Concetti Chiave
- Schelling critica l'interpretazione di Fichte, ritenendo che la sua concezione del "non io" non equivalga a quella dell'"io", e propone un idealismo che riconosce la dignità della natura.
- Il pensiero di Schelling si basa sull'analisi della realtà in tutti i suoi aspetti, cercando un idealismo più equilibrato rispetto a quello di Fichte, che considera la natura solo come strumento per l'uomo.
- Schelling distingue tre momenti fondamentali nello sviluppo della realtà: spirito teoretico, pratico ed estetico, evidenziando l'importanza della dimensione estetica nella comprensione della realtà.
- La concezione monistica di Schelling sostiene che natura e spirito non sono entità separate, ma manifestazioni diverse dello stesso essere, richiedendo un'intuizione piuttosto che una mera razionalizzazione.
- L'arte è vista da Schelling come l'organo supremo della filosofia, in cui si realizza l'unità tra soggetto e oggetto, dimostrando che l'incoscio e il cosciente si uniscono nell'esperienza estetica.
Qual è l'interpretazione di Fichte da parte di Schelling?
Schelling non ha saputo interpretare Fichte, per lui il “non io” di Fichte non è allo stesso livello dell'”io”.Si pensa che Fichte abbia decurtato la natura volendo uguagliare il “non io” all'”io”. La natura per cui ha la stessa dignità dello spirito e l'oggetto del soggetto. Schelling ha interpretato i concetti di Fichte in modo cronologico; la sua filosofia verrà detta estetica. É un idealismo deciso, che difinisce più completo.
Idealismo di Schelling
Per Schelling bisogna esaminare la realtà in tutti i suoi aspetti, i momenti, di esso, sono cronologici.
Per Fichte la natura è uno strumento di cui l'uomo si seve, la sua concezione morfica, la natura (c'è la precedenza cronologica). Schelling vorrebbe proporre un idealismo meno parziale ed equilibrato in confronto a quello di Fichte. Dobbiamo partire dal concetto di assoluto, (natura – spirito) il suo idealismo è più completo e riconosce l'orientamento dogmatico di cui si serve per risolvere molti problemi. L”io” e il “non io” sono momenti cronologici dello sviluppo della realtà.
Momenti in cui si sviluppa la realtà (cronologici, l'assoluto o la realtà prima si manifesta con la natura poi con lo spirito). Si dice che la scienza antica fosse meno cieca e superficiale di quella moderna, sotto la superficie della natura nasconde l'opposto, apparentemente la natura appare come il segno del determinismo, alla fisica (esame di tutti gli aspetti deterministici) ritiene di poter opporre una fisica speculativa delle forze. Ogni fenomeno della realtà si basa sull'opposto dell'altro. es. la vita si contrappone alla morte.
Il gigante ha spezzato ormai le catene.
1) Spirito teoretico, 2) pratico, 3) estetico
1) Attività conoscitiva, attività teoretica, l'uomo cerca, si propone di adeguarsi alla realtà.
2) Adeguare la realtà all'uomo. Attività pratica.
3) L'arte, il musicista, il pittore, attività affettiva.
Concezione monistica e arte
Sia 1 che 2 non si realizzano perché dicono che il soggetto è staccato dall'oggetto che l'uomo e la natura sono distaccate. Partendo da un presupposto dualistico non si può né realizzare una conoscenza perfetta del mondo e né si può adeguare la realtà a noi. Bisogna partire da una concezione monistica, natura e spirito non sono diverse, sono la stessa cosa in momenti diversi. Non bisogna ragionare, bisogna intuire questo spirito interno. es. lavoro dell'artista ha due momenti: ispirazione, e poi deve comunicare questa ispirazione. Per esempio se Gaugain che deve per forza andarsene, abbandona tutti e se ne va su un' isola, ma lui non se ne rende conto e non si può opporre. Agisce senza sapere perché, ma se ne deve andare (momento naturalistico).
Incosciente e determinato e, cosciente e libero. Soltanto a livello estetico si realizza il problema teorico – pratico. Solo l'artista sa che questi due momenti non sono diversi sono la stessa cosa. Intuiamo che cos'è qual'è la realtà e dunque la mettiamo in pratica (Gaugain). L'arte e l'organo supremo della filosofia. es. Il girino non è diverso dalla rana, sono due momenti diversi dello stesso essere, come il bruco e la farfalla il bruco ha già in sé la farfalla. Solo nel momento estetico il gigante si libererà dalle catene.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale critica di Schelling all'interpretazione di Fichte?
- Come si differenzia l'idealismo di Schelling da quello di Fichte?
- Qual è il ruolo della natura secondo Fichte e Schelling?
- In che modo l'arte è vista come un mezzo di conoscenza secondo Schelling?
- Qual è la concezione monistica di Schelling riguardo alla natura e allo spirito?
Schelling critica Fichte per non considerare il “non io” alla pari dell'”io”, ritenendo che Fichte abbia decurtato la natura, uguagliando i due concetti. La sua interpretazione è cronologica e porta a un idealismo più completo.
L'idealismo di Schelling è meno parziale e più equilibrato rispetto a quello di Fichte, poiché riconosce l'importanza dell'assoluto, dove natura e spirito si manifestano in momenti cronologici dello sviluppo della realtà.
Per Fichte, la natura è uno strumento per l'uomo, mentre Schelling propone una visione in cui natura e spirito sono interconnessi, suggerendo che la realtà deve essere esaminata in tutti i suoi aspetti.
Schelling considera l'arte come l'organo supremo della filosofia, dove l'artista riesce a intuire e comunicare la realtà, unendo i momenti di ispirazione e comunicazione, dimostrando che il teorico e il pratico non sono separati.
Schelling sostiene che natura e spirito non sono entità distinte, ma rappresentano momenti diversi dello stesso essere, suggerendo che solo attraverso una concezione monistica si può realizzare una conoscenza perfetta del mondo.