia, la più complicata di tutte perché si occupa della vita dell’uomo. Per lui la psicologia era solo superstizione. Questa sua teoria è considerata eurocentrica e quindi criticata.
Comte parla poi di com’è il mondo adesso e come comprenderlo (statica sociale). Per lui la società non è la somma dei suoi individui. I sociologi positivisti per spiegare la società utilizzano il corpo umano come modello. Se noi prendessimo i singoli organi del nostro corpo e ci interroghiamo sulla loro funzione non capiremmo nulla, ma abbiamo bisogno dell’insieme delle cose e della loro funzione all’interno dell’intero organismo. Quindi un positivista che si chiede “cos’è la famiglia/università” dovrebbe prima chiedersi qual è la sua funzione all’interno di questa.
Alla fine della sua vita Comte, dopo aver sempre rinnegato il ruolo della religione, finisce per crearsi una sua (dedicata ad una donna di cui era innamorato) e trova questo strumento come fondamentale per l’uomo.
Lawrence Kohlberg
Psicologo americano, sviluppa una teoria sugli stadi del processo morale tramite domande a bambini e adulti in tutto il mondo. La domanda riguarda un dilemma, il dilemma di Heinz: Heinz ha la moglie malata, viene a sapere che c’è una medicina che potrebbe curarla, va in farmacia e scopre che questa medicina costa troppo; ora lui si trova in una posizione dove potrebbe rubare la medicina, è giusto che Heinz la rubi? → dalle risposte individua tre livelli di coscienza morale:
- Stadio pre-convenzionale dove la risposta è “si deve rubare la medicina perché è sua moglie, deve curarla” → stadio del bravo ragazzo il quale applica concezioni morali solo all’interno della sua famiglia.
- Stadio convenzionale dove la risposta è “no, Heinz non deve rubare la medicina, la legge lo vieta quindi non si fa” → stadio di legge e ordine.
- Stadio post-convenzionale dove la risposta è “si deve rubare la medicina, poi si presenta alla polizia e si fa arrestare”, in questo caso Heinz ha pensato che esistono delle leggi, ma esistono anche dei principi più generali di tipo morale che valgono più delle leggi.
Alexis de Tocqueville (1805-1859)
Tocqueville aveva una grande ammirazione per l’America e la sua rivoluzione. Per quanto riguarda la rivoluzione francese la vedeva in due modi, da una parte era un fervente rivoluzionario.
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